Aumenti Assegno Unico 2026 da febbraio, nuove fasce ISEE e maggiorazioni aggiornate. Senza ISEE importo minimo, ma con DSU entro giugno recupero degli arretrati.

Da febbraio 2026 entrano ufficialmente in vigore gli aumenti dell’Assegno Unico Universale, grazie alla rivalutazione dell’1,4% collegata all’andamento del costo della vita. Gli importi aggiornati e le nuove fasce ISEE sono stati pubblicati dall’INPS, confermando un adeguamento che interesserà milioni di famiglie italiane.
Gli incrementi, pur non essendo particolarmente elevati, assumono maggiore rilievo se letti insieme alla revisione delle soglie ISEE e alle diverse maggiorazioni previste. In molti casi, soprattutto per i nuclei con redditi medio-bassi o con più figli a carico, l’effetto complessivo può tradursi in un assegno mensile leggermente più alto rispetto allo scorso anno.
Resta però fondamentale capire quando gli aumenti saranno effettivamente visibili nei pagamenti, chi potrà beneficiarne in misura maggiore e cosa cambia per le famiglie che non presentano l’ISEE aggiornato per il 2026.
Sommario
Gli aumenti dell’Assegno Unico Universale decorrono ufficialmente da febbraio 2026, ma non tutti gli adeguamenti saranno immediatamente visibili. I pagamenti di febbraio – previsti come di consueto tra il 19 e il 20 del mese – continueranno infatti a essere calcolati sulla base dell’ISEE valido al 31 dicembre 2025, esattamente come già avvenuto per la mensilità di gennaio.
Gli adeguamenti riferiti al mese di gennaio 2026 non andranno persi, ma verranno riconosciuti successivamente: l’INPS ha chiarito che i relativi conguagli saranno corrisposti a partire dalla mensilità di marzo. In pratica, chi ha diritto agli aumenti riceverà gli arretrati insieme ai pagamenti successivi, senza dover presentare alcuna richiesta aggiuntiva.
È proprio da marzo, inoltre, che entrerà pienamente a regime il nuovo ISEE “agevolato” specifico per le prestazioni assistenziali, destinato a incidere in modo più preciso sul calcolo dell’importo dell’assegno. Questo passaggio temporale è fondamentale per comprendere perché, nei primi due mesi dell’anno, molti beneficiari potrebbero non notare subito variazioni significative sull’importo accreditato.
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Oltre all’aumento “base” legato alla rivalutazione annuale, l’Assegno Unico Universale 2026 continua a prevedere una serie di maggiorazioni pensate per sostenere in modo più incisivo i nuclei familiari in particolari condizioni. Anche questi importi sono stati aggiornati dall’INPS in base all’indice del costo della vita.
Restano innanzitutto confermate le maggiorazioni già note, come quelle per i figli con disabilità, per i figli successivi al secondo, per le madri con meno di 21 anni e per il cosiddetto bonus legato alla presenza di un secondo percettore di reddito. A queste si affiancano però alcune maggiorazioni “rafforzate”, che possono incidere in modo significativo sull’importo mensile.
In particolare, per i nuclei familiari con figli di età inferiore a un anno, l’importo dell’assegno viene incrementato del 50% per ciascun figlio, fino al compimento del primo anno di vita. Una misura pensata per sostenere le spese più elevate che si concentrano nei primi mesi dopo la nascita.
Un aumento della stessa entità è previsto anche per le famiglie con almeno tre figli e un ISEE, calcolato ai fini AUU, non superiore alla soglia massima prevista per il 2026 (46.582,71 euro). In questo caso, per ogni figlio di età compresa tra uno e tre anni, l’assegno viene maggiorato del 50%, con un beneficio che cresce all’aumentare del numero dei figli.
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Per i nuclei ancora più numerosi, con almeno quattro figli a carico, è infine riconosciuta una maggiorazione forfettaria di 150 euro, indipendente dalla fascia ISEE, che si aggiunge all’importo complessivo dell’assegno.
Una delle conferme più importanti per il 2026 riguarda le modalità di accesso all’Assegno Unico Universale. L’INPS ha chiarito che non è necessario presentare una nuova domanda per continuare a ricevere il beneficio: l’erogazione prosegue automaticamente per tutti i nuclei familiari che hanno già una richiesta in stato di “accolta” negli archivi dell’Istituto.
Questo significa che chi percepisce regolarmente l’assegno non dovrà ripetere la procedura ogni anno, a meno che la domanda precedente non risulti decaduta, revocata, rinunciata o respinta. Un aspetto che semplifica notevolmente la gestione del beneficio e riduce il rischio di interruzioni nei pagamenti.
Resta però in capo ai beneficiari un obbligo fondamentale: comunicare tempestivamente eventuali variazioni rilevanti. Tra queste rientrano, ad esempio, la nascita di un nuovo figlio, il cambiamento della condizione di disabilità o l’aggiornamento della posizione dei figli che raggiungono la maggiore età, qualora si intenda continuare a percepire l’assegno anche dopo i 18 anni.
