Progetto Concrete in Abruzzo

29|09 17:07 2009
Costruire in modo sicuro e durevole. Consegnate 164 piattaforme in calcestruzzo armato....

<p align="justify">La ricostruzione delle zone terremotate dell&rsquo;Abruzzo procede. <strong>Sono state consegnate le</strong> <strong>164 piattaforme in calcestruzzo armato con la consulenza tecnica di Progetto Concrete</strong>, sulle quali sono in fase di realizzazione altrettanti edifici previsti dal Progetto C.A.S.E. La costruzione delle piastre ha avuto un costo di circa 117 milioni di euro su una spesa complessiva, ad oggi, per la realizzazione totale degli edifici di circa 290 milioni di euro (numero in continua evoluzione in funzione della produzione giornaliera).</p><p align="justify">L&rsquo;importanza delle piattaforme come <strong>garanzia antisismica</strong> ha portato il <em>Consorzio</em> <em>ForCASE</em>, delegato dal <em>Dipartimento della Protezione Civile</em> per , ad individuare in <em>Progetto Concrete1</em> il soggetto tecnico pi&ugrave; autorevole a svolgere la funzione di assistenza tecnica sia rispetto alla fase di prescrizione che di realizzazione delle piattaforme. Si tratta di un importante riconoscimento dell&rsquo;impegno e della qualit&agrave; del lavoro svolto da Progetto Concrete in oltre tre anni di attivit&agrave; capillare sull&rsquo;intero territorio nazionale.</p><p align="justify"><em>&ldquo;L&rsquo;assistenza sui cantieri &egrave; stata continua e particolarmente impegnativa</em> - commenta <strong>Andrea Bolondi</strong><em>,</em> coordinatore di Progetto Concrete e vice presidente di ATECAP - <em>perch&eacute; ha seguito passo passo le forniture di calcestruzzo che si sono avvicendate 24 ore su 24. Considerata l&rsquo;importanza dell&rsquo;intervento e il valore anche civile del programma abbiamo ritenuto utile che tutti gli otto ingegneri specializzati di Progetto Concrete collaborassero e si confrontassero con questa esperienza. Tutti ne abbiamo tratto un arricchimento non solo tecnico, ma anche umano.&rdquo; </em></p><p align="center"><img height="195" align="middle" width="542" src="https://www.edilizia.com/edil_imgs/grandi/porgconcrete.jpg" alt="porgconcrete.jpg" /></p><p align="justify">Per <strong>Gaetano Manfredi</strong>, Professore dell&rsquo;Universit&agrave; di Napoli Federico II e componente del Comitato Scientifico del Progetto C.A.S.E. <em>&ldquo;il contributo di Progetto Concrete &egrave; stato molto utile fin dalla fase di prescrizione, garantendo che le specifiche del calcestruzzo utilizzato rispondessero alle caratteristiche tecniche individuate. La presenza sul campo degli ingegneri specializzati ha funzionato da stimolo per le imprese che hanno realizzato le piastre e ha garantito una rigorosa rispondenza tra quanto prescritto e quanto realmente fatto in fase di messa in opera. Si &egrave; trattato di un'esperienza estremamente positiva che dimostra la possibilit&agrave; di lavorare proficuamente in una collaborazione fra pubblico e privato con l&rsquo;obiettivo comune di garantire la sicurezza del costruito&rdquo;</em></p><p align="justify">Le prescrizioni sul calcestruzzo sono state redatte, dagli ingegneri di Progetto Concrete, per rispettare le richieste delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni di considerare anche l&rsquo;ambiente di progetto al fine di garantire la durabilit&agrave; necessaria alle opere. Inoltre la scelta di calcestruzzi ad alta fluidit&agrave;, S5 e SCC, ha contribuito a migliorare i processi realizzativi in termini di velocit&agrave; esecutiva e qualit&agrave; del risultato finale.<br /> <em>&ldquo;Noi siamo convinti - </em>continua Andrea Bolondi <em>- che per qualificare realmente il processo produttivo del costruire si debba poter contare su una crescita culturale della progettazione, ma soprattutto sia necessario un rigido controllo tecnico sulle caratteristiche dei materiali utilizzati e sulla reale rispondenza tra prescrizione e messa in opera. Sottovalutare questo aspetto rende purtroppo inutili molti buoni propositi e non d&agrave; le garanzie di durabilit&agrave; e di sicurezza che l&rsquo;esperienza tragica del terremoto ha fatto emergere come una necessit&agrave; imprescindibile in un Paese civile.&rdquo;</em></p>


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