Quando in un bagno compare un’infiltrazione, nella maggioranza dei casi il problema nasce a monte, nella fase di impermeabilizzazione del supporto: un passaggio che richiede cura dei dettagli e rispetto dei tempi tecnici. Quando questi aspetti vengono trascurati, è proprio lo strato impermeabile a diventare il punto debole dell’intero intervento, con danni che possono affiorare a distanza di mesi, se non di anni, dalla consegna del cantiere.

Il rivestimento non è una barriera impermeabile

Uno dei fraintendimenti più diffusi riguarda il ruolo delle piastrelle. La norma UNI 11493-1, che disciplina la posa dei rivestimenti ceramici, è esplicita su questo punto: piastrella, adesivo e fughe, considerati come sistema, non assicurano la tenuta all’acqua, nemmeno nel caso di utilizzo di sigillanti per fughe impermeabili.

È quindi necessario un vero e proprio strato impermeabile, privo di soluzioni di continuità applicato sul supporto prima della posa del rivestimento. Nei bagni e nelle docce, soprattutto in presenza di piatti a filo pavimento, non si tratta di un’opzione ma di un requisito.

I punti critici da presidiare

La tenuta di un bagno si decide sui dettagli, non sulle superfici piane. È proprio su questi elementi che conviene concentrare l’attenzione durante l’esecuzione.

Raccordi, angoli e nicchie

Gli angoli e i punti di raccordo tra parete e pavimento sono le prime zone in cui l’acqua tende a trovare una via di passaggio. In questi casi la sola guaina non basta: occorrono bandelle e sgusce elastiche, capaci di dare continuità allo strato impermeabile e di assorbire i piccoli movimenti del supporto senza fessurarsi. Lo stesso principio vale per le nicchie portaoggetti ricavate nella parete della doccia, pratiche da usare ma spesso trascurate in fase di impermeabilizzazione.

Scarichi e tubazioni passanti

Ogni elemento che attraversa lo strato impermeabile rappresenta una potenziale via d’ingresso per l’acqua. Attorno allo scarico e ai passaggi delle tubazioni conviene prevedere collari e pezzi preformati, che sigillano il raccordo mantenendone l’elasticità. L’impermeabilizzazione delle pareti della doccia, inoltre, va sempre risvoltata a pavimento, in modo da formare una superficie continua e priva di interruzioni tra parete e piano.

Scegliere il sistema in base al supporto

Non esiste un unico modo di impermeabilizzare la doccia. Le membrane cementizie elastiche danno vita a uno strato continuo e resistente, adatto alla posa diretta del rivestimento. Le membrane liquide pronte all’uso, da applicare a rullo in due mani, si distinguono per rapidità e versatilità, anche su supporti particolari come il cartongesso per ambienti umidi. I sistemi a membrana in fogli, infine, offrono spessori contenuti e tempi di lavorazione ridotti. La scelta dipende dalle caratteristiche del supporto, dai tempi disponibili e dalla destinazione d’uso.

Membrane in fogli per posa diretta sotto piastrelle in ceramica

Una categoria specifica dei sistemi in fogli è rappresentata dalle membrane destinate alla posa diretta del rivestimento ceramico. Si presentano come una membrana sottile, inferiore al mezzo millimetro di spessore, in polietilene rivestito su entrambi i lati da un tessuto non tessuto utile a garantire un’elevata adesione della membrana al fondo e del rivestimento alla membrana con gli adesivi cementizi. Sulla membrana posata infatti può essere incollato direttamente il rivestimento in ceramica, pietra naturale o marmo, con un vantaggio evidente sui tempi di cantiere. Un esempio di questa categoria è Mapeguard WP 200 di Mapei, membrana impermeabilizzante e antifrattura alcali-resistente per bagni, docce e ambienti umidi, abbinata a bandelle, angolari interni ed esterni e pezzi preformati del medesimo sistema per sigillare giunti, raccordi parete-pavimento e passaggi delle tubazioni.

Molti produttori propongono cicli completi, nei quali l’impermeabilizzante è studiato per lavorare insieme ad adesivi, bandelle e sigillanti compatibili. Mapei, azienda fondata a Milano nel 1937, rientra tra chi ha messo a punto sistemi di questo genere per nuove costruzioni e ristrutturazioni: chi desidera confrontare le diverse soluzioni può partire dalla pagina dedicata agli impermeabilizzanti per bagno e per ambienti umidi.

Un ciclo, non un singolo prodotto

Per chi opera in cantiere il concetto di fondo è semplice: la tenuta non dipende dal singolo impermeabilizzante per bagno, ma dalla coerenza dell’intero ciclo, che comprende un supporto preparato a regola d’arte, il prodotto adeguato, i punti critici correttamente rinforzati e una verifica finale prima della posa. Dedicare la giusta attenzione a questa fase incide in misura minima sul costo complessivo dei lavori, ma segna la differenza tra un intervento destinato a durare e uno che, dopo poche stagioni, deve essere rifatto.