Falsificazione DURC: è reato?

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Cosa accade se un’azienda compie una falsificazione del DURC per ottenere un appalto? Innanzitutto, è prevedibile che, se l’impresa è stata scoperta, non avrà più la possibilità di gareggiare per l’incarico in questione.

Ma oltre a questo, falsificare il DURC costituisce reato? Secondo la Procura della Repubblica la risposta è affermativa, e ne consegue quindi l’avvio di un’indagine. Ma è importante sapere cosa dice la legge italiana. E, a proposito di questo, la Cassazione si è occupata recentemente di chiarire ogni dubbio con la sentenza 18263/2019.

Vediamo come si è espressa la Corte in merito alla falsificazione del DURC.

Falsificazione DURC: delitto di falso e di falsità materiale

Prima di sapere se falsificare il DURC costituisce un reato, è fondamentale ricordare cosa sia questo documento e quali funzioni abbia.

Il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) è un attestato necessario per decretare che un’impresa è a norma con il pagamento di tutti i contributi previdenziali dell’INPS, dell’INAIL e delle Casse Edili. Deve essere sottoscritto ogni qualvolta un’azienda desideri gareggiare per un appalto istituito dalle Pubbliche Amministrazioni. Si tratta di un documento di natura obbligatoria, necessario per certificare la regolarità contributiva dell’impresa.

In realtà, non è la prima volta che la Corte di Cassazione si trova ad affrontare tale argomento in una sentenza. E in ognuno di questi processi è risultato che la falsificazione del DURC costituisce delitto di falso e delitto di falsità materiale in certificato amministrativo.

Reato imputabile al soggetto, non alla società

Possiamo quindi dedurre che falsificare il DURC sia pienamente considerato un reato penale. La responsabilità dell’atto illecito sarà attribuita “personalmente” al soggetto (o ai soggetti) direttamente colpevole del reato, e non all’intera impresa.

Nel caso in cui, quindi ad aver falsificato il documento sia un lavoratore autonomo (ovviamente con dipendenti), ad essere accusato sarà egli stesso. In quanto si occupa direttamente di presentare in DURC alle PA.

La stessa cosa accade se, invece, ad essere stata colta sul fatto sia stata una società. In tal caso, la cosa più ovvia sarebbe far ricadere la colpevolezza sull’amministratore delegato, che generalmente rappresenta l’azienda. Ma non sempre è così facile.

La Cassazione infatti, chiarisce che il ruolo di amministratore non deve essere indagato preventivamente solo a causa delle sue competenze nell’ambito. Mette in conto infatti anche la possibilità che altri soggetti interni alla società si siano occupati di falsificare il DURC, all’insaputa dell’amministratore.

In conclusione, la Corte stabilisce che la falsificazione del DURC è considerato reato, senza alcun dubbio. Per quanto riguarda invece l’imputabilità dell’illecito, non è ammesso accusare un soggetto senza aver precedentemente condotto un’indagine accurata in merito.