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Bonus infissi 2026: scelta tra Ecobonus e Bonus Ristrutturazione, 50% o 36%, requisiti Uw, massimali, ENEA, pagamenti e documenti.
Chi cambia le finestre nel 2026 deve decidere quale strada fiscale è davvero compatibile con il lavoro, prima di firmare il preventivo. La sostituzione dei serramenti può rientrare nell’Ecobonus se migliora un involucro già esistente e riscaldato, oppure nel Bonus Ristrutturazione se è un intervento di recupero edilizio agevolabile. Il cosiddetto «Bonus Infissi» non è una terza agevolazione autonoma.
Le due misure prevedono nel 2026 il 50% per il proprietario o titolare di un diritto reale che paga lavori sull’abitazione principale, e il 36% negli altri casi ammessi. Ma aliquota uguale non significa pratica uguale: contano la finestra che viene rimossa, il locale che delimita, la qualificazione edilizia dell’opera, la trasmittanza e il plafond ancora disponibile. Questa guida mette in ordine i controlli e i documenti, con esempi per scegliere senza sommare incentivi sulla stessa fattura.
Guida verificata il 28 settembre 2026 sulla Legge di Bilancio 2026, sulle indicazioni dell’Agenzia delle Entrate e sul vademecum ENEA «Serramenti e infissi» aggiornato il 23 settembre 2026.
Sommario
| Agevolazione | Quando si usa | Limite principale | ENEA |
|---|---|---|---|
| Ecobonus | Sostituzione di finestre esistenti che delimitano un ambiente riscaldato e rispettano i valori di trasmittanza | 60.000 euro di detrazione massima per unità immobiliare | Trasmissione entro 90 giorni dalla fine dei lavori |
| Bonus Ristrutturazione | Intervento agevolabile ai sensi dell’articolo 16-bis del TUIR, per esempio sostituzione con modifica di materiale o tipologia | 96.000 euro di spesa massima per unità immobiliare | Trasmissione se il lavoro comporta risparmio energetico |
| Bonus Sicurezza | Grate, persiane di sicurezza, vetri antisfondamento e altri interventi diretti a prevenire atti illeciti | Condivide il limite del Bonus Ristrutturazione | Non per il solo requisito di sicurezza |
Su schermi stretti, scorri la tabella lateralmente.
Per le spese sostenute nel 2026 le aliquote sono:
Nel 2027, salvo nuove modifiche, le percentuali scenderanno rispettivamente al 36% e al 30%. La detrazione viene ripartita in dieci quote annuali e può essere utilizzata nei limiti dell’imposta dovuta.
Il 50% non dipende dalle agevolazioni utilizzate al momento dell’acquisto. La “prima casa” è un concetto legato principalmente alle imposte sull’acquisto; per il Bonus Infissi conta invece l’abitazione principale, cioè l’immobile nel quale il contribuente dimora abitualmente.
Devono ricorrere insieme il requisito soggettivo e quello dell’immobile. Un familiare convivente, un inquilino o un comodatario può accedere alla detrazione ordinaria se sostiene la spesa e rispetta le condizioni della misura scelta, ma non ottiene automaticamente il 50% perché vive nell’abitazione.
Per i lavori sulle parti comuni condominiali, l’aliquota maggiorata viene verificata per ciascun condòmino. La stessa spesa può quindi essere detratta al 50% da alcuni proprietari e al 36% da altri.
L’Ecobonus 2026 è la strada più diretta quando si sostituiscono vecchie finestre per ridurre le dispersioni termiche, anche senza eseguire una ristrutturazione più ampia. L’intervento deve rispettare tutti questi presupposti:
L’apertura di una finestra dove prima non esisteva non è una sostituzione e non accede all’Ecobonus infissi. Può eventualmente rientrare in un intervento edilizio agevolabile con il Bonus Ristrutturazione, ma devono essere verificati titolo abilitativo, requisiti urbanistici e limite di spesa.
Per finestre comprensive di infissi il limite Ecobonus è pari a 60.000 euro di detrazione massima per unità immobiliare. Non è un massimale di spesa di 60.000 euro. La spesa teoricamente utilizzabile dipende quindi dall’aliquota applicabile, fermo restando il rispetto dei massimali unitari di costo e della congruità.
Con il 50%, una spesa agevolabile di 20.000 euro produce una detrazione complessiva di 10.000 euro, pari a 1.000 euro l’anno per dieci anni. Con il 36%, la stessa spesa produce 7.200 euro, pari a 720 euro l’anno. Se sulla stessa unità si coibentano anche pareti o copertura, il vademecum ENEA considera il limite di 60.000 euro di detrazione complessivo per infissi e involucro opaco: non sono due massimali separati da sommare.
