Catasto: aggiornamenti e progetti sperimentali contro i disallineamenti

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La sperimentazione del progetto è in corso dal 25 luglio 2019, ma si inserirà effettivamente tra le pratiche del Catasto nel 2020. Un piano mirato a migliorare le mappature urbane, e ad eliminare, una volta per tutte, quei disallineamenti che esistono tra le banche dati e la cartografia.

Il nuovo progetto

È ormai tanto tempo che il Catasto si concentra su come superare il problema dei disallineamenti cartografici, causati dalle diverse gestioni delle banche dati. Tutto ciò dà vita infatti ad un processo informativo sbagliato, in quanto esistono dei fabbricati censiti al Catasto, che però non sono mai apparsi sulle mappe.

L’obbiettivo finale è quello di trasferire l’intero sistema catastale al SIT (Sistema Informativo Territoriale), al fine di aggiornare tutto il processo di cartografia catastale. Bisogna ammettere infatti che, in Italia, si utilizza ancora un metodo obsoleto, che non fornisce risultati abbastanza soddisfacenti. Soprattutto a fronte delle tecnologie che oggi abbiamo a disposizione. Era necessario quindi aggiornare il tutto, e provvedere a rendere le pratiche più svelte e facili, ma allo stesso tempo farle risultare precise e corrette.

Tutto ciò, nel 2019, doveva per forza subire dei cambiamenti. Si, perché un Paese civile e al passo coi tempi, ha assolutamente bisogno di avere una cartografia catastale efficiente, che riesca ad avere un’importanza strategica nella gestione del Paese.

Come funziona la sperimentazione

A dar vita al nuovo processo sperimentale è stata la collaborazione tra l’ente Servizi cartografici e l’ufficio Metodologie della Direzione Centrale Servizi Catastali, Cartografici e di Pubblicità Immobiliare. La novità dell’aggiornamento prevede un sistema di sovrapposizione delle mappe catastali sulle ortofotografie ad Alta Risoluzione.

Le ortofotografie sono degli scatti aerei in cui sono stati eseguite dei cambiamenti di ortorettifica, in modo tale che il territorio risulti uniforme, corretto e dettagliato. Le ortofotografie possono infatti sostituire le cartine geografiche. Grazie a questo nuovo metodo, dovrebbe essere quindi possibile registrare sulle mappe anche i fabbricati che risultano ancora assenti.

Si tratta quindi di analizzare le due immagini una sopra l’altra. Questo dovrebbe permettere ai tecnici catastali di inserire correttamente tutti i fabbricati nelle mappe. Ci saranno poi dei casi più complicati che non permetteranno questo processo. Questi saranno analizzati a sistema e studiati più affondo tramite i processi di accertamento d’ufficio.

Anche la banca dati censuaria verrà poi automaticamente aggiornata con i nuovi dettagli delle particelle catastali che prima mancavano. Tutto ciò provocherà un sostanziale cambiamento dei procedimenti catastali, e permetterà finalmente di accedere ad informazioni sempre più dettagliate anche sulle mappe.