Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha avviato una nuova opportunità di finanziamento per gli enti locali, pubblicando due Avvisi pubblici “a sportello” dedicati al potenziamento degli ambienti educativi per la fascia 0-6 anni. L’iniziativa si inserisce nel solco degli interventi già sostenuti dal PNRR, puntando non tanto su nuove costruzioni, quanto sul completamento qualitativo degli asili nido e delle scuole dell’infanzia attraverso arredi didattici innovativi e funzionali.

Un tassello strategico che mira a trasformare gli spazi educativi in veri ambienti di apprendimento moderni, inclusivi e stimolanti.

Ma chi può accedere concretamente a questi fondi? Quali spese sono ammesse e quali escluse? E soprattutto, quali sono le scadenze da non perdere per non restare fuori?

Due avvisi, un unico obiettivo: ambienti educativi più moderni

L’iniziativa del Ministero dell’Istruzione e del Merito si articola in due Avvisi distinti ma complementari, accomunati dalla stessa finalità: rafforzare la qualità degli spazi educativi per la prima infanzia attraverso arredi didattici innovativi. La differenza sostanziale riguarda il canale di finanziamento e, soprattutto, la platea territoriale di riferimento.

Da un lato, le regioni del Mezzogiorno rientrano nel perimetro del Programma Nazionale Scuola e competenze 2021-2027, finanziato con risorse FESR e focalizzato sugli ambienti innovativi per i servizi per l’infanzia. Dall’altro, le regioni più sviluppate e quelle in transizione accedono invece al Programma Operativo Complementare al PON Per la Scuola 2014-2020, che sostiene la creazione di ambienti multimediali e la fornitura di arredi scolastici.

Una distinzione che non è solo geografica, ma anche strategica: due strumenti diversi per rispondere a esigenze territoriali differenti, mantenendo però un quadro unitario di intervento a supporto delle politiche educative nazionali per la fascia 0-6 anni.

Chi può accedere ai fondi: il legame diretto con gli interventi pnrr

L’accesso ai finanziamenti non è aperto indistintamente a tutti gli enti locali, ma è riservato a una platea ben definita. Possono presentare domanda esclusivamente i Comuni che risultano già beneficiari di un intervento strutturale finanziato nell’ambito del PNRR, con riferimento all’investimento dedicato ad asili nido, scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia.

Il presupposto fondamentale è l’esistenza di un progetto già approvato e identificato da un CUP, che dovrà essere esplicitamente richiamato anche nella candidatura relativa alla fornitura degli arredi. In questo modo, il finanziamento non introduce nuovi interventi edilizi, ma si configura come un completamento funzionale di cantieri in corso o programmati, coerente con il cronoprogramma PNRR.

La logica è chiara: affiancare all’investimento infrastrutturale una dotazione di arredi in grado di rendere immediatamente fruibili e qualitativamente adeguati gli spazi educativi, evitando il rischio di strutture nuove ma prive di ambienti realmente funzionali alle attività didattiche.

Arredi sì, lavori no: cosa finanziano davvero gli avvisi

Il perimetro degli interventi ammissibili è delineato in modo molto preciso. I due Avvisi pubblici puntano esclusivamente sulla fornitura di arredi didattici innovativi destinati agli asili nido e alle scuole dell’infanzia, con l’obiettivo di migliorare la qualità degli ambienti educativi senza sovrapporsi agli interventi edilizi già finanziati.

Sono quindi escluse in modo esplicito numerose voci di spesa: non rientrano nei finanziamenti i servizi educativi, i lavori edili o di adeguamento degli ambienti, gli interventi sugli spazi esterni, così come i costi per trasporti, noleggi, cancelleria e materiale di facile consumo.

Una scelta che chiarisce la natura dell’iniziativa, pensata per dotare le strutture di elementi durevoli e funzionali all’attività didattica.

Altro aspetto centrale riguarda le tempistiche: le forniture dovranno essere realizzate e collaudate entro il 31 dicembre 2026, una scadenza che impone agli enti locali una programmazione attenta delle procedure di acquisto e un coordinamento puntuale con l’avanzamento dei lavori finanziati dal PNRR.

Quanto vale il contributo: il criterio dei 2.000 euro per posto

Uno degli elementi più rilevanti degli Avvisi riguarda la modalità di calcolo del contributo concedibile. Il finanziamento non è infatti forfettario, ma segue un criterio parametrico direttamente collegato agli obiettivi del PNRR: per ogni posto realizzato e rendicontabile è riconoscibile un importo massimo pari a 2.000 euro.

In termini pratici, ciò significa che l’ammontare delle risorse ottenibili per gli arredi dipende dal numero di posti effettivamente attivati nell’ambito dell’intervento strutturale. Un asilo nido o una scuola dell’infanzia con 15 nuovi posti, ad esempio, potrà accedere a un contributo massimo di 30.000 euro, da destinare interamente alla dotazione di arredi innovativi.

Nel canale finanziato dal Programma Nazionale Scuola e competenze 2021-2027, riservato alle regioni meno sviluppate, è prevista però una condizione aggiuntiva: la candidatura deve raggiungere un importo minimo di 200.500 euro. Tale soglia può essere superata anche aggregando più interventi PNRR, ciascuno identificato da un proprio CUP, consentendo così a Comuni di dimensioni ridotte di partecipare in forma associata.ok rendiam

Domande “a sportello” e tempi stretti: attenzione al calendario

La presentazione delle candidature avviene con procedura “a sportello”, una modalità che rende determinante il fattore tempo. Le risorse vengono assegnate seguendo l’ordine cronologico di arrivo delle domande, fino a esaurimento dei fondi disponibili, senza graduatorie comparative.

La finestra temporale è unica per entrambi gli Avvisi: le istanze potranno essere presentate dal 13 febbraio 2026 al 3 marzo 2026. Un arco temporale piuttosto ristretto che impone agli enti locali di arrivare preparati, con progetti già coerenti, CUP correttamente individuati e, nei casi di partecipazione associata, con accordi e lettere di intenti formalizzati.

In questo contesto, la capacità di pianificare per tempo e di coordinare le scelte sugli arredi con lo stato di avanzamento dei cantieri PNRR diventa un elemento decisivo per non perdere un’opportunità che punta a migliorare in modo concreto la qualità dell’offerta educativa per la prima infanzia.

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