Il sistema utilizzato per determinare l’ISEE si aggiorna ancora. Con il decreto dipartimentale n. 3 del 2 marzo 2026, emanato dal Ministero del Lavoro insieme al Ministero dell’Economia e delle Finanze, entrano infatti in vigore nuovi modelli della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). Questo documento è quello che i cittadini devono compilare per ottenere l’indicatore economico necessario ad accedere a numerose prestazioni pubbliche, dai bonus per i figli fino alle misure di sostegno al reddito.

L’intervento rientra tra le novità previste dalla Legge di Bilancio 2026 e punta a rendere il sistema di calcolo più aggiornato e più coerente con le condizioni economiche reali delle famiglie. Per questo motivo sono stati modificati sia i moduli da compilare sia le istruzioni operative e le attestazioni rilasciate al termine della procedura.

Una delle principali revisioni riguarda le informazioni fiscali utilizzate nel calcolo dell’indicatore. Nei nuovi modelli vengono ora presi come riferimento i dati relativi all’anno d’imposta 2024, cioè le dichiarazioni e certificazioni fiscali più recenti disponibili negli archivi dell’amministrazione finanziaria.

L’aggiornamento permette di evitare che la valutazione economica dei nuclei familiari venga effettuata su dati troppo datati, migliorando così la precisione dell’indicatore.

Leggi anche: Assegno unico 2026: aumenti in arrivo e nuove fasce ISEE da febbraio

Tra le innovazioni più rilevanti compare anche un ISEE specifico dedicato alle prestazioni familiari e alle politiche di inclusione. Questo parametro sarà utilizzato per stabilire requisiti e importi di diverse misure di sostegno rivolte alle famiglie. Rientrano tra queste l’assegno unico per i figli, l’assegno di inclusione, il supporto per la formazione e il lavoro, il bonus asilo nido e gli incentivi economici per i nuovi nati. L’introduzione di un indicatore mirato consente alle amministrazioni di valutare in modo più preciso la situazione economica dei nuclei che richiedono questi aiuti.

Le modifiche interessano anche il modo in cui viene considerata la presenza dei figli all’interno del nucleo familiare. Nei nuovi modelli DSU, infatti, in alcune parti della modulistica la soglia che identifica i nuclei numerosi viene abbassata: non si parla più esclusivamente di famiglie con almeno tre figli, ma anche di quelle con almeno due figli.

Questo cambiamento può incidere sul calcolo di alcune maggiorazioni applicate all’ISEE, con l’effetto di includere un numero più ampio di famiglie tra quelle che possono beneficiare di condizioni di calcolo più favorevoli.

Un’altra novità riguarda la gestione degli immobili danneggiati da eventi naturali. Per l’anno 2026, gli edifici distrutti o dichiarati inagibili a seguito di calamità come terremoti o alluvioni non verranno conteggiati nel patrimonio immobiliare ai fini ISEE.

La misura è stata introdotta per evitare che un bene non più utilizzabile continui a pesare nella valutazione economica delle famiglie che ne sono proprietarie.

Leggi anche: ISEE 2026 spiegato semplice: regole, scadenze e bonus

Sul piano operativo non sono richieste nuove procedure per chi ha già presentato la dichiarazione. L’INPS ha infatti provveduto ad aggiornare automaticamente le attestazioni ISEE relative alle DSU trasmesse dal 1° gennaio 2026, inserendo al loro interno i nuovi criteri previsti dalla normativa.

Di conseguenza i cittadini non devono presentare una nuova dichiarazione: le attestazioni vengono ricalcolate direttamente dal sistema e utilizzate per verificare l’accesso alle prestazioni sociali collegate all’indicatore economico.