Una pompa di calore che scalda troppo nelle giornate miti e lascia la casa fredda quando arriva il gelo non ha necessariamente bisogno di una temperatura fissa più alta. Può essere la curva climatica a non seguire bene il fabbisogno dell’abitazione: la regolazione che associa una temperatura dell’acqua di riscaldamento alla temperatura esterna.

Per correggerla bisogna capire che cosa fanno pendenza e spostamento, ma anche riconoscere quando il problema è altrove. Una stanza isolata che resta fredda, una sonda che legge il sole o un pavimento ancora in fase di riscaldamento possono portare a modifiche inutili. Questa guida riguarda gli impianti ad acqua con compensazione climatica: propone un metodo di osservazione e regolazione, non una curva standard da copiare su qualsiasi macchina.

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Che cosa comanda la curva climatica

La curva stabilisce la mandata richiesta, cioè la temperatura che il controllo vuole ottenere nell’acqua diretta al circuito di riscaldamento. In genere, quando fuori fa più freddo il valore richiesto sale; quando il clima diventa mite scende. Non è la temperatura che si desidera in soggiorno e non è quella dell’acqua della doccia.

Il valore richiesto e quello misurato possono essere diversi durante una ripartenza, una produzione di acqua sanitaria, uno sbrinamento o un intervento delle limitazioni. Prima di concludere che la curva non funziona bisogna leggere anche lo stato operativo e capire dove si trova il sensore mostrato sul display. Il termometro della macchina non sempre rappresenta la mandata del pavimento dopo una valvola miscelatrice.

La compensazione esterna serve ad adattare il riscaldamento alle condizioni dell’edificio. Non rimedia a un generatore insufficiente, a terminali troppo piccoli o a un circuito senza portata. Il quadro generale è spiegato nella guida seguente, mentre qui ci concentriamo sulla taratura.

Pendenza e spostamento non correggono lo stesso difetto

Pendenza: quanto cambia la mandata quando cambia il clima

Una pendenza più marcata fa aumentare maggiormente la richiesta di mandata al diminuire della temperatura esterna. È il parametro da valutare quando l’impianto mantiene il comfort con clima mite ma perde terreno nelle giornate fredde. Il punto attorno a cui cambia la curva dipende però dalla regolazione: non tutte ruotano nello stesso modo. I numeri del menu non sono una misura universale. Una curva indicata come 0,5 su un comando non può essere trasferita automaticamente a un altro marchio o a un altro tipo di terminale. Conta il grafico risultante, con le temperature esterne e di mandata corrispondenti, confrontato con i dati di progetto.

Spostamento: alzare o abbassare il livello complessivo

Il livello, offset o sfalsamento modifica la posizione della curva. In una traslazione parallela, un aumento di due gradi porta due gradi in più di mandata lungo il tratto interessato, senza cambiarne l’inclinazione. È una correzione da considerare quando il comfort risulta insufficiente, o eccessivo, sia con clima mite sia con clima freddo. Viessmann distingue inclinazione e livello nella propria spiegazione della curva; NIBE raccomanda di coinvolgere installatore o assistenza quando occorre cambiarne l’inclinazione. Per l’utente prevale sempre il manuale del proprio apparecchio: il fatto che una voce sia visibile non significa che qualsiasi modifica sia opportuna.

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Un esempio numerico per leggere il grafico

Immaginiamo, soltanto per capire il meccanismo, una retta che richiede 25 °C di mandata con 15 °C esterni e 40 °C con −5 °C esterni. Fra i due punti l’aria scende di 20 gradi e la richiesta sale di 15: il rapporto è 15/20 = 0,75 gradi di mandata per ogni grado di raffreddamento esterno. Non è il valore da inserire nel menu della pompa di calore, ma la variazione della nostra retta ipotetica.

A 5 °C esterni, a metà dell’intervallo, la richiesta sarebbe 32,5 °C. Spostando tutta la retta verso l’alto di 2 gradi diventerebbero 27, 34,5 e 42 °C rispettivamente ai tre livelli esterni. Se invece mantenessimo il punto mite a 25 °C e portassimo il punto freddo a 44 °C, il valore intermedio salirebbe a 34,5 °C: stesso risultato al centro, ma comportamento diverso agli estremi.

