I convegni e i seminari di TECHNODOMUS 2010

30|04 00:02 2010
I più importanti incontri sulle imprese, le industrie e gli artigiani del legno....

<p style="text-align: justify;"> <span style="color: rgb(178, 34, 34);"><strong>PROGETTARE IL LEGNO. A TECHNODOMUS un convegno sull&rsquo;uso delle macchine a controllo numerico per opere di architettura<br /> </strong></span><br /> <em><strong><img alt="" src="https://www.edilizia.com/img/590/0/cnc-legno2.jpg" style="width: 250px; height: 188px; float: left; margin: 1px 5px;" />&quot;Legno, CNC</strong> <strong>(Computer Numeric control)</strong></em>: <em><strong>stato dell&rsquo;arte delle ricerche e delle prospettive della tecnologia CNC per la progettazione del legno&quot; </strong></em>era il titolo del seminario organizzato da <strong>Percorsi-Legno </strong>di Treviso in collaborazione con Rimini Fiera e L&rsquo;Universit&agrave; Iuav di Venezia svoltosi questo pomeriggio a TECHNODOMUS.</p> <p style="text-align: justify;"> Nel corso del convegno sono state presentata alcune nuove tecniche e la possibilit&agrave; di usare le macchine a controllo numerico (CNC) anche per realizzare infrastrutture da impiegare in architettura.&nbsp;<br /> <br /> Hanno presentato alcuni loro progetti le Facolt&agrave; di Architettura di Bari, Roma, Torino e Venezia. Ad aprire il seminario &egrave; stato l&rsquo;architetto <strong>Franco Laner,</strong> ordinario di Tecnologia dell&rsquo;architettura all&rsquo;Universit&agrave; Iuav di Venezia, per il quale &ldquo;<em>le macchine CNC sono uno strumento meraviglioso per realizzare anche pezzi di legno molto belli che possiamo impiegare in architettura. Oggi occorre valutare molto attentamente i costi di una produzione e quindi il ruolo dell&rsquo;artigiano cambia, ma, stando attenti a tradizione e bellezza, impiegare le macchine a controllo numerico &egrave; non solo possibile, ma utile</em>&rdquo;.</p> <p style="text-align: justify;"> Oltre a Laner sono intervenuti anche <strong>Felice Ragazzo</strong>, della Sapienza di Roma, <strong>Manuela Mattone</strong>, del Politecnico di Torino, <strong>Maria Rita Campa</strong>, del Politecnico di Bari, <strong>Maria Luisa Barelli,</strong> Politecnico di Torino, <strong>Matteo Guardini</strong> e <strong>Stefano Gasparini</strong>, dell&rsquo;Universit&agrave; Iuav di Venezia.</p> <p style="text-align: justify;"> <span style="color: rgb(178, 34, 34);"><strong><br /> QUANDO LA NORMATIVA DIVENTA OPPORTUNIT&Agrave; IMPRENDITORIALE</strong>. <strong>In attesa che il prEN 14351-2 sulle porte pedonali interne si trasformi in norma il serramentista pu&ograve; giocare la carta della riqualificazione</strong>.</span><br /> <br /> Non sempre una nuova legge deve essere accolta come una nuova incombenza: pu&ograve; anche essere considerata un&rsquo;opportunit&agrave;, uno strumento per rendere un prodotto molto competitivo sul mercato. E&rsquo; il caso del progetto di <strong>norma prEN 14351-2</strong>, che dovrebbe regolamentare le prestazioni delle porte interne.</p> <p style="text-align: justify;"> Del progetto si &egrave; discusso questa mattina a TECHNODOMUS, il salone dell&rsquo;industria del legno per l&rsquo;edilizia e il mobile in corso fino a domani a Rimini Fiera, nel convegno proposto dal <strong>Consorzio Nazionale Serramentisti LegnoLegno</strong>, dal titolo &quot;<em><strong>Porte interne: le prestazioni tecniche, i futuri obblighi di norma e le nuove opportunit&agrave; per le aziende.