Interventi edilizi: ecco tutte le categorie del Testo Unico

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Nel momento in cui si decide di eseguire un intervento edilizio nella propria abitazione o impresa commerciale, è importante saper distinguere tra i differenti tipi di operazione concessi, in modo tale da rispettare ogni legge vigente per ognuna di esse. Secondo la legge italiana, si considera intervento edilizio qualunque operazione di modifica o ristrutturazione di un edificio esistente, oppure la realizzazione di una nuova costruzione.

Nell’articolo 3 del TU (Testo Unico) dell’Edilizia, sono presenti 6 tipi di intervento edilizio, con delle differenze sostanziali per ognuno di essi. Vediamo in cosa consistono e come vengono definite tutte le categorie.

Manutenzione ordinaria

Si considerano interventi di manutenzione ordinaria tutte le operazioni di riparazione, rinnovamento ed efficientamento dell’edificio, destinati a migliorare le condizioni della struttura senza alcuna reale modifica al progetto principale. In sostanza, la manutenzione ordinaria consiste in tutti gli interventi che ognuno conduce a casa propria per ammodernare, mantenere e rinnovare ciò che è già presente. Per esempio, ritinteggiare le pareti, sostituire gli infissi, riparare qualcosa che si è rotto, e così via. La manutenzione ordinaria rientra tra le operazioni concesse dall’edilizia libera, per cui non è necessario chiedere un permesso prima di effettuarle.

Manutenzione straordinaria

Gli interventi che rientrano invece nella manutenzione straordinaria sono quelli che comportano delle modifiche strutturali dell’edificio, ma senza aumentarne la volumetria, o alterare la destinazione d’uso dell’immobile. Rientrano in questa categoria, ad esempio, i casi in cui si sostituiscono i sanitari nel bagno, oppure in cui si rafforza la struttura di un edificio logorato. L’importante è che l’immobile non subisca alcuna modifica per quanto riguarda: forma, volume, sagoma e superficie. Per questa categoria, è necessaria l’autorizzazione.

Restauro e risanamento conservativo

Simile alla categoria di manutenzione straordinaria, con l’eccezione che in questo caso è possibile modificare parzialmente la destinazione d’uso delle opere ristrutturate. Questa tipologia d’intervento interessa i lavori edilizi volti al mantenimento e alla conservazione della struttura e dei suoi elementi tipologici e formali, e concede delle modifiche solo nel caso in cui queste siano compatibili con le disposizioni precedenti. Non è possibile comunque modificare la sagoma, il prospetto e la facciata della struttura. Normalmente riguarda la ristrutturazione delle opere culturali e architettoniche, ma è possibile che rientrino in questa categoria anche gli immobili ad uso abitativo. Per effettuare il restauro, è necessaria l’autorizzazione edilizia.




Ristrutturazione edilizia

Rientrano nella ristrutturazione edilizia tutti gli interventi volti a modificare la struttura dell’opera. In questo caso sono concesse le modifiche alla sagoma, alla forma, alla volumetria e alla superficie dell’immobile. La ristrutturazione edilizia si divide in due operazioni differenti:

  • Intervento conservativo, che accetta possibili integrazioni strutturali e aumenti limitati di superficie e volume, ma mantiene identici gli elementi strutturali più importanti;
  • Intervento ricostruttivo, ovvero quando si demolisce per intero la struttura per costruirla nuovamente. Il nuovo immobile però dovrà essere uguale al precedente per quanto riguarda la volumetria e la sagoma.

È necessaria l’autorizzazione.

Nuova costruzione

Sono compresi nella nuova costruzione tutti gli interventi edilizi in cui si realizza una nuova struttura dove prima non esisteva. Ma anche quelli in cui si demolisce un edificio preesistente per realizzarne uno nuovo differente dal primo in volumetria, sagoma e superficie. Prima di effettuare qualsiasi lavoro di nuova costruzione, è obbligatorio ottenere il Permesso di costruire.

Ristrutturazione urbanistica

Gli interventi di ristrutturazione urbanistica non riguardano un solo immobile in sé, ma si estendono a tutto ciò che riguarda il tessuto urbanistico di un comune o di una città. Sono interessate da questa categoria quindi tutte le operazioni volte a modificare in parte o del tutto le disposizioni e i complessi edilizi, che comprendono il cambiamento di interi settori o quartieri. Riguardano per esempio, la modifica del disegno dei lotti o delle reti stradali, le nuove edificazioni, i nuovi sistemi di viabilità, e così via.