Questo confronto spiega perché una sola giornata non basta a scegliere il parametro. Le curve reali possono essere non lineari, avere tratti limitati e risentire della temperatura ambiente impostata. I numeri dell’esempio non attestano che un pavimento, un radiatore o una determinata casa possano lavorare a quelle temperature.

Se il comando usa una curva a due punti

Alcune regolazioni mostrano direttamente una coppia di temperature esterne e le rispettive mandate. Nel manuale utente Daikin Altherma 3 R F, famiglia EHVZ04+08S18+23E, sono descritte sia la curva a due punti sia quella con pendenza e sfalsamento. È un esempio documentato, non una sequenza di menu valida per tutte le Altherma.

Con i due punti, modificare soltanto la mandata associata al clima freddo cambia anche l’inclinazione del tratto intermedio; modificare entrambe le mandate della stessa quantità realizza una traslazione della retta. Cambiare invece le temperature esterne di riferimento sposta l’intervallo di regolazione. Annotare separatamente coordinate esterne e mandate evita di confondere operazioni molto diverse. Il manuale segnala inoltre che i limiti minimi e massimi possono appiattire la curva. Se il risultato è bloccato su un limite, continuare a cambiare la pendenza non produce l’effetto atteso. Non bisogna aggirare quel limite per rendere il grafico più bello: va verificato con il tecnico perché è stato impostato e quali temperature ammettono circuito e terminali.

Prima della regolazione controllare sonda e circuito

La temperatura esterna deve essere plausibile

Confrontare la lettura del comando con una misura esterna in posizione rappresentativa può rivelare un’anomalia evidente. Un sensore esposto al sole, vicino a uno scarico caldo o investito dall’aria espulsa può descrivere un clima diverso da quello dell’edificio. Non serve che coincida al decimo con una stazione meteo lontana: bisogna valutare se lo scarto si ripete e in quali condizioni.

La sonda può essere integrata nell’unità esterna oppure separata. Energy Saving Trust descrive entrambe le configurazioni; la posizione corretta dipende dalle istruzioni di montaggio. Non spostare il sensore né correggere arbitrariamente il suo valore per mascherare il problema: inviare letture e fotografie all’installatore è più utile di una compensazione scelta a tentativi.

Individuare la zona che si sta modificando

In una casa con pavimento al piano terra e radiatori al piano superiore possono esserci richieste e temperature differenti. Occorre conoscere il nome del circuito, il suo terminale e l’eventuale miscelazione. Una curva del generatore non equivale necessariamente alla curva della zona. Se il comando mostra più circuiti, chiedere una mappa semplice con nomi riconoscibili anziché intervenire sul primo della lista.

Prima dei tentativi si verificano anche allarmi, orari, modalità vacanza, richiesta di riscaldamento e intervento dei termostati. Una casa che ricomincia a scaldarsi dopo molte ore di arresto non offre la stessa prova di una casa già stabilizzata. Un filtro, una valvola o una portata anomala richiedono controlli impiantistici, non l’aumento indiscriminato della mandata.

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Preparare un diario prima di cambiare i valori

Fotografare le impostazioni iniziali permette di confrontare il risultato e, quando il manuale lo consente, ripristinare il singolo valore precedente. Annotare modello del comando, circuito, pendenza e livello o coordinate, limiti, temperatura ambiente desiderata e orari. Non usare il ripristino di fabbrica come scorciatoia: può cancellare configurazioni che non riguardano la curva.

Per ogni osservazione registrare ora, temperatura esterna letta, mandata richiesta e misurata, temperatura interna in una stanza rappresentativa e stato operativo. Aggiungere una nota su sole, finestre aperte, cucina in uso o ripartenza dopo una lunga pausa. Per esempio, “ore 8, cielo coperto, nessuna ripartenza” rende interpretabile una misura; “oggi fa freddo” molto meno.