&quot;</strong></em></p> <center> <p> <img alt="" src="https://www.edilizia.com/img/592/0/legnolegno.JPG" style="width: 600px; height: 145px;" /></p> <center> <p style="text-align: justify;"> Come ha fatto rilevare il relatore,<strong> Dottor Umberto De Luca</strong>, dell&rsquo;ufficio tecnico di<strong> LegnoLegno</strong>: <em>&ldquo;Le porte interne sono sempre state legate a esigenze estetiche o di design, ma oggi che &egrave; maggiore l&#39;attenzione alla qualit&agrave; della vita, le migliori prestazioni di questi prodotti, se fatte percepire di qualit&agrave; al cliente, offrono all&#39;imprenditore un&#39;indubbia e importante opportunit&agrave; commerciale. L&#39;innovazione pu&ograve; rendere un prodotto non solo bello, ma anche &ldquo;buono&rdquo;, diventando un&#39;occasione per differenziarsi e aprire nuove vie imprenditoriali&rdquo;.</em></p> <p style="text-align: justify;"> Nel progetto normativo si prevedono una serie di test, alcuni dei quali obbligatori, per verificare le prestazioni della porta in oggetto in merito a: emissione di sostanze dannose, resistenza all&#39;urto, dimensionamento (altezza e larghezza), dispositivo di bloccaggio o di sicurezza, isolamento acustico, trasmittanza termica, permeabilit&agrave; all&#39;aria.</p> <p style="text-align: justify;"> Ad oggi, test effettuati su alcuni campioni hanno rilevato come questi raggiungano con difficolt&agrave; buone classificazioni. L&#39;entrata in vigore della normativa non &egrave; lontana (si parla del 2012), quindi &egrave; meglio iniziare a qualificarsi.</p> <p style="text-align: justify;"> <span style="color: rgb(178, 34, 34);"><strong><br /> E&rsquo; CAMBIATO IL MERCATO, DEVE CAMBIARE ANCHE L&rsquo;IMPRESA. A TECHNODOMUS un convegno dedicato agli imprenditori artigiani</strong></span><br /> <br /> Il calo generalizzato dei fatturati generato dalla crisi ha investito anche le piccole e medie imprese del settore del legno e a TECHNODOMUS, salone dell&rsquo;industria del legno per l&rsquo;edilizia e il mobile, s&rsquo;&egrave; ragionato intorno a quali punti di riferimento riorganizzare le imprese.<br /> <br /> Il convegno, dal titolo &quot;<em><strong>Investire, lavorare, guadagnare: la redditivit&agrave; nell&rsquo;azienda artigiana ha proposto i punti di vista dell&rsquo;imprenditore, dell&rsquo;azienda fornitrice di impianti e del marketing.&quot; </strong></em>L&rsquo;appuntamento &egrave; stato promosso dalla rivista <strong>IDS-L&rsquo;Industria del Serramento.</strong></p> <table align="center" border="0" cellpadding="1" cellspacing="3" style="width: 50px;"> <tbody> <tr> <td> <img alt="" src="https://www.edilizia.com/img/594/0/confartigianato.jpg" style="width: 400px; height: 162px;" /></td> <td> <img alt="" src="https://www.edilizia.com/img/524/0/ceflaLOGO.jpg" style="width: 214px; height: 161px;" /></td> </tr> </tbody> </table> <p style="text-align: justify;"> &ldquo;<em>Sono ormai tramontati i tempi &ndash; </em>ha detto <strong>Samuele Broglio</strong>, presidente di <em><strong>Mestiere Legno</strong></em> di<strong> Confartigianato</strong> <em>&ndash; nei quali era fondamentale produrre la massima quantit&agrave; di serramenti per alimentare il fatturato dell&rsquo;azienda e si era sottoposti ad una alta pressione della domanda. Oggi l&rsquo;impresa &egrave; alle prese con una domanda ridotta, pi&ugrave; selezionata e qualitativa, quindi &egrave; necessario dimensionare la propria capacit&agrave; produttiva con maggiore attenzione. All&rsquo;imprenditore &egrave; chiesto di uscire da una mentalit&agrave; esclusivamente rivolta al reparto di produzione. per riflettere pi&ugrave; globalmente sul futuro. L&rsquo;obiettivo, prima della produttivit&agrave;, diventa ora quello della redditivit&agrave;. Un&rsquo;azienda pu&ograve; essere pi&ugrave; redditizia anche con una produzione pi&ugrave; bassa. Ne consegue l&rsquo;attenzione al dimensionamento della propria tecnologia, serve la macchina adeguata alla produzione, non sovradimensionata. Investimenti sbagliati in questo senso possono affossare l&rsquo;impresa. Oggi pi&ugrave; di ieri l&rsquo;artigiano &egrave; legato all&rsquo;utile, l&rsquo;impresa deve produrre utili, non tante finestre&rdquo;.