Case di riso made in Italy: nuove soluzioni di bio-edilizia

casa di riso

Avevate mai pensato di poter utilizzare il riso per realizzare una costruzione? Beh, il Made in Italy c’è riuscito. E a quanto pare, l’idea è davvero geniale.

Abbiamo parlato più volte di come il settore dell’edilizia sia uno dei maggiori responsabili del grave tasso di inquinamento che soffoca il pianeta. In quest’ottica, è necessario trovare delle risorse che possano sostituire i processi costruttivi utilizzati finora, e anche i materiali edili.

Le ultime novità in merito ci informano della possibilità di utilizzare gli scarti di riso come risorse edili rinnovabili, biodegradabili, e naturali al 100%.

Case di riso: una miscela vincente

A promuovere la nuova idea è stata la start up RiceHouse S.r.l., che ha pensato di trasformare gli scarti derivanti dalla produzione e lavorazione del riso, per ricavarne dei materiali di costruzione. La studio Tiziana Monterisi Architetto si occupa da anni di progettare nuove soluzioni per la bioarchitettura. E da 4 anni la RiceHouse si è affacciata sul mercato proponendo il riutilizzo degli scarti del riso, che altrimenti andrebbero bruciati.

Ovviamente, il riso da solo non potrebbe essere utile per ristrutturare o costruire delle strutture. La RiceHouse infatti ha composto la miscela vincente servendosi di calce, pula (derivante dalla lavorazione dei cereali), e paglia.

È emerso che questo composto speciale può essere utilizzato per realizzare materiali traspiranti, leggeri, sani, termici, naturali al 100%. E, allo stesso tempo, anche resistenti e molto durevoli nel tempo. Andando a creare materiali completamente biocompostabili e biodegradabili, non c’è alcuna possibilità che questi danneggino l’ambiente.

Bio-edilizia per il futuro delle costruzioni

I prodotti realizzati dalla RiceHouse sono già molto numerosi. E sono stati utilizzati in diverse occasioni per progetti di ricostruzione. Uno di questi è la Casa UD a Chamois, in Val d’Aosta, una soluzione abitativa costruita col 100% di materiali rinnovabili. E che quindi non produce alcun impatto sull’ambiente, ma, più che altro, respira con esso.

Un’altra dimostrazione è la Casa ZS di Aurigeno, in Svizzera. Anche qui, il team di Tiziana Monterisi ha saputo sfruttare elementi naturali per realizzare una costruzione completamente ecologica. Strutturata in legno, e con i muri fatti in paglia di riso.

Ma la notizia più sorprendente è che queste abitazioni non necessitano di strumenti per la climatizzazione, che sia estiva o invernale. Questo perché all’interno riescono a mantenere una temperatura sempre stabile, in quanto i materiali isolano la casa perfettamente.

Insomma, da qualche anno sembra che la rivoluzione in ambito delle costruzioni edilizie stia pian piano prendendo forma. E chissà che il futuro non ci riservi un mondo di strutture che, pur stando a contatto con l’ambiente, smettano finalmente di danneggiarlo.

Una cosa però l’abbiamo capita, tutto ciò è assolutamente (e necessariamente) fattibile.




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