Per l’anno 2026, quindi, l’INPS conferma un sistema basato sulla continuità e sull’automatismo, ma che richiede comunque attenzione da parte delle famiglie per evitare errori, sospensioni o importi non corretti.
Dal mese di marzo 2026 il ruolo dell’ISEE diventa centrale nel determinare l’importo effettivo dell’Assegno Unico Universale. L’INPS ha infatti chiarito che, in assenza di un ISEE aggiornato, l’assegno continuerà a essere erogato ma nella misura minima prevista dalla normativa, indipendentemente dalla reale situazione economica del nucleo familiare.
In pratica, chi non presenta l’ISEE 2026 non perde il diritto all’assegno, ma riceve importi sensibilmente ridotti. Una scelta che mira a garantire comunque la continuità del sostegno, evitando blocchi o sospensioni, ma che penalizza chi non aggiorna tempestivamente la propria posizione.
C’è però una possibilità di recupero. Le famiglie che presentano una nuova DSU entro il 30 giugno 2026 hanno diritto a un ricalcolo retroattivo delle somme spettanti. In questo caso, gli importi già erogati a partire da marzo vengono adeguati sulla base dell’ISEE corretto, con il pagamento degli eventuali arretrati maturati nei mesi precedenti.
L’INPS ricorda inoltre che oggi ottenere l’ISEE è un’operazione molto più semplice rispetto al passato. La DSU precompilata, disponibile sul Portale unico ISEE e tramite l’app “INPS Mobile”, consente di compilare la dichiarazione sfruttando i dati già in possesso dell’Istituto e dell’Agenzia delle Entrate, riducendo tempi ed errori.
La rivalutazione dell’1,4% non incide solo sugli importi dell’Assegno Unico, ma anche sulle fasce ISEE, con effetti pratici che in alcuni casi risultano più vantaggiosi di quanto possa sembrare a prima vista. Nel 2026, infatti, la prima fascia ISEE sale fino a 17.468,51 euro, rispetto ai 17.227,33 euro del 2025.
Questo spostamento delle soglie produce un effetto positivo per molte famiglie che, a parità di ISEE, “scendono” in una fascia più favorevole. Ad esempio, chi nel 2025 rientrava nel secondo o terzo scaglione, nel 2026 si colloca automaticamente nella prima fascia, con un assegno mensile più elevato senza alcuna variazione del reddito.
Entrando nel dettaglio degli importi “base”:
Ancora più evidente è l’effetto per chi cambia fascia:
Anche l’ultima fascia si amplia. Nel 2025 l’importo minimo scattava oltre i 45.939,56 euro di ISEE; nel 2026 la soglia si alza, consentendo a chi si trovava appena sopra il limite di accedere a una fascia leggermente più favorevole e ottenere così un assegno più alto rispetto all’anno precedente.
Accanto agli importi base, un peso rilevante nel calcolo dell’Assegno Unico Universale è dato dalle maggiorazioni, alcune uguali per tutti e altre legate alla fascia ISEE di appartenenza. Anche questi valori, nel 2026, beneficiano della rivalutazione annuale.
Tra le maggiorazioni fisse, valide a prescindere dal reddito, rientrano:
Si tratta di incrementi contenuti, ma strutturali, che si sommano all’importo base e che, su base annua, contribuiscono ad aumentare in modo stabile il sostegno economico alle famiglie interessate.
Diverse sono invece le maggiorazioni variabili, il cui valore diminuisce progressivamente all’aumentare dell’ISEE:
Nel complesso, il sistema delle maggiorazioni continua a premiare i nuclei più numerosi e quelli con maggiori esigenze di cura, rendendo l’assegno 2026 leggermente più favorevole rispetto all’anno precedente, soprattutto se abbinato a un ISEE aggiornato.
Gli aumenti dell’Assegno Unico Universale 2026, pur contenuti, rappresentano un adeguamento importante in un contesto di inflazione ancora presente. La rivalutazione degli importi e l’innalzamento delle fasce ISEE consentono a molte famiglie di ottenere qualche euro in più al mese, in alcuni casi senza alcuna variazione del reddito.
Il vero elemento decisivo resta però l’ISEE aggiornato. Senza la nuova DSU, da marzo l’assegno viene erogato al minimo, riducendo in modo significativo il beneficio complessivo. Al contrario, presentare l’ISEE entro il 30 giugno permette di recuperare anche gli arretrati, evitando perdite economiche inutili.
Maggiorazioni, bonus e soglie più alte continuano a premiare i nuclei numerosi, le famiglie con figli piccoli e quelle con situazioni di disabilità, confermando l’impianto dell’assegno come strumento di sostegno strutturale. In questo scenario, informarsi per tempo e verificare la propria posizione resta la scelta più efficace per sfruttare appieno le novità del 2026.