</em></p> <p style="text-align: justify;"> <strong>Giancarlo Bonzi</strong>, business manager di <strong>Cefla Finishing Group</strong> ha portato all&rsquo;attenzione del pubblico alcuni casi nei quali proprio in coerenza con questi principi &egrave; stato possibile riorganizzare la produzione di piccole imprese.<br /> &ldquo;<em>In Italia &ndash; </em>ha detto Bonzi <em>&ndash; operano circa 3000 imprese nel mondo dei serramenti, concentrate prevalentemente in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Il 70% di queste non supera i 2,6 milioni di fatturato annuo e mediamente vi lavorano 6-7 addetti. Oggi ci troviamo di fronte ad una domanda che cambia, rallentano gli ordinativi dalla grande edilizia e crescono quelli relativi alle ristrutturazioni. Ci&ograve; significa minore standardizzazione, affrontare stili e design vari, una qualit&agrave; superiore e le verniciature &ndash; che conferiscono qualit&agrave; al prodotto - si modificano con frequenza. Molte imprese, per ottimizzare il lavoro portano al loro interno la fase di verniciatura, oggi caratterizzata da una tecnologia altamente flessibile e ingombri ridotti. Oppure aggiungono fasi di lavorazione in coda alla linea di produzione, proprio per aderire con pi&ugrave; precisione alla variet&agrave; della domanda&rdquo;.</em></p> <p style="text-align: justify;"> Infine <strong>Graziano Caimmi</strong> di<em><strong> Gsa Consulting</strong></em> ha trasmesso agli artigiani alcune indicazioni per leggere al meglio il posizionamento dell&rsquo;azienda prima di attivarsi con strategie produttive.<br /> <br /> <span style="color: rgb(178, 34, 34);"><strong><br /> LA RICCHEZZA DEL LEGNO. A TECHNODOMUS un seminario di aggiornamento sull&rsquo;utilizzo del legno in edilizia</strong></span><br /> <br /> &quot;<em><strong>Tetti e case di legno&quot;</strong></em>: un seminario promosso ed organizzato da<strong> Percorsi Legno</strong>, con il coordinamento di <strong>Franco Laner</strong>, professore ordinario di tecnologia e docente di tecnologia delle costruzioni di legno all&rsquo;Universit&agrave; IUAV di Venezia. La giornata di studio ha affrontato il tema della realizzazione di un tetto di legno, con accenni anche ai solai. Al seminario hanno partecipato tecnici di aziende, professionisti e quanti operano a vario titolo nel mondo delle costruzioni di legno. I presenti hanno potuto aggiornarsi sullo stato dell&rsquo;arte della carpenteria e sulla progettualit&agrave;, oltre che sulla conoscenza degli scenari applicativi del legno, sia massiccio, sia lamellare o ricomposto.</p> <p style="text-align: justify;"> Nel corso della giornata l&rsquo;argomento &egrave; stato affrontato da diversi punti di vista. Inizialmente il professor <strong>Laner </strong>ha illustrato i criteri di scelta delle varie tipologie, le specie legnose e le differenze fra il legno massiccio ed i suoi derivati, come il lamellare e Xlam, con approfondimenti sul dimensionato degli elementi strutturali in relazione al Decreto Ministeriale 14.1.2008 sull&rsquo;approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni.<br /> Il professor<strong> Giovanni Zannoni</strong> (facolt&agrave; Ingegneria di Ferrara) &egrave; entrato pi&ugrave; nello specifico tema dei requisiti per il progetto e l&rsquo;esecuzione di un pacchetto di copertura e sui vantaggi di questo isolamento termico per il risparmio energetico estivo ed invernale.