Imprese edili contro condomini morosi: come muoversi


All’interno del condominio, una sistema strutturale in cui ogni membro dell’edificio è dovuto a contribuire alle spese condominiali, troviamo spesso presenti degli individui scorretti, che decidono sfacciatamente di non pagare la propria parte e quindi di risparmiare sulle spalle dei suoi vicini. Certo, è possibile che il moroso si trovi in una situazione economicamente critica per cui non ha la possibilità di contribuire, ma troppo spesso si tratta solamente di provare ad essere furbi.

Quando, ad esempio, l’assemblea condominiale ha deciso con la maggioranza di effettuare dei lavori di ristrutturazione a delle parti comuni dell’edificio, ogni condomino sarà tenuto a versare la sua quota, altrimenti diviene un moroso.

Come dovrebbe funzionare la programmazione dei lavori

Al fine di evitare spiacevoli disguidi nei pagamenti una volta finiti i lavori, l’amministratore potrà istituire una sorta di fondo cassa destinato all’impresa edile che deve condurre i lavori, ovviamente dopo essersi accordato con essa sui prezzi del servizio.

L’amministratore dovrebbe quindi innanzitutto ottenere un preventivo per i lavori, presentarlo poi ai condomini durante un’assemblea, e, qualora la maggioranza decidesse per procedere, ogni condomino dovrà pagare equamente la sua parte. Mettendo da parte un fondo cassa, ed esortando quindi i condomini a saldare la propria quota prima di iniziare i lavori, l’amministrazione potrà immediatamente pagare la ditta una volta finiti i lavori, senza rischiare che qualche condomino possa a quel punto rifiutarsi di saldare il debito.

Cosa succede in casi contrari

Qualora il fondo cassa non fosse stato istituito, e al momento della fine dei lavori, l’impresa edile non ricevesse la quota di uno o più condomini, si potrà procedere per vie legali. Attenzione però, perché l’impresa non potrà in alcun modo procedere contro tutto il condominio, dovrà limitarsi a ricorrere ad ingiunzione solo verso i condomini morosi, e dovrà quindi agire contro ognuno di loro singolarmente.

Essi dovranno innanzitutto esortare i morosi a pagare, e qualora questi si rifiutassero, l’azienda dovrà agire per vie giudiziali, con un decreto di ingiunzione al tribunale. Questo servirà a porre una scadenza al possibile pagamento del debito.

Qualora il moroso dovesse risultare impossibilitato a pagare e non ci fossero beni da pignorare, il tribunale potrà chiedere agli altri condomini di saldare il debito di quelli morosi.

Attenzione però, perché in questo caso il moroso dovrebbe risultare nullatenente, senza macchine o immobili intestati. Solo in questo caso, dovranno essere i condomini regolari a pagare nuovamente.




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