IMU e TASI: le novità del 2020

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Le nuove idee che i nostri politici hanno sfornato per l’anno che viene sono tante, ammettiamolo. La Legge di Bilancio 2020 infatti pullula di novità e grandi propositi. In molti casi però, non siamo ancora riusciti a capire se questa è una cosa buona oppure no.

Il dubbio stavolta nasce per la notizia dell’accorpamento delle due imposte sugli immobili, finora distinte: l’IMU e la TASI. I nuovi provvedimenti determinano infatti che a partire dal 2020, la TASI sarà abolita e aggiunta direttamente all’IMU. Nascerà quindi una Super-IMU, così da evitare un duplicato nel pagamento di due tasse estremamente simili, sia per le amministrazioni che per i cittadini.

TASI abolita, IMU rincarata: cosa cambierà

La nuova IMU prevedrà i seguenti cambiamenti:

  • Aliquota base da 7,6 per mille a 8,6 per mille;
  • Facoltà per i Comuni di abbassare o aumentare l’aliquota autonomamente, da un minimo di 0 per mille a un massimo di 10,6 per mille;
  • Nel 2020, i Comuni che adottano l’aliquota massima, potranno scegliere di incrementare ulteriormente il guadagno, fino a un massimo dell’11,4 per mille.

Non ci saranno cambiamenti per quanto riguarda il pagamento dell’IMU. Saranno quindi esenti le abitazioni principali (Prima Casa), eccetto per le case considerate di lusso. Per queste ultime, i nuovi provvedimenti sono:

  • Aliquota base da 4 per mille a 5 per mille;
  • Facoltà per i Comuni di abbassare l’aliquota al 4 per mille, o aumentarla al 6 per mille.

L’ultimo cambiamento interessa invece le strutture commerciali, ad eccezione dell’ambito rurale, per le quali sono previsti i seguenti provvedimenti:

  • Per IMU versata, deduzione al 60% per il 2020 e per il 2021;
  • Abolizione deduzione al 70% per il 2022.

Libertà ai Comuni: le possibili conseguenze

Ciò che fa nascere qualche dubbio sulle nuove decisioni riguardanti la nuova Super-IMU, non è tanto l’aumento dell’aliquota base, ma la possibilità per i sindaci di incrementarne il guadagno a proprio piacimento.

Il Governo infatti, pronunciando le nuove formule, promette che le tasse sulla casa non aumenteranno, ma saranno solo accorpate per facilitarne il pagamento, e gli importi quindi saranno gli stessi. Il problema è che risulta abbastanza difficile per i cittadini italiani credere a questa promessa, in quanto dovremmo tutti sperare nella buona coscienza dei primi cittadini.

E qui casca l’asino. Si, perché è vero che i sindaci potranno decidere se azzerare l’IMU, persino sugli immobili di lusso. Secondo Giorgio Spaziani Testa (Presidente di Confedilizia) però, è una speranza che lascia il tempo che trova. Il Presidente ricorda infatti come non sia mai successo, in tutta la storia italiana, che nel momento in cui si è lasciata la libera scelta ai Comuni, questi non ne abbiano approfittato. Testa sostiene quindi che, se i nostri politici concedono ai primi cittadini la libertà di aumentare l’imposta, questi si tufferanno immediatamente a cogliere l’occasione del guadagno, come d’altronde è sempre successo.

E indovinate un po’ chi sarà a pagare le conseguenze di tutto ciò?