Le autorizzazioni per nuove abitazioni tornano a crescere. Nel secondo trimestre 2026 il loro numero è aumentato dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo i dati diffusi dall’Istat il 9 ottobre. Un segnale positivo per la nuova edilizia residenziale, che va distinto dall’andamento delle compravendite e dal numero di case effettivamente consegnate.

Il miglioramento emerge anche rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Non basta però a recuperare tutta la flessione precedente: parlare di ripartenza senza questa precisazione darebbe una lettura incompleta del quadro.

Come sono cambiate le autorizzazioni

Per confrontare il secondo trimestre con il primo, l’Istat utilizza dati depurati dagli effetti stagionali. Su questa base, le abitazioni dei nuovi fabbricati residenziali crescono del 3,8% e la superficie utile abitabile dell’1,4%. La stima del numero di abitazioni è pari a 13.246 unità.

Nel confronto con aprile-giugno 2025, invece, il numero di abitazioni aumenta dell’8% e la superficie utile abitabile del 7,3%. Le due percentuali descrivono confronti diversi: il +3,8% riguarda il trimestre precedente, il +8% lo stesso trimestre dell’anno prima.

Non vanno quindi sommate e non indicano un aumento dei prezzi delle case. Sono misure della quantità di nuova edilizia autorizzata.

Perché non sono case già disponibili sul mercato

La rilevazione considera opere per le quali il titolo abilitativo è stato ritirato o è diventato efficace. Un’autorizzazione non coincide con la fine del cantiere: tra progetto, lavori e consegna possono esserci tempi e passaggi differenti.

Chi cerca una casa nuova non può ricavare da questo dato quante abitazioni siano acquistabili nella propria città. È utile, piuttosto, tenere distinti tre piani: ciò che viene autorizzato, ciò che è in costruzione e ciò che è concretamente offerto in vendita.

Per comprendere il ruolo del titolo edilizio, approfondisci la guida al permesso di costruire: quando serve, come richiederlo e quanto dura. Il rapporto Istat non introduce nuovi permessi né modifica le procedure comunali.

Cresce anche la superficie non residenziale

Per il comparto non residenziale la superficie autorizzata aumenta del 2% rispetto al trimestre precedente e del 5,1% su base annua. La misura riguarda destinazioni diverse dall’abitare, non il numero di appartamenti.

È una distinzione importante per chi lavora nell’edilizia: un miglioramento di questo indicatore non descrive automaticamente una maggiore offerta di alloggi. Residenziale e non residenziale rispondono a esigenze differenti, anche quando entrambi mostrano variazioni positive.

Il recupero resta parziale

L’Istat segnala che il rialzo trimestrale del residenziale non compensa ancora il calo del primo trimestre, né per il numero di abitazioni né per la superficie. Il nuovo rilascio contiene inoltre revisioni delle stime precedenti: nei confronti è preferibile utilizzare la serie aggiornata, senza mescolare versioni diverse dei dati.

Le indicazioni sono nazionali e provvisorie. Non consentono, da sole, di stabilire dove apriranno più cantieri o quale sarà l’andamento dei prezzi in un singolo Comune.

Come leggere la notizia prima di un acquisto

Per una famiglia interessata a un immobile in costruzione, questi numeri sono un’informazione di contesto, non una ragione sufficiente per accelerare o rinviare l’acquisto. Restano centrali il progetto effettivo, lo stato dei lavori e le condizioni della proposta ricevuta.

Per un’impresa, allo stesso modo, il dato nazionale può essere un punto di partenza per osservare il mercato, ma va affiancato a informazioni territoriali e alle opportunità concrete. Il messaggio del rapporto è circoscritto: le autorizzazioni migliorano nel secondo trimestre, senza cancellare la debolezza di inizio anno.

Fonti e riferimenti