Confidi ammortizzatori della crisi per 700.000 artigiani

21|12 16:30 2010
I Confidi, veri e propri “ammortizzatori sociali”, hanno contribuito ad attenuare l'impatto della crisi per artigiani e piccole imprese sul fronte dell'accesso al credito. Nell'anno 2009 hanno erogato quasi 7,5 miliardi di finanziamenti garantiti a circa 700.000 artigiani e piccole imprese, facendo...

<p style="text-align: justify; "> <img alt="" src="https://www.edilizia.com/img/2276/0/artigiani-piccole-imprese.jpg" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px; float: left; width: 300px; height: 212px; " />I Confidi, veri e propri <strong><em>&ldquo;ammortizzatori sociali&rdquo;</em></strong>, hanno contribuito ad attenuare l&rsquo;impatto&nbsp;della <strong>crisi per artigiani e piccole imprese</strong> sul fronte dell&rsquo;accesso al credito.<br /> <br /> Nell&rsquo;anno<strong> 2009 </strong>hanno erogato quasi <strong>7,5 miliardi di finanziamenti garantiti </strong> a circa&nbsp;<strong>700.000 artigiani e piccole imprese</strong>, facendo registrare<strong> una crescita del 18,5%</strong> (pari a&nbsp;oltre 1 miliardo) rispetto al 2008 quando i finanziamenti concessi dai Confidi sono stati 6,2 miliardi.<br /> <br /> Alla fine del 2009 l&rsquo;ammontare dei <strong>finanziamenti garantiti in essere ha superato i 13 miliardi di euro</strong>. La tendenza positiva &egrave; confermata anche nel 2010:<strong> tra&nbsp;gennaio ed agosto</strong> di quest&rsquo;anno i Confidi artigiani hanno erogato garanzie per<strong> 3 miliardi.</strong><br /> <br /> <strong>Due terzi</strong> dei finanziamenti concessi alle imprese artigiane sono stati garantiti dai&nbsp;<strong>Confidi &lsquo;107&rsquo;</strong>, vale a dire i<strong> 19 Confidi</strong> artigiani iscritti nell&rsquo;Elenco degli intermediari finanziari&nbsp;vigilati dalla Banca d&rsquo;Italia.<br /> <br /> La fotografia dell&rsquo;attivit&agrave; dei<strong> 166 Confidi </strong> artigiani &egrave; scattata nella quattordicesima&nbsp;<strong>edizione della ricerca </strong>presentata oggi a Roma da<strong> Fedart Fidi</strong>, la Federazione Nazionale&nbsp;Unitaria dei Consorzi e Cooperative Artigiane di Garanzia promossa da <strong>Confartigianato,&nbsp;Cna </strong>e<strong> Casartigiani</strong> e presieduta da <strong>Daniele Alberani.<br /> </strong><br /> Nel 2009<strong> ciascun Confidi </strong>ha garantito in media finanziamenti per circa <strong>45 milioni</strong>. Si mantiene elevato il grado di penetrazione del sistema Confidi nel comparto artigiano, pari al&nbsp;<strong>39%</strong>, a conferma del fatto che quasi<strong> 1 imprenditore artigiano su 2 si rivolge ai Confidi&nbsp;</strong>per dare soluzione alle proprie esigenze finanziarie e di rapporto con il sistema bancario, per &nbsp;quanto si manifesti una progressiva apertura verso altri settori.<br /> <br /> La<strong> classifica delle regioni pi&ugrave; attive nel 2009</strong> vede<strong> in testa il Veneto </strong> con 1.322&nbsp;milioni di euro di finanziamenti garantiti nel 2009 dai Confidi artigiani. Al secondo posto la<strong>&nbsp;Toscana</strong> con 1.226 milioni, al terzo posto la <strong>Lombardia</strong> con 1.204 milioni e al quarto posto&nbsp;si colloca l&rsquo;<strong>Emilia Romagna</strong> con 907 milioni. Analizzando in particolare il solo comparto dell&rsquo;artigianato, il sistema dei Confidi ha&nbsp;<strong>garantito al 31 dicembre 2009 un quinto dei finanziamenti complessivamente&nbsp;erogati dalle banche alle imprese del settore</strong>, per un importo di circa 11 miliardi di&nbsp;euro, con punte che salgono al 28% nelle regioni del centro Italia.