Roma più radioattiva di Chernobyl

19|03 07:40 2011
Il segretario del Comitato Italiano Rilancio Nucleare (Cirn), Giorgio Prinzi, ingegnere esperto nel campo della radioattività ha dichiarato che se dovesse arrivare una nube radioattiva sull'Italia, i romani sarebbero già vaccinati, essendo abituati già a vivere in una zona radioattiva. Se a Chernob...

Il segretario del Comitato Italiano Rilancio Nucleare (Cirn), Giorgio Prinzi, ingegnere esperto nel campo della radioattività ha dichiarato che se dovesse arrivare una nube radioattiva sull'Italia, i romani sarebbero già vaccinati, essendo abituati già a vivere in una zona radioattiva

Prinzi conferma quanto dichiarato dal ministro della Salute Fazio, fornendo un dato sorprendente: a Roma la quantità di radioattività è superiore a quella presente nella zona rossa di Chernobyl. Infatti, se a Chernobyl la zona rossa registra un valore di 500 Rem (misura della dose di radiazioni necessaria a produrre un effetto biologicamente dannoso), in tutti i lastricati di Roma messi insieme si raggiungono ben 800 Rem, a causa dei sampietrini contenenti torio.

Nelle catacombe di Priscilla si arriva, pensate a 4800 Rem, mentre la Stazione di New York, costruita quando ancora non erano stati studiati i fenomeni della radioattività, ha ben 1000 Rem, il doppio di Chernobyl.

Secondo Prinzi l'alto livello di radiazioni a Roma non rappresenta un problema per la salute, non risultando incidenze anomale, rispetto alle medie, di neoplasie o mali. Se l'Italia venisse investita da una nube dal Giappone i romani sarebbero 'vaccinati' e dunque meno esposti ai danni da radiazioni.

Secondo Prinzi non è possibile che la nube arrivi in Italia dal Giappone, dato che i rilasci sono stati bassi, la ricaduta è vicina al reattore e i venti spirano verso l'oceano. In ogni caso è meglio non mangiare pesce che arriva dal Giappone, anche se è ancora presto per capire i rischi reali