Gli infissi in PVC sono tra le tipologie di serramenti maggiormente diffuse e ricercate. Di seguito vediamo tutto ciò che c’è da sapere sugli infissi in PVC, con vantaggi, svantaggi, prezzi e differenze con altri materiali.

Negli ultimi anni gli infissi in PVC si sono affermati come una delle soluzioni più diffuse nelle abitazioni italiane, grazie a un buon equilibrio tra isolamento termico, costo e praticità. Nel 2026, però, il contesto è cambiato: i prezzi dei materiali sono aumentati, le normative energetiche sono diventate più stringenti e molti proprietari si chiedono se il PVC sia ancora la scelta più conveniente rispetto ad alluminio o legno.
Scegliere nuovi serramenti oggi non significa solo valutare l’estetica, ma anche capire quanto si può risparmiare in bolletta, quali bonus sono realmente disponibili, e in quali casi il PVC rappresenta un investimento intelligente — o, al contrario, una scelta poco adatta.
Quanto costano davvero gli infissi in PVC? Quali sono i vantaggi concreti e gli svantaggi da conoscere prima dell’acquisto? E conviene ancora puntare su questo materiale rispetto alle alternative più moderne?
Sommario
Il PVC (Polivinilcloruro) è un materiale termoplastico dalle mille applicazioni. L’utilizzo maggiore viene fatto nel settore dell’edilizia, soprattutto per produrre tubazioni, lastre e coperture, vista la sua grande resistenza alle intemperie climatiche e al tempo.
Il materiale trova però spazio in numerosi altri ambiti produttivi, per esempio si utilizza per realizzare cavi elettrici o anche imballaggio per prodotti di genere alimentare. La realizzazione di infissi in PVC è una scoperta che ha portato numerosi vantaggi, sia in termini di costi che di durata e prestazioni.
Il PVC è un materiale che può essere considerato eco-sostenibile, in quanto realizzato basilarmente con materie prime di origine naturale. Si compone per il 57% di cloro (estratto dal sale da cucina), e per il 43% da carbonio e idrogeno. Dopodiché, ai componenti base si aggiungono agenti stabilizzanti e lubrificanti per rendere il materiale resistente e flessibile.
Gli infissi in PVC comportano un impatto ambientale nettamente inferiore rispetto agli altri materiali normalmente usati per produrre i serramenti. Non solo perché è composto da sostanze naturali, ma anche per il fatto che gode di proprietà isolanti straordinarie.
Gli infissi in PVC sono in grado di proteggere l’ambiente interno della casa dai cambiamenti di temperatura che avvengono all’esterno. Di conseguenza riducono la necessità di attivare impianti di riscaldamento o raffrescamento, e comportano quindi un notevole abbassamento degli importi in bolletta.
Scegliere gli infissi in PVC consente di godere di numerosi vantaggi ma, come ogni materiale, purtroppo comporta anche degli svantaggi. Come dicevamo, la versatilità è il primo vantaggio che offre la sostanza. Se miscelata con altri materiali infatti diventa molto flessibile e malleabile, ed è per questo che può essere applicata in tantissimi ambiti e settori.
Abbiamo già sottolineato come il PVC sia altamente isolante, e lo è sia in termini termici che acustici. Ciò è dato dal fatto che il materiale ha una conducibilità molto bassa, per cui “trattiene” naturalmente all’interno dell’abitazione sia i rumori prodotti che la temperatura presente.
Altri vantaggi degli infissi in PVC sono:
Gli svantaggi nell’acquistare infissi in PVC sono minimi, ma in certi casi possono risultare particolarmente problematici.
La principale pecca del materiale è sempre stata la sua scarsa resistenza ai raggi solari, che col tempo tendono a deteriorarlo. Per ovviare al problema, oggi il PVC viene trattato con numerose sostanze additive che servono appunto a renderlo maggiormente prestante sotto questo punto di vista.
Un altro svantaggio della sostanza è il fatto che presenti una resistenza meccanica molto bassa, mentre la capacità di dilatazione risulta piuttosto elevata. Per questo motivo, gli infissi in PVC vengono rafforzati con elementi in acciaio, ma tale metodo comunque non elimina completamente il problema.
Si consiglia infatti di non esagerare mai con le dimensioni delle finestre. Per le ante a ribalta ad esempio, le misure ideali da non superare sarebbero di 250 cm in altezza e 110 cm in larghezza per ogni battente. Dimensioni maggiori potrebbero creare problemi di allineamento in fase di chiusura e apertura della finestra.
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Gli infissi in PVC non possono essere verniciati. A seguito della lavorazione, il colore “naturale” di questo materiale può essere bianco oppure avorio. Per andare incontro alle esigenze di mercato e rendere il PVC maggiormente versatile dal punto di vista estetico, si è reso necessario trovare dei metodi per dar vita ad effetti di colorazione differenti.
