Calabria, la diga più grande d’Europa: dal 1982 completato solo il 16%

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In Italia, il problema delle opere incompiute è una questione che attanaglia da tempo il governo e i cittadini nostrani. Durante il corso degli anni, sono in tutto più di 600 le infrastrutture che sono state progettate e finanziate, ma sono poi rimaste incomplete. Il denaro servito per la realizzazione di queste opere ammonta a più di 4 miliardi di euro, che sono stati smarriti o consumati chissà dove.

Ciò che rimane oggi è un grande spreco di denaro pubblico in merito a delle costruzioni mai esistite, e che probabilmente non esisteranno mai.

Una delle opere italiane incompiute che ha destato maggior scalpore col tempo, è la Diga di Gimigliano, in provincia di Catanzaro. Ideata per essere la diga più grande e mastodontica di tutta Europa, i lavori sono iniziati nel lontano 1982, ma sono bloccati al 16% da allora.

Il progetto iniziale

Per troppi anni, gli abitanti calabresi hanno sperato nelle parole di chi ci governa, e hanno atteso che arrivasse il loro momento. La costruzione della diga infatti avrebbe portato sul territorio lavoro, turismo e ricchezza. Purtroppo però col tempo, la sua realizzazione è diventata solo un’utopia, alla quale nessuno crede più.

Il progetto aveva sottoscritto dei cambiamenti radicali per la provincia di Catanzaro, che si sarebbe ritrovata a possedere la diga più grande di tutta l’Europa. Il lago artificiale avrebbe avuto una capacità di 100 milioni di m³ d’acqua, e sarebbe riuscito a soddisfare il fabbisogno idrico di ben 50 comuni.

Doveva essere il più grande cantiere mai visto nel Sud Italia. Oggi è solamente una delle tante opere incompiute che si aggiunge alle altre, ed è costata da sola 190 milioni di euro.

Come sia stato possibile consumare tutto questo denaro senza realizzare neanche il 20% dell’opera? Probabilmente non avremo mai una risposta a questo quesito, che lascia da decenni l’amaro in bocca a tutti gli italiani.

La storia della costruzione fantasma più grande d’Europa

Si tratta di 40 anni di promesse e parole gettate all’aria. La costruzione della diga infatti ha avuto inizio nel 1982, con lo stanziamento di 503 miliardi di lire. In quel periodo gli abitanti della provincia hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni ed evacuare la zona. Se pensiamo che l’opera è stata anche inserita nelle cartine stradali ancor prima di essere iniziata, tutto ciò fa venire i brividi, e rivela come siano stati buttati dei soldi non solo nei materiali e nei progetti edilizi, ma anche con inutili carte, mappe e progetti di contorno evanescenti.

Nel 1993 i lavori furono bloccati dal Ministero dell’Ambiente a causa di valutazioni sull’impatto ambientale, e il cantiere viene abbandonato. Tutto è rimasto così fino al 2001, quando il governo Berlusconi ha stanziato altri 500 miliardi di lire per riprendere da dove si era iniziato. Nel 2007 l’opera è stata rivalutata e giudicata pericolosa, perché non avrebbe mai retto all’impatto dell’acqua. L’anno dopo, come se niente fosse successo, vengono stanziati altri 37 milioni di euro, con un’ulteriore aggiunta di 19 milioni in seguito, e la promessa di finire i lavori entro il 2015.

Ovviamente niente di tutto ciò era vero. Nessuno però rimane più stupito, gli italiani sanno bene che quello che rimarrà della Diga di Gimigliano sarà solo un cumulo di macerie e spreco di soldi, che certamente potevano essere utilizzati per molti altri scopi.




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