Il percorso verso la manovra 2027 compie un nuovo passo in Parlamento, ma per i bonus casa resta da attendere il testo delle misure. Nella seduta del 13 ottobre 2026, la Camera ha approvato le risoluzioni di maggioranza sulla Relazione al Parlamento e sul Documento programmatico di finanza pubblica. Anche il Senato ha dato il via libera alle risoluzioni sui due documenti.

Per chi sta valutando una ristrutturazione, una pompa di calore o lavori di isolamento, il punto da capire è questo: l’autorizzazione sullo scostamento di bilancio riguarda il quadro finanziario. Non equivale all’approvazione di un Ecobonus al 65% e non modifica, da sola, le detrazioni che spettano ai contribuenti.

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Il voto del 13 ottobre: che cosa è stato approvato

La comunicazione ufficiale della Camera distingue due decisioni. La prima riguarda la Relazione prevista dall’articolo 6 della legge 243 del 2012 ed è stata approvata a maggioranza assoluta dei componenti; la seconda riguarda il Documento programmatico di finanza pubblica.

Sono passaggi del percorso di bilancio, non disposizioni operative che elencano lavori agevolati, beneficiari e percentuali di detrazione. Questa distinzione evita di leggere un titolo sul “via libera” come se fosse già possibile richiedere un nuovo incentivo per la propria casa.

Il voto nazionale si aggiunge al passaggio europeo dell’8 ottobre sulla flessibilità per l’energia, già trattato su Edilizia.com. I due eventi hanno un ruolo diverso: né l’uno né l’altro, considerati da soli, stabiliscono una nuova aliquota fiscale per il cittadino.

Le ipotesi sui bonus casa nella manovra 2027

Nelle anticipazioni pubblicate il 13 ottobre, Adnkronos riferisce che il Governo valuta il mantenimento del bonus edilizio al 50% per l’abitazione principale e al 36% negli altri casi. Per le ristrutturazioni che comprendono una riqualificazione energetica, la detrazione potrebbe arrivare al 65%.

La stessa notizia richiama l’ipotesi di un Conto Termico per l’edilizia popolare. Anche questo capitolo va letto come proposta: non è corretto ricavarne un elenco definitivo degli immobili ammessi, un importo per ogni famiglia o una data di apertura delle domande.

Le percentuali circolate nel dibattito indicano la direzione allo studio. Per diventare utilizzabili devono essere tradotte in norme che definiscano almeno le spese interessate, la decorrenza, le condizioni dei beneficiari e gli eventuali limiti. Al 13 ottobre, le anticipazioni consultate non consentono di presentare questi elementi come già definiti.

Il confronto con le aliquote previste dalle norme attuali

Il quadro ricostruito dalla Camera sulla base della legge di Bilancio 2026 distingue le spese di quest’anno da quelle del 2027. Per Bonus Ristrutturazione ed Ecobonus le aliquote attualmente previste sono:

Spese sostenute Aliquota ordinaria Aliquota maggiorata per l’abitazione principale
2026 36% 50%
2027, secondo le norme attuali 30% 36%

La maggiorazione richiede anche le condizioni previste per il contribuente: la formula colloquiale “prima casa” non basta a dimostrare il diritto all’aliquota più alta. Il mantenimento nel 2027 delle percentuali del 2026 e il possibile 65% appartengono invece al confronto sulla nuova manovra.

Come leggere un preventivo mentre le regole sono in discussione

Un esempio ipotetico aiuta a impostare il confronto. Se una voce di spesa ammissibile fosse pari a 10.000 euro, il 36% corrisponderebbe a 3.600 euro di detrazione teorica; il 50% a 5.000 euro e il 65% a 6.500 euro. È soltanto un calcolo aritmetico: non dimostra che l’intervento abbia diritto a una di queste percentuali.

Nel preventivo conviene quindi separare il costo effettivo del lavoro, il beneficio calcolato secondo le regole applicabili e l’eventuale scenario futuro. Una proposta non ancora trasformata in legge non dovrebbe essere usata per abbassare il prezzo “netto” come se il recupero fosse certo.

Si possono intanto confrontare soluzioni e chiedere una valutazione dell’edificio. La convenienza non dipende soltanto dal bonus: vanno considerate la necessità del lavoro, la qualità del progetto e la capacità dell’intervento di risolvere il problema per il quale è stato richiesto.

I punti da verificare nel testo della manovra

Il prossimo controllo utile riguarda le disposizioni effettive: quali lavori rientreranno nell’eventuale rafforzamento, chi potrà utilizzarlo, da quando si applicherà e quali massimali resteranno in vigore. Per l’edilizia popolare servirà distinguere l’eventuale nuovo intervento dagli incentivi già esistenti.

Il nuovo passaggio parlamentare è dunque una notizia da seguire, non il momento per annunciare un bonus già richiedibile. Quando saranno disponibili le norme, il confronto potrà spostarsi dalle percentuali ipotizzate alle condizioni concrete per famiglie, condomìni e imprese.

Fonti e riferimenti