Edilizia abusiva: ecco gli ultimi dati di Legambiente

Legambiente abusi
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Gli ultimi dati emersi dall’indagine di Legambiente hanno registrato uno stato generale di edilizia abusiva nelle coste molto preoccupante in Italia. Nel nostro Paese esistono degli interi paesini e cittadine in cui non c’è un solo muro che non sia abusivo. Legambiente ci comunica che la situazione è decisamente sfuggita di mano. E ora ci si chiede se sarà mai possibile demolire tutti quegli interi quartieri che non risultano legali, o se il fenomeno sia diventato più grande delle nostre forze.

È sufficiente appuntare qualche numero per rendersi conto di quanto sia cresciuto il numero di costruzioni edilizie abusive sulle coste italiane, soprattutto negli ultimi decenni. Legambiente è riuscita a riportare questi dati grazie alla sua indagine “Abbatti l’abuso“, a cui hanno aderito tantissimi comuni costieri italiani. Ciò che è emerso da questo sondaggio, ci comunica che in 14 anni, dal 2004 al 2018, sono state riconosciute ben 32.424 costruzioni abusive sulle coste. In tutto questo tempo però, solamente 3.650 circa sono state demolite, ovvero poco più dell’11% ha visto il ripristino dello stato dei luoghi.

Sud e Centro: i peggiori dati di abusivismo costiero

È nelle regioni del Sud e Centro Italia che si registrano i dati più preoccupanti. La Campania si trova in testa alla classifica per l’emissione di ordini di demolizione, che poi non sono stati eseguiti. In questo caso, gli abusi edilizi registrano numeri importanti sia nella costa che nell’entroterra. Solamente nelle zone costiere infatti, sono state emesse ben 11.092 ordinanze di demolizione. 15 anni dopo però, ne risultano eseguite solo 220, e non si arriva neanche al 3%.

Se la Campania domina la classifica per il gran numero di ordinanze di demolizione, il Molise registra i dati peggiori per quanto riguarda l’esecuzione degli abbattimenti, fermi allo 0%. Poco meglio fanno le Marche, in cui i lavori sono fermi al 2%. Segue poi la Calabria, con il 5,2% del ripristino dello stato dei luoghi, mentre la Puglia si trova oggi al 6,4%. Tra le regioni del Sud, è la Sicilia che registra le statistiche migliori, qui i lavori hanno raggiunto il 15%.

Le dichiarazioni di Legambiente

Il primo a prendere parola sulla questione è stato Stefano Ciafani, presidente di Legambiente. Ha dichiarato che l’Italia intera si trova ad uno stato di edilizia abusiva vergognosa, e che i sindaci non devono essere lasciati soli di fronte a quest’illegalità.

Il presidente afferma infatti che solo una riforma legislativa potrà cambiare davvero le cose. Di fronte all’autorità legislativa infatti, i sindaci hanno ben poco potere decisionale. Le sollecitazioni vanno quindi al governo, perché si inizi a pensare di più al bene del Paese e delle sue coste, e meno ai profitti contingenti che si guadagnano con gli affitti vacanzieri delle case abusive.