Mitigare il rischio di liquefazione dei terreni: la soluzione GEOSEC per la sicurezza della scuola “Armando Diaz”di Borghetto (PD) - GEOSEC Group

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Con il tempo l’edificio presentava la necessità di interventi di miglioramento sismico anche in relazione al rischio liquefazione dei terreni di fondazione.

La liquefazione dei terreni è un fenomeno naturale legato conseguente ad eventi sismici significativi, su terreni sabbiosi in presenza di acque di falda. Più precisamente durante scosse con magnitudo superiori ai 4.2 della scala Richter l’edificio rischierebbe di sprofondare nel terreno sabbioso con il grave rischio di comprometterne la sicurezza e funzionalità. Il fenomeno inoltre favorisce fratture nel sottosuolo ed espulsione di acque, sabbie e fanghi in superficie.    

Gli studi geologici del sottosuolo di fondazione della scuola “Diaz” mettevano in luce un importante rischio di liquefazione, rendendo necessario un intervento specifico di mitigazione.

La soluzione brevettata LIQUEMIT di GEOSEC per la mitigazione del rischio liquefazione: metodo e risultati ottenuti.

Per mitigare il rischio di liquefazione sismica GEOSEC® ha sviluppato una propria tecnologia brevettata e denominata LIQUEMIT®, che migliora le prestazioni meccaniche dei volumi di terreno interessati dal rischio, mediante l’iniezione di una speciale e innovativa resina in grado di consolidare vantaggiosamente gli strati liquefacibili secondo condizioni di sicurezza indicate dal progettista e dalle norme tecniche di riferimento.

Nel caso della Scuola Diaz di Borghetto (PD) «I lavori sono iniziati con test preliminari in una zona contigua al fabbricato - racconta l’ing. Marco D’attoli, responsabile dell’ufficio tecnico GEOSEC - In particolare in quella porzione di terreno abbiamo eseguito dei test penetrometrici specifici e delle indagini geofisiche in tomografia di resistività elettrica 3D e 4D a supporto di iniezioni mirate di resina consolidante LIQUEMIT. In questo modo si è potuto verificare la più adeguata procedura per il miglioramento del fattore di sicurezza richiesto dal progettista. Conseguentemente, abbiamo poi provveduto a replicare il lavoro nell’impronta fondale dell’edificio».

Dunque le analisi preliminari hanno vantaggiosamente permesso di ben comprendere l’approccio vincente al consolidamento dei 350 metri quadrati di fondazione. Come previsto dalla tecnologia LIQUEMIT® sono stati effettuati dei piccoli fori dal diametro di 30 millimetri per l’iniezione di resina in modo mirato. Sono state ben 900 le iniezioni di resina multi livello necessarie per mitigare il rischio di liquefazione, sempre monitorate costantemente tramite tomografia di resistività 4D con immagini in tempo quasi reale del terreno in fase di consolidamento.

«Con il metodo LIQUEMIT® abbiamo trattato uno strato di terreno che va dai due metri e mezzo fino ai sette metri e mezzo di profondità dal piano campagna - conclude l’ing. D’Attoli - Abbiamo coperto tutta l’impronta fondale e le prove penetrometriche post-intervento, in ambiente simulato per sisma di magnitudo pari a 5,12 della scala Richter, hanno mostrato un incremento medio nello strato trattato della resistenza alla punta di circa il 197% e della resistenza all’attrito laterale di circa il 147%».

Ma i vantaggi del metodo LIQUEMIT® non sono soltanto nel risultato finale. Altrettanto importanti sono le specifiche del metodo e dei materiali utilizzati. Infatti con il metodo LIQUEMIT® non occorrono iniezioni in pressione e non ci sono dispersioni anomale e non controllate di miscele nel terreno; le resine hanno una funzione legante che consente di trasformare l’intorno dell’iniezione in un agglomerato volumetrico tutt’uno con le sabbie e gli inerti nel terreno e hanno un peso specifico inferiore all’acqua e dunque non appesantiscono il sottosuolo dopo il trattamento. Le iniezioni possono essere condotte sia dentro che fuori dall’edificio senza impiego di trivelle pesanti e soprattutto senza demolizioni. Infine la procedura LIQUEMIT® è stata oggetto di numerose verifiche da parte del servizio sismico geologico della regione Emilia Romagna in luogo di interventi autorizzati nel cratere dell’evento sismico 2012.

La scuola “Diaz” è stata così inaugurata nuovamente prima dell’inizio dell’anno scolastico con un ambiente nuovamente in sicurezza. «L’inaugurazione della scuola dopo gli interventi di messa in sicurezza è il simbolo di un lavoro di squadra vincente - afferma Gerry Boratto, sindaco di San Martino in Lupari - GEOSEC ha effettuato i lavori di consolidamento dei terreni e delle fondazioni rispettando i tempi di lavorazione e mostrando la capacità di effettuare delle modifiche importanti in tempi rapidi».

Guarda il video dell’intervento:

 

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