Matteo Salvini chiede il ritorno dei voucher

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L’introduzione dei voucher, o buoni lavoro, risale all’anno 2003. Questo strumento fu pensato ed introdotto con l’obiettivo di remunerare in maniera legale i lavori temporanei, saltuari o di breve durata, che altrimenti sarebbero stati destinati al pagamento in nero.

Ricorrendo all’utilizzo dei voucher era quindi possibile remunerare lavori come ad esempio le ripetizioni scolastiche, lavori stagionali nei settori agricolo o turistico, collaborazioni domestiche ed altre ulteriori tipologie di prestazioni saltuarie.

Evoluzione ed abolizione del Voucher

I lavoratori destinatari di retribuzione con voucher potevano essere studenti, pensionati ed alcune tipologie di lavoratori part-time. Il meccanismo di utilizzo del voucher era molto semplice e consisteva nell’acquisto del voucher da parte del datore di lavoro presso strutture autorizzate come ad esempio sportelli bancari abilitati, Uffici Inps o anche presso alcune tabaccherie.

I voucher venivano poi consegnati al lavoratore in occasione della attività lavorativa, ed in tal modo il committente poteva ottenere una prestazione di lavoro in completa legalità senza dover necessariamente stipulare nessun tipo di contratto e soprattutto garantendo al lavoratore la copertura INAIL per eventuali incidenti sul lavoro.

Il taglio più piccolo di voucher disponibile aveva il valore di euro 10,00, corrispondente alla retribuzione per un ora di lavoro prestato, per un compenso netto dovuto al lavoratore di euro 7,50.

Con questa formula il lavoratore o prestatore, aveva l’opportunità di integrare il suo reddito con ulteriori entrate da lavoro occasionale regolare e riceveva un contributo cumulabile con altri trattamenti ai fini pensionistici in quanto la quota comprendeva già il valore della copertura contributiva ed assicurativa automaticamente versata ad INAIL e INPS.

Il sistema di retribuzione con voucher ha subito ad opera dei vari governi, numerose modifiche alla sua regolamentazione facendo si che l’uso di questo strumento fosse gradualmente ampliato nel corso degli anni.

In breve tempo il voucher da strumento circoscritto e destinato ad ad un uso per pochi settori e categorie, è stato adottato come mezzo retributivo per molti più settori lavorativi sino ad essere completamente liberalizzato.

L’ampliamento delle misure in tema di buoni lavoro può essere collocata negli anni 2009-2010 grazie al governo Berlusconi, e nel 2012 grazie alla Riforma Fornero, che inserì ulteriori estensioni all’utilizzo del voucher. Infine va ricordato che con il nel job Act del governo Renzi il valore annuale del voucher lavoro è stato alzato da cinquemila a settemila euro netti.

Nell’anno 2017 lo strumento di pagamento mediante voucher per le prestazioni lavorative è stato definitivamente abolito a seguito di intervento del governo attraverso apposito referendum.

L’azione di abolizione fu intrapresa perché fu ritenuto che vi fosse un ampio abuso di questo strumento e che il suo utilizzo incontrollato avesse reso in molti casi il buono lavoro una forma sostitutiva del lavoro subordinato.

Il voucher lavoro fu quindi eliminato in maniera graduale attraverso passaggi transitori fino ad essere sostituito da altre soluzioni quali i contratti di prestazione occasionale e l’introduzione dei libretti di famiglia.

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Matteo Salvini chiede il ritorno dei voucher

Il tema della abolizione dei voucher fu già a suo tempo abbastanza controverso, ma torna oggi ad essere un argomento di attualità a seguito delle dichiarazioni rilasciate dal politico italiano Matteo Salvini.

Secondo quanto riportato da Matteo Salvini, alcuni settori, ed in particolare il settore turistico, dopo gli anni di limitazioni e chiusure collegate alla ben nota pandemia, sono attualmente in fase di forte ripresa. Questo scenario richiederà, secondo Salvini, impiego di numerose risorse in qualità di lavoratori stagionali.

Secondo il politico, la attuale carenza di lavoratori stagionali da impiegare nel settore turistico e la totale assenza di una metodologia di pagamento dedicata, porterà ad un ampio ricorso a forme di lavoro nero e senza garanzie.

Salvini in questa iniziativa è sostenuto da numerose associazioni che si sono dette favorevoli alla reintroduzione dei voucher, fra esse Confesercenti, che ha anche evidenziato in audizione alla Camera, che l’estensione di utilizzo del Lavoro Accessorio ai settori terziario e turismo potrebbe contribuire a sostenere le imprese nel fronteggiare le situazioni di instabilità e variabilità del mercato.

Appare ormai chiaro che i settori turismo e terziario sono soggetti a dover offrire molta flessibilità nella risposta alla domanda di mercato, soprattutto in considerazione del lungo periodo di crisi dovuta alla pandemia, che ha costretto molte impresa a dover rivedere ed modificare i propri assetti.

Secondo il leader della Lega Salvini la reintroduzione dei voucher, possibilmente anche con limiti economici più estesi rispetto a quelli del 2017, potrebbe offrire alle imprese la capacità di adattarsi in maniera rapida ed efficace alle nuove esigenza di mercato.

Inoltre, sempre secondo Salvini, la reintroduzione dei voucher favorirebbe gli italiani che potrebbero accedere ad un vero lavoro, anche se saltuario ed a tempo determinato, invece di percepire un un reddito per restare a casa, con chiaro riferimento al reddito di cittadinanza.

Secondo le dichiarazioni rilasciate dal Leader del Carroccio, la reintroduzione del voucher, unitamente a una revisione approfondita del sistema reddito di cittadinanza, sarebbero la soluzione ottimale per incentivare un nuovo sviluppo.

Tali dichiarazioni trovano origine nel pensiero, già espresso da Salvini, secondo il quale il reddito di cittadinanza è uno strumento che crea lavoro nero ed andrebbe quindi mantenuto solo per chi non è in condizioni di lavorare e per i disabili.

Il ricorso allo strumento del reddito di cittadinanza , secondo il politico, andrebbe pertanto ridotto o abolito nei confronti di altri soggetti e non può avvenire in maniera generalizzata perché la distribuzione di reddito di cittadinanza impatta negativamente sulla disponibilità di personale stagionale considerando che molte persone, percependo il reddito di cittadinanza, non offrono la propria disponibilità ad accettare lavori di tipo stagionale o saltuario.



Autore: Andrea Dicanto

Autore Andrea Dicanto
Appassionato Progettista esperto nel settore dell'Edilizia, delle Costruzioni e dell'Arredamento. Fin da giovane ho sempre studiato ed analizzato problematiche che vanno dalle questioni statiche di edifici e costruzioni fino al miglior modo di progettare ed arredare gli spazi interni, strizzando l'occhio alle nuove tecnologie soprattutto in ambito sismico.

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