Il termometro interno va tenuto nella stessa posizione, lontano da radiatori, sole diretto e correnti. La stanza di riferimento non deve essere scelta soltanto perché è la più calda o quella dove si trova il display. Se una sola camera si comporta diversamente, il suo dato va conservato, ma separato dall’andamento generale della casa.

Regolare la curva una modifica alla volta

Osservare prima il difetto in condizioni comparabili

La sequenza pratica parte dalle letture, non dal menu. Si mantiene un programma abituale e si osserva se lo scostamento riguarda tutte le stanze o una zona; poi si confrontano giornate miti e fredde. In assenza di una giornata fredda non si può considerare verificata la parte invernale della curva. È meglio lasciare questa conclusione aperta che anticiparla con una pendenza aggressiva.

Scegliere una correzione consentita e aspettare la risposta

Se il manuale permette la regolazione all’utente, si interviene sul parametro coerente con il difetto, con una piccola variazione compatibile con la scala del comando e con le indicazioni dell’installatore. Si annotano valore precedente, nuovo valore e ora. Durante la prova si lasciano invariati gli altri parametri: modificare contemporaneamente curva, orario e temperatura ambiente impedisce di attribuire il risultato a una causa.

Il tempo di osservazione dipende dall’inerzia e dalle condizioni. Un pavimento con massetto può continuare a rilasciare calore dopo la modifica, mentre un radiatore risponde diversamente. Non esiste un’attesa di pochi minuti valida per tutti: concordare una finestra di controllo adeguata e rilevare più momenti della giornata evita una correzione opposta prima che la precedente abbia fatto effetto.

Se il comfort peggiora, si interrompe il tentativo e si consulta l’assistenza; l’eventuale ritorno al singolo valore salvato deve restare nei comandi ammessi dal manuale. Allarmi, rumori nuovi o temperature anomale non vanno trattati aumentando ancora la curva. Non si disattivano protezioni antigelo, limiti del pavimento o funzioni di sicurezza per completare una prova.

Quale parametro valutare secondo il sintomo

La tabella orienta la diagnosi, non prescrive una regolazione automatica. Prima di usarla vanno escluse ripartenze, errori di lettura e problemi di distribuzione; la scelta del valore resta legata al comando e all’impianto.

Andamento osservato Ipotesi da verificare Controllo utile
Tutta la casa è leggermente fredda sia con clima mite sia con freddo Livello complessivo insufficiente Confrontare mandata richiesta, temperatura interna e orari prima di valutare lo spostamento
Comfort con clima mite, freddo quando la temperatura esterna scende Pendenza insufficiente oppure potenza/resa non adeguata Verificare anche limiti e capacità effettiva, non soltanto la curva
Troppo caldo con clima mite, comfort con freddo Tratto mite troppo alto o limite minimo Far verificare il grafico e l’eventuale combinazione di livello e pendenza
Una sola stanza resta fredda Portata, terminale o dispersioni locali Controllare quella stanza senza alzare subito la temperatura di tutta la casa
Surriscaldamento soprattutto al sole Apporti gratuiti o sensore ambiente poco rappresentativo Confrontare giornate coperte e soleggiate e verificare l’influenza ambiente

Se il comfort cambia fra camere, la guida al bilanciamento dei termosifoni aiuta a distinguere distribuzione e regolazione. Non chiudere tutti i terminali per vedere come reagisce la macchina e non cancellare le preregolazioni: portata e volume disponibili devono rispettare il progetto.

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Pavimento, radiatori e influenza della temperatura ambiente

Con un pavimento radiante contano inerzia, rivestimento e limiti progettuali; con radiatori contano superficie e resa alle temperature effettive. Vaillant richiama la verifica della compatibilità dei radiatori con un tecnico. Il fatto che una pompa raggiunga una mandata elevata non dimostra che usarla sia la scelta migliore per quel circuito.