Il metodo più in uso è quello di rivestire il materiale con delle speciali pellicole che possano coprire il colore del PVC, creando quindi effetti personalizzabili.
La tipologia maggiormente nota e ricercata è quella degli infissi in PVC effetto legno. Alla vista, il colore appare perfettamente identico a quello del legno, e i due materiali potrebbero essere confusi facilmente. Il vantaggio consiste nel poter dare agli ambienti interni della casa uno stile rustico, potendo godere comunque dei benefici che offre il PVC ed evitando invece le problematiche legate al vero legno.
Come potete immaginare però, in questo caso i costi lieviteranno di parecchio.
Gli infissi in PVC e gli infissi in alluminio sono nettamente differenti, sia per quanto riguarda la destinazione d’uso che le prestazioni che garantiscono.
I serramenti in alluminio hanno una resistenza meccanica di gran lunga superiore rispetto a quelli in PVC. Sono inoltre più duraturi, perché se il PVC dura fino a 30 anni circa, l’alluminio può resistere senza problemi anche 60 anni. Di contro però, l’alluminio non è un materiale isolante, e dunque andreste a perdere vantaggi dal punto di vista termico. In merito ad argomenti come l’eco-sostenibilità e il risparmio energetico, non esiste paragone tra i due materiali in quanto il PVC è senza dubbio più prestante.
L’alluminio non presenta problemi per quanto riguarda la dilatazione e le dimensioni delle ante, a differenza del PVC. Quest’ultimo però è nettamente più economico.
Per quanto riguarda la manutenzione, non esistono grandi differenze perché entrambi i materiali non vengono verniciati.
Insomma, non esistono infissi in PVC o in alluminio che si possono considerare perfetti per chiunque. La scelta si basa unicamente sulle caratteristiche dell’abitazione e sul budget che si vuole investire nei serramenti.
Nel 2026 il prezzo degli infissi in PVC risente ancora dell’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, ma resta generalmente più competitivo rispetto ad alluminio e legno. In media, il costo di una finestra in PVC varia da circa 250 a 700 euro, posa esclusa, a seconda delle caratteristiche tecniche e qualitative del serramento.
Entrando più nel dettaglio, gli infissi in PVC di fascia economica partono da circa 180–250 euro al metro quadro, ma presentano profili più sottili e prestazioni isolanti limitate. I modelli di fascia media, oggi i più scelti, hanno prezzi compresi tra 300 e 500 euro al metro quadro e garantiscono un buon isolamento termico e acustico. Gli infissi in PVC di alta qualità, con profili multicamera, rinforzi interni e vetri basso emissivi, possono superare i 600–700 euro al metro quadro, avvicinandosi ai costi dell’alluminio a taglio termico.
Il prezzo finale dipende da diversi fattori: dimensioni dell’infisso, numero di ante, tipologia di vetrocamera, ferramenta di sicurezza, colore (il PVC effetto legno è più costoso) e posa in opera certificata, che può incidere anche per il 20–30% del totale. Da considerare anche le differenze territoriali: al Nord Italia i costi medi risultano generalmente più elevati rispetto al Centro e al Sud.
In ogni caso, nel 2026 il PVC continua a rappresentare una soluzione con un buon rapporto qualità-prezzo, soprattutto negli interventi di sostituzione degli infissi in abitazioni standard, dove le prestazioni energetiche contano più dell’aspetto puramente estetico.
Nel 2026 la sostituzione degli infissi può ancora beneficiare delle detrazioni fiscali, ma solo a determinate condizioni. È importante chiarire subito un aspetto fondamentale: il semplice cambio degli infissi non dà automaticamente diritto al bonus. L’agevolazione è riconosciuta solo se l’intervento rientra in una ristrutturazione edilizia o in un’operazione finalizzata al miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio.
In particolare, il bonus infissi è generalmente accessibile quando la sostituzione comporta un miglioramento delle prestazioni energetiche, dimostrabile attraverso il rispetto dei valori di trasmittanza termica previsti dalla normativa vigente. Gli infissi in PVC, grazie alle loro caratteristiche isolanti, risultano spesso idonei a soddisfare questi requisiti, soprattutto negli interventi di riqualificazione energetica di abitazioni esistenti.
Approfondisci: Bonus infissi 2026: come funziona e perché conviene approfittarne
Rientrano tra le spese detraibili non solo l’acquisto delle finestre, ma anche i costi di smontaggio dei vecchi infissi, la posa in opera qualificata e gli eventuali lavori accessori strettamente collegati all’intervento. Restano invece esclusi i casi di nuova costruzione o di semplice sostituzione senza miglioramento energetico documentato.
Nel 2026, quindi, prima di procedere con l’acquisto degli infissi in PVC è essenziale verificare attentamente:
Un’analisi preventiva evita errori e consente di sfruttare al meglio le agevolazioni disponibili, riducendo in modo significativo il costo complessivo dell’intervento.









