Verona: ecco il piano sulla Variante 23

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La nuova Variante 23 del Piano degli Interventi è stata discussa e analizzata il 13 giugno di quest’anno al Consiglio Comunale di Verona. Si tratta del decreto interessato alla situazione della mobilità e viabilità all’interno della città.

L’amministrazione passata, guidata da Flavio Tosi, aveva già programmato la procedura degli affari urbanistici, anche se niente era ancora stato messo in atto. In seguito, Federico Sboarina ha modificato gli interventi con la Variante 23. Adesso per l’approvazione dei cambiamenti al Piano, sarà necessario attendere le decisioni definitive del Consiglio.

Cosa prevede la Variante 23

I passaggi più importanti che la Variante 23 mette all’attenzione del Governo, riguardano la migliore gestione degli edifici commerciali, e il loro sviluppo in maniera più intelligente. In una città d’arte come Verona, le cui opere devono essere preservate e l’inquinamento limitato, c’è infatti la necessità di pensare a come gestire le nuove opere in progetto da realizzare, in modo da ridurre l’impatto ambientale sul territorio.

Ben 6 grandi costruzioni previste sono già state bloccate, come quelle alla Bassona, alla Spianà e alla Cercola. Sono state inoltre ridotte le superfici di molti altri edifici commerciali, come Rossetto e Ex Tiberghien.

L’obbiettivo è privilegiare l’interesse pubblico e non quello privato. Verona infatti, negli ultimi anni è stata protagonista di una gestione urbanistica che ha lasciato molto a desiderare, e che si è incentrata nel soddisfare solo le esigenze di pochi. Questo il pensiero della Sboarina.

Le critiche di Michele Bertucco e di Marta Vanzetto

Non è stato necessario attendere molto per ottenere le prime pesanti critiche sul progetto. Gran parte dello scetticismo viene dal Verona e Sinistra in Comune, in cui prende parola il consigliere Michele Bertucco.

Egli non condivide infatti la continuità che l’attuale amministrazione ha attuato in merito alle decisioni del governo passato. Questa infatti, secondo lui, era una nuova occasione di riscatto per Verona, un modo per ripartire con visioni e progetti differenti.

Bertucco non approva il progetto del nuovo ente decisionale, che si è limitato a ideare un modo inverso per riempire Verona di zone alberghiere, commerciali e residenziali. Egli ritiene sicuramente necessario prestare la giusta attenzione al consumo del suolo, ma lamenta il fatto che non sia stato fatto nulla in merito all’utilizzo che si fa della superficie dei terreni agricoli.

È intervenuta in seguito anche Marta Vanzetto, capogruppo del Movimento 5 Stelle. Anch’essa non approva le decisioni della nuova amministrazione di Verona, e anche lei pensa che questo decreto non si doveva migliorare, ma annullare del tutto e realizzare nuovamente da zero.

La consigliera sostiene che la realizzazione di grandi strutture e centri commerciali non deve avere la priorità sugli spazi verdi di Verona, perché altrimenti a rimetterci saranno i suoi cittadini e la qualità ambientale della città.




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