Assicurazione INAIL: chi tutela e cosa copre

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L’assicurazione INAIL ha la funzione di tutelare i lavoratori in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale. La sottoscrizione è obbligatoria per tutti i datori di lavoro che assumono dipendenti e lavoratori parasubordinati per svolgere un impiego ritenuto rischioso. Ma non solo.

Con l’assicurazione, il datore di lavoro viene esonerato da eventuali responsabilità civili derivanti dagli incidenti sul lavoro. A meno che non si stabilisca che l’infortunio è stato provocato a causa della mancanza del rispetto delle regole di prevenzione e sicurezza da parte dello stesso titolare.

Vediamo come funziona l’assicurazione INAIL e cosa copre.

Assicurazione INAIL: quando è obbligatoria?

L’assicurazione INAIL non tutela i lavoratori unicamente in relazione ai danni fisici, ma anche in base ai danni economici che può aver causato l’infortunio o la malattia professionale.

Secondo quanto previsto dal D.P.R. n. 1124 del 30 giugno 1965, il datore di lavoro è obbligato a sottoscrivere l’assicurazione per i suoi dipendenti se:

  • Sussistono requisiti oggettivi. E quindi legati allo svolgimento di lavori che possano essere ritenuti oggettivamente rischiosi, come quelli inerenti all’ambito dell’edilizia, o quelli che prevedono l’utilizzo di materiale esplosivo. È possibile consultare l’elenco completo all’art. 1 del decreto sopra citato;
  • Sussistono requisiti soggettivi, ovvero legati all’assicurazione del soggetto. Sono compresi tra questi tutti i lavoratori individuati nell’art. 4 del decreto sopra citato.

In realtà, vista la costante evoluzione dei metodi produttivi e delle lavorazioni, ad oggi rientrano nella copertura assicurativa i dipendenti che operano in quasi tutte le attività legate alla produzione e ai servizi.

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Quali sono le attività ritenute rischiose?

Sono tutelati dall’assicurazione INAIL tutti gli individui che svolgono un lavoro retribuito alle dipendenze di un datore di lavoro. Ma lo sono anche gli artigiani e i lavoratori autonomi del settore agricolo, i membri di un equipaggio navale e così via.

In definitiva, L’INAIL suddivide le attività che possono essere ritenute rischiose in due gruppi:

  • Quelle in cui i dipendenti hanno a che fare con l’utilizzo di strumenti pericolosi, come macchine e impianti elettrici o termici a pressione. Anche se l’impiego di tali apparecchi dovesse essere temporaneo o utilizzato per scopo dimostrativo;
  • Quelle che implicano naturalmente un’oggettiva pericolosità, che può anche non comprendere l’impiego di macchinari. Infatti è l’attività in sé a rappresentare un costante possibile pericolo per i dipendenti. Il settore di edilizia e costruzioni, per esempio, è uno di quelli ritenuti più rischiosi. E richiede obbligatoriamente la sottoscrizione dell’assicurazione INAIL.




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