La trasmittanza termica Uw indica quanto calore attraversa l’intera finestra, vetro e telaio compresi. Un valore più basso corrisponde a una minore dispersione. Per gli interventi soggetti al decreto Requisiti del 6 agosto 2020, i valori massimi indicati nell’allegato E sono:
| Zona climatica | Uw massimo |
|---|---|
| A e B | 2,60 W/m²K |
| C | 1,75 W/m²K |
| D | 1,67 W/m²K |
| E | 1,30 W/m²K |
| F | 1,00 W/m²K |
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Il Comune nel quale si trova l’immobile determina la zona climatica. Il valore da riportare nella pratica non va ricavato soltanto dalla descrizione commerciale del vetro: deve riferirsi al serramento completo e risultare dalla documentazione tecnica del produttore o dal calcolo del professionista. Nel vademecum ENEA 2026 la Uw prima dell’intervento deve superare il limite applicabile, mentre quella dopo la sostituzione deve risultare uguale o inferiore: il preventivo va quindi confrontato con la situazione iniziale, non solo con la scheda del prodotto nuovo.
I limiti vanno sempre verificati rispetto alla data di inizio dei lavori e alle eventuali disposizioni regionali applicabili. Anche il rispetto dei massimali specifici di costo deve essere documentabile.
Il Bonus Ristrutturazione 2026 può essere utilizzato sulle abitazioni quando la sostituzione rientra tra gli interventi ammessi dall’articolo 16-bis del TUIR. Su una singola unità immobiliare, l’Agenzia delle Entrate indica tra gli esempi di manutenzione straordinaria la sostituzione di infissi esterni, serramenti, persiane o serrande con modifica di materiale o tipologia.
Non è necessario che il cambio delle finestre sia accompagnato da una ristrutturazione completa. È però necessario che il lavoro, considerato da solo o insieme alle altre opere, possieda la qualificazione edilizia richiesta. La semplice manutenzione ordinaria su un singolo appartamento non è sufficiente; sulle parti comuni condominiali, invece, anche la manutenzione ordinaria può essere agevolata alle condizioni previste.
Il limite è di 96.000 euro di spesa per unità immobiliare e comprende tutte le opere di recupero agevolate eseguite sullo stesso immobile nello stesso periodo. Se il cantiere utilizza già una parte del plafond, la sostituzione degli infissi dispone soltanto del residuo.
Il Bonus Ristrutturazione può essere preferibile quando:
Non è possibile scegliere il Bonus Ristrutturazione per aggirare la conformità urbanistica o i documenti richiesti. La detrazione non sana abusi e non sostituisce autorizzazioni, comunicazioni o verifiche tecniche.
Quando rispettano i requisiti della misura scelta, possono rientrare:
Il vademecum ENEA ammette la coibentazione o sostituzione dei cassonetti nel rispetto dei requisiti di trasmittanza, e scuri, persiane o avvolgibili sostituiti simultaneamente agli infissi o al solo vetro oggetto dell’intervento. Per chiusure oscuranti installate da sole e schermature solari valgono verifiche e regole proprie: non basta aggiungerle alla fattura delle finestre.
Una porta d’ingresso può rientrare nell’Ecobonus se delimita il volume riscaldato verso l’esterno o un vano freddo e rispetta la trasmittanza richiesta. Se la finalità principale è antintrusione, va valutato il Bonus Sicurezza 2026.
Per l’Ecobonus la scheda descrittiva dell’intervento deve essere trasmessa attraverso il portale Bonus Fiscali ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo. La ricevuta con il codice CPID deve essere conservata.
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Richiedi informazioni gratisAnche quando si utilizza il Bonus Ristrutturazione, la sostituzione degli infissi che comporta risparmio energetico su un volume riscaldato va comunicata nella sezione Bonus Casa del portale. La comunicazione non è quindi un adempimento riservato all’Ecobonus. Per gli interventi conclusi dal 1° al 22 gennaio 2026, ENEA ha fatto decorrere i 90 giorni dall’apertura del portale del 22 gennaio: per lavori successivi si conta normalmente dalla fine lavori o dal collaudo.
Per la sola sostituzione di infissi in una singola unità immobiliare l’APE non è richiesto dall’Ecobonus. Restano necessari schede tecniche, marcatura CE e dichiarazioni di prestazione. Nei casi previsti, l’asseverazione tecnica può essere sostituita dalla dichiarazione del fornitore, assemblatore o installatore; congruità dei costi e limiti unitari vanno comunque verificati secondo la disciplina applicabile.
Le persone fisiche devono pagare tramite bonifico parlante bancario o postale. Nel pagamento vanno indicati:
Prima di pagare è opportuno controllare che fattura, intestatario del bonifico e soggetto che porterà la spesa in dichiarazione siano coerenti. In caso di più beneficiari, la fattura o l’annotazione devono permettere di ricostruire la quota sostenuta da ciascuno.
Vanno conservati almeno:
La sostituzione dei serramenti senza modifiche rilevanti può rientrare nell’edilizia libera, ma il risultato dipende dalle opere effettive, dalle norme regionali, dal regolamento comunale e dagli eventuali vincoli. Modificare dimensioni, forma o posizione delle aperture può richiedere una CILA o un diverso titolo, oltre all’aggiornamento catastale quando necessario.
