C’è tempo fino al 14 ottobre 2026 alle ore 14:00 per candidare gli edifici scolastici alle verifiche di vulnerabilità sismica previste dal nuovo avviso del Ministero dell’Istruzione e del Merito. La procedura, aperta il 7 ottobre, riguarda la formazione di una graduatoria nell’ambito del Programma nazionale di prevenzione sismica.

È un passaggio che interessa soprattutto gli enti responsabili delle scuole e i tecnici che li affiancano. Non è una domanda che devono presentare le famiglie e non va confuso con l’avvio automatico di lavori nelle aule.

Le risorse servono a verificare gli edifici

Per questa linea sono assegnati al Ministero 11.545.920 euro. L’obiettivo è finanziare valutazioni della sicurezza, comprese le indagini necessarie, non direttamente opere di adeguamento sismico.

Conoscere il comportamento della struttura e programmare un intervento sono due passaggi collegati, ma diversi. Una verifica non equivale a un rinforzo già eseguito: fornisce elementi per valutare le condizioni dell’edificio e le decisioni successive.

Approfondisci le differenze tra intervento locale, miglioramento e adeguamento sismico: la distinzione aiuta a capire perché un’indagine preliminare e un progetto di lavori non siano intercambiabili.

Chi può candidare le scuole

Possono partecipare gli enti locali per edifici pubblici scolastici di propria competenza, censiti nell’Anagrafe nazionale e non ancora sottoposti alla verifica richiesta dall’avviso. Ogni ente può candidare al massimo tre edifici. Se proprietario e gestore sono soggetti pubblici diversi, occorre il nulla osta del proprietario.

Non basta dunque indicare genericamente un istituto: servono i dati dell’edificio e il suo codice. Per gli uffici, il primo controllo utile è individuare con precisione quale immobile si vuole proporre e chi deve sottoscrivere i documenti.

Il modulo va compilato, poi i documenti vanno inviati

Il Ministero mette a disposizione un file HTML da scaricare e aprire nel browser. Il modulo distingue le sezioni dedicate all’ente, all’edificio e al controllo finale, e consente di salvare una bozza. La compilazione non coincide con la trasmissione della candidatura.

La procedura prevede la generazione dei file, le firme digitali richieste e l’invio via PEC a bandi.ediliziascolastica@postacert.istruzione.it. I documenti generati non vanno modificati manualmente: le correzioni devono essere effettuate nel modulo, rigenerando i file.

Conviene quindi organizzare il lavoro prima della scadenza: raccogliere i dati, concordare le firme e fare il controllo degli allegati. Un documento pronto ma rimasto sul computer non costituisce una candidatura inviata.

Come viene stabilita la priorità

La graduatoria considera un indice che combina zona sismica, caratteristiche dell’edificio e numero degli occupanti. Il finanziamento segue l’ordine di graduatoria, nei limiti delle risorse; non è garantito dalla semplice presentazione della domanda.

Questa selezione non va letta come una certificazione pubblica di sicurezza o insicurezza di ogni scuola. È un criterio per stabilire la priorità delle verifiche nell’ambito della procedura.

La scadenza da annotare è alle 14:00, non a fine giornata

Il termine indicato dal Ministero è preciso: mercoledì 14 ottobre alle 14:00. Per chi prepara la candidatura, attendere il pomeriggio significherebbe essere già fuori dalla finestra prevista.

Prima dell’invio è opportuno rileggere l’avviso integrale e le istruzioni, controllando requisiti, firme e allegati. Per genitori e personale scolastico, invece, il riferimento resta l’ente competente: la notizia riguarda un’opportunità di approfondimento tecnico, non annuncia chiusure delle scuole né cantieri già finanziati.

Fonti e riferimenti