</p> <center> <p> <img alt="" src="https://www.edilizia.com/img/595/500/percorsilegno.jpg" style="width: 500px; height: 66px;" /></p> <center> <p style="text-align: justify;"> A seguire, il professor architetto <strong>Stefano Gasparini</strong> (IUAV Venezia/Facolt&agrave; di Architettura) ha mostrato l&rsquo;utilizzo di pannelli a tavole incrociate per illustrare i sistemi costruttivi delle case in legno, indicando anche perch&eacute; progettare costruzioni in legno. Ecco, in sintesi, i punti di forza: <em>&ldquo;Benessere, comfort abitativo, ecocompatibilit&agrave;, sostenibilit&agrave;, protezione termica, costruzione senza ponti termici, traspirante, protezione umidit&agrave;, isolamento acustico elevato, statica e antisismica, prefabbricazione e costruzione a secco, antincendio, durabilit&agrave; (legata alla capacit&agrave; di progettare) e manutenzione, che sono i due aspetti che necessitano di pi&ugrave; attenzione&rdquo;.</em></p> <p style="text-align: justify;"> <em>&ldquo;La cultura del legno &ndash; </em>ha spiegato ancora<strong> Gasparini</strong><em> &ndash; si sviluppa con una sovrapposizione di conoscenze e non si ottiene in poco tempo. Il sapere in questo campo c&#39;&egrave;, tanto &egrave; vero che siamo qui. L&#39;interesse &egrave; elevato e ci sono pure le figure professionali che si vogliono specializzare. Il problema per&ograve; &egrave; la divulgazione, che non dipende dall&#39;universit&agrave;, ma dall&#39;industria. Le due realt&agrave; dovrebbero essere in sinergia. Del legno, tra l&#39;altro, non sono state esplorate tutte le potenzialit&agrave;. Siamo abituati ad esempio ad usarne solo alcune specie (abete, larice..). Ci mancano le specie che abbiamo ma che non usiamo, come la robinia, ad esempio, il pero, il melo, il frassino, l&#39;olmo. Ognuna ha peculiarit&agrave; che possono soddisfare i desideri del committente</em>&rdquo;.</p> <p style="text-align: justify;"> Conclusioni affidate al professor Laner sulla durabilit&agrave;, la manutenzione, i particolari costruttivi e gli interventi di consolidamento.</p> <p style="text-align: justify;"> <em>&ldquo;Appuntamenti come questi organizzati a TECHNODOMUS sono molto utili &ndash; </em>ha sintetizzato il professor <strong>Franco Laner </strong><em>&ndash; perch&eacute; consentono ai progettisti di stare al passo di una tecnologia in continua evoluzione e di una normativa spesso rivista. D&rsquo;altra parte basta girare per i padiglioni e ci si accorge quanto sia possibile oggi realizzare col legno grazie alle macchine disponibili. La casa in legno? E&rsquo; in una fase di grande sviluppo. Sono convinto che su tetti e solai abbiamo conoscenze approfondite, tecnologie straordinarie, materiali perfettamente utilizzabili e una continua diffusione di progettualit&agrave;. Proprio per questo il tema va approcciato in modo corretto. Credo sia onesto sottolineare che all&rsquo;origine vi dev&rsquo;essere una scelta culturale, non solo economica. Un edificio con largo utilizzo di legno &egrave; un edificio qualitativamente migliore, ma le scelte vanno operate con oculatezza ed in base al contesto ambientale&rdquo;.</em></p> <p style="text-align: justify;"> Nel corso del seminario il professor <strong>Laner</strong> ha anche illustrato una tecnica di realizzazione di travi con le quali sostenere ampi solai (risalente al 1600), travi composte da pezzi di dimensioni ridotte e, quindi, perfettamente realizzabili su scala industriale con le macchine a controllo numerico che mette oggi a disposizione il mercato.</p> <p style="text-align: justify;"> &nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"> <br /> &nbsp;</p> </center> </center> </center> </center>