Supermodificante Gipave: strade future più resistenti del 250%

gipave supermodificante

Ottime notizie sul fronte delle scoperte scientifiche. Tutto è iniziato con il Bando istituito qualche anno fa dalla Regione Lombardia, il POR FESR 2014-2020. Lo scopo del concorso era quello di dare avvio ad una serie di interventi edilizi a favore di una crescita sostenibile ed intelligente per quanto riguarda l’efficienza di strutture e infrastrutture.

Iterchimica, società bergamasca attiva da oltre 50 anni nel campo della ricerca e dell’innovazione hi-tech per il settore stradale su scala mondiale, grazie a questo input, ha condotto una lunga ricerca in collaborazione con G.Eco (società del Gruppo A2A), con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e con Directa Plus (società per azioni di rilievo mondiale per produzione e distribuzione di nanotecnologie al grafene).

Da qui sono conseguiti anni di sperimentazioni, analisi e ricerche, che hanno condotto alla fine ad un risultato strabiliante. È nato così il Gipave, un nuovissimo materiale supermodificante a base di grafene, che potrebbe rivoluzionare per sempre il modo di realizzare il pavimento stradale.

Supermodificante Gipave: come nasce una rivoluzione

Ma partiamo con ordine. Probabilmente saprete che il grafene, il materiale più sottile mai creato dall’uomo, non è certo di nuova invenzione. Viene infatti già utilizzato da parecchio tempo per realizzare cellulari, computer, celle fotovoltaiche e così via.

La società Iterchimica, partendo da una base di grafene, ha condotto una ricerca intensiva che è durata ben 3 anni, con uno scopo ben preciso. Ovvero, riuscire a creare un materiale rivoluzionario, sostenibile e duraturo, che potesse essere utilizzato per migliorare l’efficienza delle strade per come tutti le conosciamo.

Così, dopo un lungo processo di ricerche, studi e test, è nato il Gipave, un materiale in grado di rendere il manto stradale più sicuro e stabile addirittura del 250%. Insomma, una vera e propria scoperta rivoluzionaria quella fatta da Iterchimica, che ne ha registrato il brevetto nel 2017.

Gipave: composizione, test e risultati

In sostanza, il Gipave è un materiale realizzato a base di grafene e plastiche dure riciclate (da giocattoli, sedie, cestini, cassette, ecc.). Le plastiche dure sono state modificate, lavorate e trattate, e oggi costituiscono la base del composto supermodificante Gipave.

Il nuovo materiale, una volta applicato, consente di migliorare in maniera straordinaria le prestazioni fisico-meccaniche delle pavimentazioni stradali. I processi di realizzazione rispettano in tutto e per tutto le tradizionali tecnologie attualmente in uso, ovvero la PMB (Polymer Modified Bitumen) e la PMA (Polymer Modified Asphalt).

I primi test per la sperimentazione del Gipave in città hanno visto la luce per la prima volta a Bergamo, durante lo scorso anno. Oggi le prove continuano su alcune strade di Milano, e i risultati sono a dir poco incoraggianti. È risultato che il supermodificante Gipave è in grado di aumentare le prestazioni del manto stradale sotto ogni punto di vista: resistenza a trazione, moduli di rigidezza, resistenza all’ormaiamento e resistenza alla fatica.

La commercializzazione del prodotto Gipave dovrebbe avvenire già nel corso di quest’anno 2020. Iterchimica informa che il costo del materiale supermodificante per asfalto sarà maggiore di quelli tradizionali del 10-15%.

C’è da considerare però che nei prossimi anni potremo avere strade eco-sostenibili al 100%, più resistenti e durature del 250%, e che allungano i tempi periodici di manutenzione delle strade dagli attuali 6-7 anni fino a 12-14 anni.

Insomma, probabilmente non ci sarebbe neanche da rifletterci su, il Gipave sarà il materiale che darà vita alle strade del futuro. E il merito va tutto all’eccellenza Made in Italy.