Procura di Torino e 'ndrangheta: Soddisfazione OICE per la decisione di sospendere per tre anni tasse e contributi all'associato che ha denunciato la malavita organizzata

21|10 08:51 2016
L'OICE, l'Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria, esprime soddisfazione per la decisione della Procura della Repubblica di Torino che ha accolto l'istanza dell'associato Mauro Esposito, sospendendolo per tre anni dal pagamento degli adempimenti fiscali e previdenziali.

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L'imprenditore, titolare della società di ingegneria ME Studio associata all’OICE, aveva denunciato le infiltrazioni della 'ndrangheta nel Torinese diventando uno dei testimoni chiave nel cosiddetto “processo San Michele”.

“Siamo molto contenti per Mauro Esposito - afferma Giorgio Lupoi, Vice Presidente OICE con delega agli sviluppi legislativi - un nostro associato cui siamo da tempo molto vicini insieme ad esponenti parlamentari che hanno avuto la sensibilità di comprendere innanzitutto il dramma umano. Il nostro associato ha avuto il coraggio di denunciare le infiltrazioni della 'ndrangheta nel Torinese, territorio in cui opera la sua società di ingegneria, e adesso vive sotto la vigilanza delle forze dell’ordine. Mauro lotta da anni per la sopravvivenza della sua impresa, fortemente messa a rischio dalle conseguenze derivanti da una complessa, difficile e per certi versi assurda vicenda giudiziaria. Sapere che la Procura ha sospeso le sue pendenze verso il fisco e verso Inarcassa, dando un po’ di ossigeno alla sua società, non può che rallegrarci. In primo luogo come cittadini perché, a prescindere da tutto, non è pensabile che nel nostro Paese chi si mette contro la malavita non possa contare su una solidarietà, non di parole, ma di fatti; in secondo luogo ci rallegriamo come imprenditori perché basta poco, anche una sentenza assurda, per finire in situazioni come queste”.

La vicenda di ME Studio nasce da una causa civile che vide il Tribunale di Torino nel dicembre 2013 annullare un contratto di progettazione stipulato con una società immobiliare nel 2006 in virtù della presunta vigenza di una legge fascista del ’39 che faceva divieto di esercitare attività professionale in forma di impresa. In realtà la legge era stata abrogata nel 2011, superata dalla legge Bersani del 1997 e ritenuta inapplicabile alle società di ingegneria da numerose pronunce della Cassazione e anche da altre sentenze successive al 2013: “Auguriamo al nostro associato – ha concluso Lupoi -  di risolvere le sue vicende personali; per parte nostra la non- questione giuridica della legittimità dei contratti stipulati dalle nostre società nel settore privato la riteniamo chiusa non dal 2011 ma dal 1997 e ci auguriamo che con il disegno di legge concorrenza si possa anche chiarirlo definitivamente, in via interpretativa, per evitare che incubi come quello che vive Mauro Esposito non si abbiamo a ripetere”.


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