<br /> <br /> Il 2009 ha rappresentato per il sistema dei Confidi anche l&rsquo;anno della <strong>trasformazione</strong>&nbsp;delle strutture di maggiori dimensioni<strong> in intermediari finanziari &ldquo;107&rdquo;</strong>. Un traguardo&nbsp;importante, per i benefici che &egrave; in grado di apportare alle imprese ma anche per i maggiori &nbsp;costi che impone, e impegnativo per gli ingenti investimenti economici e l&rsquo;adeguamento&nbsp;organizzativo che ha determinato a carico dei Confidi che hanno intrapreso questo iter.<br /> <br /> Tuttavia, i Confidi <strong>non coincidono </strong>e non possono coincidere con la figura&nbsp;dell&rsquo;<strong>intermediario finanziario puro</strong>. Il sistema, infatti, si riconosce nei valori della&nbsp;mutualit&agrave; e della prossimit&agrave; alle imprese e ai territori e opera in un contesto di natura&nbsp;associativa secondo una logica di rappresentanza delle imprese: per queste ragioni non agisce in una unica dimensione strettamente di mercato n&eacute; adotta le sole regole fissate da&nbsp;questo.<br /> <br /> Al fine di rafforzare ulteriormente la propria capacit&agrave; di sostenere l&rsquo;economia reale del &nbsp;paese, il sistema ha proseguito nel forte<strong> processo di razionalizzazione,</strong> perseguito ormai &nbsp;da quasi un decennio attraverso ulteriori processi di aggregazione e fusione, passando da&nbsp;414 strutture del 2000 alle 166 del 2009. Grazie all&rsquo;efficienza e all&#39;efficacia nel valutare&nbsp;l&#39;affidabilit&agrave; delle imprese e all&rsquo;approfondita conoscenza della realt&agrave; produttiva locale, i Confidi hanno conseguito, nel 2009, un <strong>tasso di sofferenza medio pari al 4,2%</strong> rispetto al&nbsp;tasso medio di sofferenze del 7,4% registrato dal sistema bancario per i finanziamenti al&nbsp;settore artigiano. Ci&ograve; &egrave; anche il risultato della buona capacit&agrave; di valutazione del merito di &nbsp;credito delle imprese associate da parte dei Confidi, e del loro <strong>rapporto positivo con il sistema bancario (</strong>sono circa <strong>1.700 le convenzioni sottoscritte</strong>).<br /> <br /> A fronte dei risultati evidenziati nella ricerca, il <strong>Presidente di Fedart Fidi Daniele Alberani sollecita <em>&ldquo;interventi di rafforzamento patrimoniale dei Confidi per ottimizzarne il ruolo di facilitatori dell&rsquo;accesso al credito per le Pmi e di&nbsp;ammortizzatori degli effetti della crisi&rdquo;.</em></strong><em> &ldquo;Le storiche difficolt&agrave; delle piccole imprese&nbsp;nell&rsquo;accesso al credito bancario &ndash; </em>sottolinea Alberani <em> &ndash; sono ora diventate ancora pi&ugrave;&nbsp;critiche. E&rsquo; quindi ancora pi&ugrave; urgente potenziare questi strumenti di mutualismo solidaristico&nbsp;capillarmente diffusi in tutto il Paese, valorizzando la loro funzione fondamentale che &nbsp;consiste nel fornire garanzie per consentire ai piccoli imprenditori di ottenere i finanziamenti necessari ad effettuare investimenti e creare occupazione&rdquo;. &nbsp;</em></p>


Uretek