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Dal 6 ottobre apre l’invio delle domande per Investimenti sostenibili 4.0: 447,6 milioni alle PMI del Sud. Beneficiari, spese e quota a fondo perduto.
Si avvicina l’apertura dello sportello per Investimenti sostenibili 4.0 — Bando 2026: dal 6 ottobre sarà possibile inviare le domande per gli investimenti innovativi delle piccole e medie imprese del Mezzogiorno. La dotazione indicata da Invitalia è di circa 447,6 milioni di euro, al lordo degli oneri amministrativi.
Per la filiera delle costruzioni il bando può essere interessante soprattutto sul versante della produzione di materiali, componenti e attrezzature. Non è però un bonus per qualsiasi lavoro edile, né un sostegno destinato alle famiglie che ristrutturano casa: attività dell’impresa e caratteristiche del progetto devono rientrare nel perimetro ammesso.
Sommario
La misura riguarda micro, piccole e medie imprese in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Non basta dunque avere una sede genericamente nel Sud: va verificata anche la localizzazione dell’unità produttiva interessata.
Il MIMIT ammette attività manifatturiere, con le esclusioni previste, e specifici servizi alle imprese elencati nell’allegato 4 del decreto. Per una realtà che opera nell’edilizia, la domanda iniziale è quale attività svolga effettivamente: produrre un componente e installarlo in cantiere non sono necessariamente la stessa attività ai fini del bando.
Fra le novità 2026, Invitalia segnala il riferimento alla classificazione ATECO 2025 e il requisito di regolarità dell’assicurazione contro eventi catastrofali, quando applicabile. Il controllo va effettuato sulla documentazione ufficiale e sul caso concreto, senza presumere l’ammissibilità dal nome commerciale dell’azienda.
L’agevolazione può coprire nominalmente fino al 75% delle spese ammissibili, ma si compone di due parti: 35% di contributo in conto impianti e 40% di finanziamento agevolato. L’impresa deve garantire almeno il restante 25% con risorse proprie o finanziamento esterno privo di sostegno pubblico.
Su un investimento ipotetico interamente ammissibile da un milione di euro, l’applicazione delle percentuali corrisponderebbe a 350.000 euro di contributo, 400.000 di finanziamento agevolato e almeno 250.000 da coprire senza aiuto pubblico. È un esempio di calcolo, non una simulazione di approvazione: ammissibilità e importi concessi dipendono dall’istruttoria.
I programmi devono utilizzare in misura preponderante le tecnologie abilitanti del piano Transizione 4.0. Le spese ammissibili vanno da 750.000 a 5 milioni di euro e non possono superare il 70% del fatturato di riferimento; l’avvio deve essere successivo alla domanda.
Sono previste categorie come macchinari, impianti, attrezzature e software collegati. Le opere murarie hanno un limite del 40% dei costi ammissibili: non rappresentano quindi un lasciapassare per finanziare autonomamente qualsiasi ristrutturazione immobiliare.
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Richiedi informazioni gratisLa domanda da porsi è se l’investimento trasformi realmente il processo produttivo e se sia sostenibile anche sul piano finanziario. Un macchinario moderno, da solo, non dimostra che l’intero programma rispetti tutte le condizioni.
La compilazione è disponibile dal 10 settembre; l’invio apre il 6 ottobre dalle ore 10:00. Il MIMIT indica la fascia 10:00-17:00 dei giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì.
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Si utilizza la piattaforma Invitalia, con identità digitale, firma digitale e PEC. La domanda è presentata dal rappresentante legale oppure da un delegato censito nel sistema; documentazione e modelli devono seguire le istruzioni pubblicate.
Invitalia precisa inoltre che nel nuovo bando i beni e i costi sono rappresentati nel piano d’investimento, senza preventivi allegati alla domanda; le verifiche delle spese avvengono in erogazione sulle fatture. Questo non elimina la necessità di costruire un piano attendibile.
La valutazione segue l’ordine cronologico giornaliero: le domande inviate nello stesso giorno sono considerate contemporanee. Se le risorse non bastano per quella giornata, interviene una graduatoria di merito. La rapidità al singolo secondo non sostituisce quindi qualità e completezza del progetto.
Prima dell’apertura è utile verificare attività, coperture finanziarie e dichiarazioni, compresa l’eventuale polizza catastrofale. Per il quadro generale delle coperture nella filiera edilizia rimandiamo alla guida all’assicurazione dell’impresa edile, che non sostituisce i requisiti specifici di questo incentivo.
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