Il certificato di agibilità è idoneo ad attestare la conformità edilizia?

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Il certificato di agibilità è un documento con funzioni molto simili a quelle del titolo edilizio, la legge ci dice però che non sono la stessa cosa. Questo è ciò che è stato decretato dal Tar Milano il 26 giugno durante la sentenza 1482/2019. Sebbene entrambi siano necessari e importantissimi, rimane il fatto che non sono funzionali allo stesso scopo, e quindi uno non si può sostituire all’altro. Vediamo perché.

Che cos’è il certificato di agibilità

Si tratta di un documento che è stato introdotto nelle normative italiane a partire dal 6 giugno 2001, e in seguito sono state fatte delle modifiche. In sostanza, ogni proprietario di una struttura o immobile è tenuto ad avere il certificato di agibilità.

Con questo documento si attesta la vivibilità della casa in merito ai seguenti fattori:

  • livello di igiene, sicurezza e benessere dell’immobile;
  • condizione di stabilità e sicurezza degli impianti presenti nell’immobile;
  • livello di conformità della costruzione dell’immobile con il progetto iniziale.

Che cos’è la certificazione di conformità edilizia

La certificazione di conformità edilizia invece è necessaria nel caso di compravendite, ristrutturazioni o accensione di un mutuo. Questo documento attesta:

  • la presenza di eventuali abusi edilizi. Nel caso risultasse un abuso, l’immobile non potrà essere venduto, a meno che l’infrazione non sia di lieve entità, in quel caso potrà essere venduto, ma il compratore erediterà l’abuso con l’immobile, e anche le eventuali conseguenze;
  • la conformità della costruzione con il progetto consegnato al Comune prima dei lavori.

Differenza tra certificato di agibilità e conformità edilizia

Avrete compreso quindi che il certificato di agibilità non può sostituire la certificazione di conformità edilizia, sebbene entrambe verifichino la presenza di abusi edilizi, qualora fossero presenti.

In sostanza, il primo si occupa della vivibilità all’interno dell’immobile, delle corrette condizioni di igiene, sicurezza, impianti e risparmio energetico per poter vivere al suo interno. La conformità edilizia invece attesta la condizione dell’immobile a livello soprattutto normativo e urbanistico, inteso più come struttura di costruzione edilizia, e meno come casa in cui poter vivere.

È in base alla certificazione di conformità che si può richiedere la sanatoria di un abuso edilizio. Questa verrà concessa solo nel caso in cui il documento confermerà la regolarità dell’immobile in base a quello che era il progetto iniziale. Se la certificazione apporterà delle modifiche importanti, queste risulteranno come gravi abusi, per cui la sanatoria non potrà essere accettata. Per poter verificare tutto ciò servirà la conformità edilizia, e non il certificato di agibilità.