La compensazione con influenza ambiente può aggiungere una correzione basata sulla temperatura interna. In questo caso la mandata osservata non dipende soltanto dall’esterno: sole o calore della cucina nella stanza del sensore possono ridurre la richiesta anche se altre camere hanno ancora bisogno di calore. Prima di inseguire lo scostamento con il livello della curva bisogna capire quale logica è attiva.

Dopo cappotto, nuovi serramenti o modifiche dei terminali, la vecchia taratura può non essere più adatta. Un controllo utile mette insieme fabbisogno, distribuzione e regolazione: non basta riprendere i numeri che funzionavano prima dei lavori.

Come valutare il risultato e il risparmio

La prima verifica è il comfort mantenuto senza surriscaldamenti e senza continui interventi manuali. Una mandata meno elevata può favorire l’efficienza, ma non permette di promettere una percentuale di risparmio. Una bolletta più bassa dopo una settimana mite non misura da sola l’effetto della curva.

Per un confronto sensato si raccolgono consumi dello stesso perimetro, ore di funzionamento, condizioni esterne e temperatura interna. L’acqua sanitaria, una resistenza integrativa, un cambio di tariffa o il fotovoltaico possono modificare spesa e prelievi senza dipendere dalla taratura. Se l’app mostra stime, bisogna distinguerle dalle misure di un contatore dedicato.

Un esempio ipotetico chiarisce la differenza: passare da 18 a 15 kWh elettrici giornalieri significa 3 kWh in meno, non prova che la sola curva abbia prodotto il calo. Con una tariffa assunta di 0,30 euro/kWh la differenza sarebbe 0,90 euro al giorno, ma soltanto per quelle quantità e quella tariffa. Non è un risparmio annuale da moltiplicare senza considerare stagioni e utilizzo.

Che cosa chiedere all’installatore

Una verifica professionale dovrebbe identificare circuito e logica di controllo, controllare letture delle sonde, esaminare limiti e temperature di progetto e distinguere taratura da problemi idraulici. Chiedere che il rapporto finale riporti valori prima e dopo, ragione della modifica e modalità di controllo successivo rende il servizio più utile di un semplice “abbiamo abbassato la temperatura”.

Il preventivo deve chiarire sopralluogo, eventuale assistenza a distanza, verifica del bilanciamento e ricambi: non sono la stessa prestazione. Non esiste un prezzo unico della regolazione climatica, e una sonda guasta non si ripara con un’impostazione. Preparare manuale, fotografie del comando e diario riduce il tempo speso a ricostruire il problema.

La buona curva è quella che, nelle condizioni verificate, mantiene il comfort con una richiesta coerente e lascia funzionare correttamente l’impianto. Una volta ottenuto questo equilibrio non serve ritoccarla ogni mattina: si conservano le impostazioni e si torna a controllarle quando cambiano edificio, terminali o comportamento del sistema.

Domande frequenti

Qual è la pendenza giusta per una pompa di calore?

Non esiste un numero universale: dipende dalla scala del comando, dal clima, dall’edificio e dai terminali. Servono la curva prevista per l’impianto e osservazioni con condizioni esterne differenti.

Alzare il livello di due gradi scalda la casa di due gradi?

No. Nel caso di una traslazione della curva la modifica riguarda la mandata richiesta. La risposta dell’ambiente dipende da emissione, dispersioni, inerzia e altre regolazioni.

Perché cambio la curva ma la mandata rimane uguale?

Può essere attivo un limite, un modo a temperatura fissa, una diversa zona o una correzione ambiente. Bisogna distinguere richiesta e misura e leggere lo stato operativo prima di intervenire ancora.

Posso regolarla da solo?

Soltanto nei parametri e nei limiti ammessi dal manuale e concordati per l’impianto. La prima taratura e modifiche a configurazioni riservate, protezioni o componenti richiedono installatore o assistenza.

La curva del riscaldamento regola anche l’acqua della doccia?

Non va dato per scontato. Riscaldamento e acqua sanitaria hanno controlli distinti; alcuni apparecchi offrono ulteriori curve dedicate. Questa guida riguarda il circuito di riscaldamento, non la modifica delle temperature o delle protezioni sanitarie.

Fonti e riferimenti