In condominio i serramenti dell’appartamento sono normalmente privati, ma colore, sagoma e disegno incidono sulla facciata e sul decoro architettonico. Prima dell’ordine bisogna controllare regolamento condominiale, delibere e caratteristiche uniformi già adottate dall’edificio.
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La stessa fattura non può essere utilizzata due volte. Se il lavoro possiede i requisiti per più incentivi, il contribuente deve scegliere quale applicare oppure separare con precisione spese diverse, senza sovrapposizioni.
Il Conto Termico 3.0 per finestre e infissi è un contributo con beneficiari, interventi e modalità differenti dalle detrazioni fiscali. Non è automaticamente cumulabile con Ecobonus o Bonus Ristrutturazione sulla stessa spesa. Prima di scegliere vanno confrontati requisiti di accesso, tempi di erogazione, capienza fiscale e disponibilità della misura.
Per i nuovi lavori del 2026 il Bonus Infissi viene normalmente recuperato come detrazione nella dichiarazione dei redditi. Lo sconto in fattura e la cessione del credito non sono disponibili in via generale; sopravvivono soltanto deroghe e situazioni transitorie con requisiti molto specifici.
Un preventivo commerciale che promette genericamente uno “sconto del 50%” non prova l’esistenza di uno sconto fiscale. Può trattarsi di una promozione applicata dal venditore e va distinta dalla detrazione spettante al contribuente.
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Dal 2025 l’articolo 16-ter del TUIR introduce un limite complessivo agli oneri detraibili delle persone fisiche con reddito superiore a 75.000 euro. Il limite tiene conto del reddito e della composizione familiare e può ridurre la spesa fiscalmente utilizzabile, anche quando il singolo intervento rispetta il proprio massimale.
Prima di affrontare una spesa elevata è quindi utile verificare sia la capienza IRPEF sia l’effetto del limite personale con il commercialista.
Se si sostituiscono finestre esistenti con nuovi serramenti che rispettano i requisiti di Uw e di costo, l’Ecobonus può essere utilizzato anche senza ristrutturare il resto della casa. Il tecnico o il fornitore deve documentare la prestazione prima e dopo, oltre alla pratica ENEA Ecobonus.
Se le finestre fanno parte di un intervento agevolabile sull’abitazione, si può valutare il Bonus Ristrutturazione e il plafond di spesa ancora disponibile. La stessa fattura non va inserita anche nell’Ecobonus. Se il lavoro sugli infissi comporta risparmio energetico su locali riscaldati, si verifica l’invio nella sezione ENEA Bonus Casa.
Una finestra creata ex novo o il serramento che non delimita un volume riscaldato non soddisfano i presupposti dell’Ecobonus infissi. Un eventuale Bonus Ristrutturazione va valutato separatamente in base all’opera edilizia effettiva, al titolo necessario e ai requisiti fiscali: non è un recupero automatico dell’agevolazione energetica.
Sì. L’Ecobonus può essere utilizzato per la sola sostituzione di finestre esistenti che rispettano i requisiti energetici. Anche il Bonus Ristrutturazione non richiede necessariamente un cantiere più ampio, ma il cambio degli infissi deve qualificarsi come intervento agevolabile.
Sì. Nel 2026 l’aliquota ordinaria è normalmente del 36%, se beneficiario, edificio, intervento e documentazione rispettano i requisiti della misura scelta.
Può farlo se sostiene effettivamente la spesa, possiede un titolo idoneo e ha il consenso necessario. Non essendo proprietario o titolare di un diritto reale, applica normalmente l’aliquota ordinaria del 36%.
Possono rientrare con la finestra quando sono accessorie o integrate e contribuiscono alla prestazione energetica. Se vengono sostituite da sole, devono essere verificate le regole specifiche per chiusure oscuranti, schermature o sicurezza.
Non automaticamente. Una normale zanzariera non diventa detraibile solo perché viene montata insieme alle finestre. Per l’eventuale Ecobonus deve possedere i requisiti tecnici previsti per le schermature solari; la guida dedicata spiega quando le zanzariere possono essere agevolate.
Sì per l’Ecobonus e, nel Bonus Casa, per gli interventi sugli infissi che comportano risparmio energetico. Di regola l’invio avviene entro 90 giorni dalla fine dei lavori tramite la sezione e l’annualità corrette; per i lavori conclusi a inizio 2026 vale la decorrenza speciale comunicata da ENEA.
La modifica può richiedere un titolo edilizio e verifiche urbanistiche, strutturali, paesaggistiche e condominiali. Ai fini Ecobonus deve restare configurabile una sostituzione di elementi esistenti; il caso va definito dal tecnico prima dell’ordine.
La prima quota va nella dichiarazione relativa alle spese e ai redditi 2026, normalmente presentata nel 2027. Il modello 730/2026 riguarda invece l’anno d’imposta 2025.
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