Qualità professionale certificata

28|06 19:09 2010
L'Italia raccoglie l'invito dell'Unione Europea partendo dalla normazione volontaria UNI....

<p style="text-align: justify;"> Secondo i dati del Censis 2009, sono 3,5 milioni i lavoratori che appartengono a professioni non regolamentate, ossia sprovviste di ordine o collegio. Le professioni hanno un ruolo fondamentale per il miglioramento della competitivit&agrave;, in quanto rappresentano un fattore chiave di valorizzazione per le imprese, per la qualit&agrave; dei prodotti e dei processi, a vantaggio dei consumatori.<br /> <br /> In Italia si &egrave; lasciata la possibilit&agrave; di esercitare le professioni non regolamentate a chiunque, anche senza avere alcun requisito tecnico e di formazione, poich&eacute; manca un sistema che permetta di dichiarare e garantire - in modo non autoreferenziale - le prestazioni professionali fornite.<br /> L&rsquo;Unione Europea ha fortemente stimolato un processo di normalizzazione ossia di regolamentazione attraverso la normazione volontaria in questo settore, attraverso la direttiva <strong>2006/123/CE </strong>relativa ai <em>&ldquo;servizi nel mercato interno&rdquo;.</em> Una proposta di legge presentata il 20 novembre 2008 alla Camera (n. 1934) ricorda che <strong>l&rsquo;art. 15 della Carta dei diritti fondamentali dell&rsquo;Unione Europea collega inequivocabilmente il principio della libera iniziativa economica al principio della libert&agrave; professionale</strong>. La combinazione di questi principi impone da una parte la possibilit&agrave; per il professionista di scegliere la propria attivit&agrave; ma dall&rsquo;altra obbliga anche i poteri pubblici a rimuovere gli ostacoli che impediscano l&rsquo;esercizio di tale libert&agrave;, dalla quale dipende anche la libert&agrave; di scelta dell&rsquo;utente, ossia il consumatore.<br /> Un ruolo importante spetta al Legislatore che si &egrave; gi&agrave; attivato in questo senso con la gi&agrave; menzionata proposta di legge e da successive proposte bi-partisan. Nel frattempo, per&ograve;, seguendo le linee guida del <strong>CEN</strong> (CEN Guide 14:2010), <strong>ASSOPROFESSIONI</strong> ha avviato con l&rsquo;UNI l&rsquo;iter per il riconoscimento delle professioni tramite la stesura di norme tecniche per ogni professione radicata nella nostra economia, al quale pu&ograve; seguire la certificazione indipendente e accreditata dal sistema regolato da <strong>ACCREDIA.</strong><br /> Il percorso intrapreso permetterebbe in tempi ragionevoli al cittadino di distinguere il professionista competente e aggiornato dall&rsquo;improvvisatore, qualificando e regolamentando il mercato pur nella libert&agrave; di esercizio.<br /> <br /> Il sistema professionale italiano ha cos&igrave; l&rsquo;opportunit&agrave; di aderire a un percorso normativo che pu&ograve; portare al riconoscimento de facto delle professioni non regolamentate in una logica di miglioramento continuo. Il campo di applicazione &egrave; molto vasto e riguarda anche le professioni, intellettuali o ad elevato contenuto intellettuale, comprese quelle gi&agrave; regolamentate. Grazie alla normazione UNI, sar&agrave; infatti possibile delineare le specialit&agrave;, all&rsquo;interno delle singole professioni e consentire anche la relativa certificazione.<br /> &ldquo;<em>Il modello di qualificazione delle professioni che proponiamo &ndash; </em>spiega <strong>Piero Torretta presidente UNI</strong> <em>- ricalca sostanzialmente i decenni di esperienza di applicazione del medesimo modello nell&#39;ambito della caratterizzazione dei prodotti, e pi&ugrave; recentemente anche della qualificazione dei servizi. Ai sensi dei Regolamenti comunitari del 2008, infatti, la sorveglianza del mercato pu&ograve; utilizzare la via della certificazione volontaria di prodotti, sistemi, processi, servizi, persone ed organizzazioni seguendo quindi un approccio di autoregolamentazione del mercato libero. Il sistema punta sulla condivisione di specifiche tecniche da parte dei soggetti competenti nelle filiere socio-economiche di interesse e sull&rsquo;intervento di un soggetto terzo di verifica della conformit&agrave; a dette specifiche (certificazione)&rdquo;</em>.