Bocchettone di Scarico Angolare “Short”
Bocchettone di Scarico Angolare “Short” è una soluzione Dakota per spazi esterni...
Il calendario nazionale non basta: Milano riduce gli orari, Brescia rinvia al 22 ottobre e la pianura emiliana al 1° novembre. Le novità verificate per la stagione 2026/2027.
Il 15 ottobre si avvicina, ma per accendere i termosifoni quest’anno non basta ricordare la data della stagione precedente. Per l’inverno 2026/2027 sono già stati annunciati orari ridotti a Milano, un rinvio a Brescia e un avvio posticipato nei Comuni di pianura dell’Emilia-Romagna. A Venezia, invece, una restrizione sul periodo di funzionamento interessa determinate categorie di edifici non residenziali.
Le differenze contano anche per chi abita in condominio e deve organizzare la riaccensione dell’impianto centralizzato. Il calendario nazionale rimane il punto di partenza, ma va letto insieme ai provvedimenti applicabili nel proprio Comune: una data valida in una città non diventa automaticamente la regola per tutta la regione.
Sommario
A Milano l’ordinanza sindacale n. 57 del 9 ottobre 2026, illustrata dallo Sportello Energia comunale il 12 ottobre, prevede due fasi. Dal 15 al 30 ottobre il riscaldamento può funzionare per un massimo di 8 ore al giorno, nella fascia tra le 5:00 e le 23:00. Dal 31 ottobre al 15 aprile 2027 il limite passa a 13 ore giornaliere, nella stessa fascia.
Per le abitazioni la temperatura massima prevista è di 19 °C, con 2 °C di tolleranza. Sono previste esclusioni per specifiche strutture, fra cui nidi e scuole dell’infanzia: non va quindi applicata la regola senza distinguere la destinazione dell’edificio.
La partenza del 15 ottobre non significa che l’impianto debba restare acceso per tutte le ore consentite. È un limite massimo di funzionamento, da rispettare nella programmazione, non una prescrizione di consumo.
A Brescia la data cambia. Il Comune ha comunicato il 12 ottobre il posticipo a giovedì 22 ottobre 2026, in considerazione delle temperature ancora elevate rispetto alla media del periodo. Per gli impianti soggetti al provvedimento non è pertanto consentito iniziare il 15 ottobre.
Il funzionamento deve essere compreso tra le 5:00 e le 23:00. La temperatura massima è di 19 °C nelle abitazioni, con 2 °C di tolleranza; per gli edifici industriali e artigianali il riferimento è di 18 °C, sempre con la stessa tolleranza. Fra le esclusioni indicate dal Comune rientrano ospedali, cliniche, strutture di cura, scuole materne, asili nido, piscine e saune.
Milano e Brescia mostrano dunque perché parlare semplicemente di “data di accensione in Lombardia” può essere fuorviante: i provvedimenti locali possono produrre calendari diversi anche nella stessa regione.
In Emilia-Romagna il rinvio interessa i Comuni delle zone Pianura ovest, Pianura est e Agglomerato di Bologna. La disposizione regionale porta al 1° novembre 2026 l’accensione degli impianti termici ad uso civile e comprende anche il riscaldamento a biomassa. La Regione prevede l’attuazione attraverso i provvedimenti dei Comuni interessati.
Il Comune di Bologna conferma il posticipo nel pacchetto di misure antismog per la stagione 2026/2027. Durante la stagione termica indica inoltre 19 °C nelle case e 17 °C nelle attività produttive e artigianali, con le esclusioni riportate nel provvedimento.
Il rinvio non va esteso indistintamente a tutti i Comuni dell’Emilia-Romagna. Bisogna verificare se la località rientra nelle zone coinvolte e quali disposizioni ed esclusioni si applicano all’edificio.
Hai un problema legato a questo argomento?
Descrivi il tuo caso: ti aiutiamo a inoltrare la richiesta a professionisti e imprese del settore.
Richiedi informazioni gratisA Venezia l’ordinanza n. 769/2026 riduce il periodo di accensione per impianti alimentati con combustibili fossili e biomassa in determinate categorie di edifici: pubblici, commerciali, uffici, servizi, attività associative, ricreative e di culto, classificati E2, E4 ed E5. Per questo ambito il periodo va dal 1° novembre 2026 al 12 aprile 2027.
La pagina ufficiale precisa che questa specifica limitazione di periodo non si applica agli edifici residenziali né ai generatori alimentati esclusivamente con energia elettrica. Non sarebbe quindi corretto annunciare che tutte le case veneziane devono aspettare novembre. Restano da considerare le altre prescrizioni dell’ordinanza, comprese quelle sulle temperature e sull’impiego della biomassa.
L’articolo 4 del D.P.R. 74/2013 stabilisce i periodi ordinari e le durate massime in base alla zona climatica del Comune. La tabella è il riferimento generale: non sostituisce le ordinanze locali appena illustrate né le eccezioni previste per particolari edifici e impianti.
Vuoi ritrovare più facilmente Edilizia.com su Google?
Aggiungi Edilizia.com alle fonti preferite e rendi più semplice recuperare guide, norme, sentenze e aggiornamenti quando cerchi su Google.
Aggiungi su GoogleÈ gratis e ti aiuta a trovarci prima nei risultati di ricerca.
| Zona climatica | Periodo ordinario | Massimo giornaliero ordinario |
|---|---|---|
| A | 1° dicembre – 15 marzo | 6 ore |
| B | 1° dicembre – 31 marzo | 8 ore |
| C | 15 novembre – 31 marzo | 10 ore |
| D | 1° novembre – 15 aprile | 12 ore |
| E | 15 ottobre – 15 aprile | 14 ore |
| F | Nessun limite di periodo | Nessun limite di durata |
Fuori dai periodi ordinari, la norma ammette l’attivazione quando le condizioni climatiche la giustificano, con durata giornaliera non superiore alla metà di quella ordinariamente consentita. Questa previsione non va però interpretata come un’autorizzazione a ignorare un rinvio locale: occorre leggere il provvedimento applicabile. L’articolo 5 consente ai sindaci di modificare periodi, durata e temperatura massima a fronte di comprovate esigenze.
Per evitare equivoci conviene fare tre verifiche: individuare la zona climatica del Comune, cercare l’ordinanza della stagione 2026/2027 e controllare se le prescrizioni riguardano la propria abitazione o un’altra categoria di edificio. Le vecchie notizie dell’inverno 2025/2026 non dimostrano che quest’anno valgano le stesse date.
Nel condominio con riscaldamento centralizzato è utile chiedere all’amministratore il calendario adottato e gli orari programmati. La data consentita dal Comune e la programmazione effettiva dell’impianto sono informazioni diverse: conoscere entrambe aiuta a capire quando arriverà il calore negli appartamenti.
Una volta avviato il sistema, anche la regolazione dei singoli ambienti conta. La manopola del radiatore non indica semplicemente “più o meno potenza”: per interpretarla correttamente è utile conoscere il funzionamento della testina termostatica.
La riaccensione è anche un’occasione per verificare i documenti e le scadenze già previste per l’impianto, senza confondere manutenzione e controllo di efficienza energetica. La nostra guida alla manutenzione della caldaia, ai controlli e alle loro scadenze spiega come distinguere questi adempimenti.
Quadro verificato al 13 ottobre 2026. Il calendario può cambiare con successivi provvedimenti: prima dell’accensione resta necessario controllare le comunicazioni aggiornate del proprio Comune.
Hai bisogno di chiarimenti o di un preventivo? Invia una richiesta, verrà gestita dalla redazione.