Contributo di costruzione: cos’è e cosa dice la nuova legge

Condividi!

Per poter avviare dei lavori di costruzione è bene prima mettere in conto tutte le spese e i permessi obbligatori, che si calcolano in base a diversi fattori. Innanzitutto è necessario pagare una tassa al Comune in cui si desidera costruire, e questo è il Contributo di Costruzione.

Non esiste un decreto generale che pone una cifra fissa per tutta l’Italia, infatti la tassa di Costruzione si dovrà calcolare in base agli oneri di urbanizzazione e ai costi della struttura che si vuole edificare. Pagare la tassa sarà obbligatorio per far risultare la costruzione a norma di legge, sia che si tratti di una ristrutturazione, sia che si voglia costruire da zero.

Le nuove decisioni del Tar Puglia

Per ottenere il permesso di edificazione, ogni cittadino avrà l’obbligo di pagare il Contributo di Costruzione al Comune in cui desidera iniziare i lavori. Il 12 giugno 2019, il Tar Puglia ha stabilito però che non sarà necessario saldare l’importo in un’unica soluzione, ma si potrà rateizzare o posticipare il pagamento delle tasse.

Ovviamente sarà il Comune stesso a chiedere delle garanzie, e a decidere liberamente le modalità con cui attuare la rateizzazione della somma, inoltre potrà intervenire successivamente a richiedere un nuovo calcolo della differenza a favore del bilancio comunale.

Come viene calcolato il Contributo di Costruzione

L’importo dovuto sarà calcolato prima di tutto in base all’ammontare degli oneri di urbanizzazione, la cui quota verrà comunicata alla persona interessata al momento del rilascio del permesso di costruire. Si potrà a quel punto decidere se pagare la somma intera in un’unica soluzione, oppure se rateizzare l’importo.

In alternativa, c’è anche la possibilità di ottenere una detrazione parziale o totale della somma da pagare, ma in quel caso sarà il Comune ad avere la completa egemonia sulle decisioni e sul procedimento dei lavori, inoltre l’opera che verrà realizzata sarà introdotta tra i beni indisponibili comunali.

Ma oltre agli oneri di urbanizzazione, ci sarà un’altra tassa da pagare al Comune, ovvero il costo di costruzione, in cui ogni regione decide autonomamente le modalità di ricezione del pagamento. L’importo viene decretato al momento del rilascio del permesso, e l’individuo non sarà tenuto a saldare subito il debito.

Il costo di costruzione infatti si potrà saldare anche in seguito, tramite delle garanzie decise dal Comune, anche se il limite massimo si attesta a non oltre 60 giorni dalla fine dei lavori.