<br /> <br /> Il sistema che <strong>ASSOPROFESSIONI, UNI </strong>e<strong> ACCREDIA </strong>intendono mettere in moto &egrave; un meccanismo utile ai professionisti e agli utenti, assolutamente volontario, in grado di mettere in evidenza la qualit&agrave; delle attivit&agrave; dei professionisti che saranno stimolati ad un periodico aggiornamento e verifica.<br /> La norma &egrave; in grado di garantire il plus di valore della preparazione e prestazione professionale, la certificazione pu&ograve; attestare e dare riconoscibilit&agrave; a questa preparazione in favore dei consumatori.</p> <p style="text-align: justify;"> Come ultimo anello del sistema di assicurazione della qualit&agrave;, <strong>ACCREDIA</strong> &ndash; che &egrave; l&rsquo;ente di accreditamento ufficialmente designato dal Governo - andr&agrave; a verificare l&rsquo;idoneit&agrave; degli standard utilizzati dai vari enti di certificazione. L&rsquo;accreditamento garantisce che gli enti di certificazione delle figure professionali operino seguendo principi di competenza, indipendenza ed imparzialit&agrave; ben codificati. Inoltre, avendo ACCREDIA sottoscritto gli accordi internazionali di mutuo riconoscimento, le certificazioni rilasciate sotto l&rsquo;accreditamento dell&rsquo;ente italiano sono in pratica riconosciute in tutto il mondo.</p> <p style="text-align: justify;"> &ldquo;<em>Sono circa 80 mila &ndash; </em>spiega <strong>Antonio Paoletti</strong>, vicepresidente di ACCREDIA <em>- le figure professionali ad oggi certificate sotto accreditamento. Tra queste, si contano auditor, progettisti, addetti a macchinari speciali, ma anche nuove figure professionali come il certificatore energetico degli edifici. Gli organismi di certificazione professionale sono infatti in grado di operare anche in settori &#39;nuovi&#39;, verificando puntualmente una particolare professionalit&agrave; in riferimento alla normativa internazionale e controllandone attraverso periodiche visite di sorveglianza il necessario aggiornamento</em>&rdquo;.</p> <p style="text-align: justify;"> &ldquo;<em>La problematica legata alle professioni &egrave; particolarmente sentita in un momento di crisi come questo &ndash; </em>aggiunge<strong> Giorgio Berloffa</strong> presidente di<strong> ASSOPROFESSIONI </strong><em>&ndash; e l&rsquo;Unione Europea impone a tutti gli Stati membri di favorire una certificazione dei servizi, per mettere in condizione gli utenti di riconoscere il professionista competente. Solo in questo modo si realizzer&agrave; effettivamente la libert&agrave; del professionista e del consumatore</em>&rdquo;.</p> <p style="text-align: justify;"> A proposito della normazione europea sulla qualificazione professionale, negli ultimi anni, UNI ha condotto i lavori europei del <strong>Working Group 192</strong> per la redazione delle regole per la stesura di documenti normativi sulla qualificazione professionale e nello scorso mese di aprile &egrave; stato pubblicata la <strong>Guida CEN 14.</strong> Si tratta di un importante documento europeo che di fatto attesta formalmente la possibilit&agrave; di ricorso alle norme tecniche per la qualificazione delle professioni, che ha gi&agrave; registrato decine di esempi in passato, ma in totale assenza di una guida per l&#39;approccio al problema ed alla redazione di norme. In pratica, le regole CEN, e UNI, fino a ieri specificavano come si scrive una norma di prodotto, ma non una norma sulla qualificazione professionale.</p>