Affitto stanza: possibili contratti, spese, rescissione

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L’affitto di una stanza all’interno di un alloggio condiviso è ormai una pratica diffusissima. Che si tratti di studenti, lavoratori autonomi o semplicemente di persone che non possono permettersi un intero appartamento, comunque è una soluzione che consente di risparmiare notevolmente sulle spese.

Come con tutti gli altri tipi di locazione, anche in questo caso è necessario sottoscrivere un contratto. Di seguito vediamo quali sono le tipologie di contratto più utilizzate per l’affitto di una stanza, con relative spese e disposizioni in caso di rescissione.

Affitto stanza: il transitorio è il contratto più in uso

Il contratto più utilizzato per quanto riguarda l’affitto di una sola stanza è senza dubbio quello transitorio. Ovvero, quello che prevede una durata massima della locazione pari a 18 mesi, senza rinnovo automatico.

Perché le due parti possano sottoscrivere questo tipo di contratto, diventa obbligatorio presentare dei motivi validi che giustifichino l’esigenza transitoria. Per esempio, uno studente che deve frequentare un anno di università, oppure un lavoratore che deve prestare servizio professionale per un periodo limitato.

Nel caso questi motivi dovessero venire meno, il contratto transitorio di trasformerà automaticamente nella tipologia a canone libero. Ovvero, quella che prevede una locazione di 4 anni + altri 4 in rinnovo automatico.

Il contratto transitorio consente di accordare l’importo mensile di locazione in maniera libera secondo gli accordi presi dalle due parti che lo sottoscrivono. Ma è possibile inoltre che esistano delle regole locali da seguire in merito. In questi casi, il costo del canone dipenderà dalle caratteristiche legate all’immobile, come la zona in cui è situato.

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Altra tipologia di contratto: riservato agli studenti

Esiste inoltre un’altra tipologia di contratto che si può applicare all’affitto di una sola stanza. Ma in questo caso è dedicato unicamente agli studenti (di Università, istituti superiori o frequentanti master e corsi). Può avere una durata che va dai 6 mesi ai 3 anni, con rinnovo automatico.

Il conduttore può essere anche uno studente minorenne, seppure sarà necessaria la firma dei genitori o di chi ne fa le veci. Anche in questo caso, è obbligatorio dichiarare i motivi che hanno portato alla stipula di questo tipo di contratto.

I requisiti che l’inquilino deve presentare sono:

  • Iscrizione corrente ad un corso superiore, universitario o post-laurea;
  • L’università (o istituto) deve essere ubicato nello stesso Comune (o in un comune limitrofo) in cui è situato l’immobile.

Spese ordinarie e straordinarie

Tutte le tipologie di contratto che prevedono una durata della locazione superiore a 30 giorni, devono essere registrati presso l’Agenzia delle Entrate. Anche le due tipologie che abbiamo visto sopra, che sono quelle più utilizzate per l’affitto di una sola stanza, prevedono questa regola.

L’iscrizione alle Entrate comporta il pagamento della tassa di registro. A meno che il locatore e il conduttore non prendano accordi differenti, la spesa per la tassa si divide tra le due parti.

Per quanto riguarda poi tutte le spese ordinarie, che siano legate alle utenze o ai costi condominiali, queste andranno divise per tutti gli abitanti dell’immobile in questione. Se anche il proprietario vive all’interno della casa, e quindi la divide con gli altri coinquilini, anch’egli dovrà corrispondere la sua parte di spese.

In caso di spese straordinarie invece, queste possono essere incaricate ad una sola delle due parti. Per esempio, l’installazione di un nuovo impianto di climatizzazione invernale è a carico unicamente del proprietario dell’immobile.

Mentre, ad esempio, interventi di manutenzione ordinaria di piccole riparazione dell’ascensore, dovranno essere pagate dall’inquilino.

Per evitare fraintendimenti o possibili dispute tra le parti, il decreto ministeriale del 16 gennaio 2017 contiene una tabella esplicativa sulle spese che le parti dovranno corrispondere. È possibile consultare l’Allegato D con la tabella cliccando qui.

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Rescissione del contratto: come funziona

Se per l’affitto di una stanza si stipula il contratto transitorio tradizionale, la sua validità scadrà automaticamente al termine dei 18 mesi. Perché questo contratto, come abbiamo detto sopra, non prevede il rinnovo automatico.

È possibile però che il conduttore decida di lasciare la stanza prima dello scadere del contratto. La legge prevede che solo l’inquilino abbia la possibilità di rescindere l’accordo prima del previsto. E solo se sussistono dei gravi motivi che non dipendono dalla sua volontà.

Un grave motivo può essere, per esempio, la morte di una persona cara. E in generale qualsiasi ragione valida che porti l’inquilino a doversi trasferire per cause che prescindono dal suo volere.

Sarà comunque necessario che il conduttore dia un preavviso di 3 mesi al proprietario dell’immobile, prima di lasciare la stanza. L’inquilino dovrà inviare il preavviso tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.

Leggi anche: “Contratti affitto: tipologie, descrizioni, differenze





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