Presentato prototipo della casa del futuro

01|12 00:01 2008
Il 29 novembre presso l'Università di Parma è stato presentato il CUBOTTO...

<div align="justify"><p align="center"><strong><font face="Arial" size="3"><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial; font-weight: bold;">Il 29 novembre presso l&rsquo;Universit&agrave; degli studi di Parma &egrave; stato presentato il CUBOTTO: primo prototipo di edificio sostenibile realizzato con tecnologia stratificata a secco.</span></font></strong></p><p>Il Professor <strong>Paolo Bertozzi</strong>, docente del Corso di Tecniche Industriali Edili presso la Facolt&agrave; di Architettura dell&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Parma e componente del gruppo di ricerca coordinato dal Prfessor Ivo Iori, ha introdotto l&rsquo;evento, sottolineando l&rsquo;importanza e la novit&agrave; nel panorama nazionale di questa collaborazione di studio e ricerca tra pubblico e privato, lasciando poi la parola alla professoressa <strong>Agnese Ghini</strong>, ricercatrice di Tecnologia dell&rsquo;Architettura presso il Dipartimento di Ingegneria Civile, dell&rsquo;Ambiente e del Territorio e architettura a Parma.</p><p>La professoressa Ghini ha illustrato gli aspetti fondamentali della tecnica costruttiva ed i vari passi della ricerca che l&rsquo;Universit&agrave; si appresta ad effettuare, vale a dire una serie di misure e controlli per verificare le prestazioni dell&rsquo;edificio nelle diverse situazioni climatiche in termini di trasmittanza e di inerzia termica.<br />Questa ricerca, ha ricordato <strong>Carlo Bucci</strong>, Presidente del Consorzio esi, &egrave; frutto della collaborazione tra l&rsquo;Universit&agrave; di Parma, <strong>Consorzio esi</strong>, BPB S.p.a e Celenit S.p.a. Il Consorzio esi, ha poi affermato Carlo Bucci, &egrave; una realt&agrave; imprenditoriale di Parma che ha fatto della sostenibilit&agrave; ambientale la sua mission. Esi infatti &egrave; proprio l&rsquo;acronimo di Edilizia Sostenibile Innovativa, i cui soci fondatori sono C e P Consulenza e progetti, Bucci S.p.a., Bergamaschi Costruzioni, Elettromeccanica parmense ed Inlon.</p><p>Da quasi due anni l&rsquo;universit&agrave; e il Consorzio esi hanno siglato il protocollo di ricerca e il <strong><font color="#ff0000">CUBOTTO</font></strong> e uno dei passi fondamentali e concreti di questo studio che permetter&agrave; la raccolta di dati e potenzier&agrave; l&rsquo;efficacia dei modelli e dei pannelli che verranno prodotti in futuro.<br />L&rsquo;importanza che riveste per il Consorzio esi l&rsquo;individuazione delle tecniche pi&ugrave; appropriate in relazione a prefissati livelli prestazionali e alle specifiche condizioni microclimatiche locali, ha trovato eco nel polo Universitario Parmigiano, che si &egrave; particolarmente specializzato nelle nuove tecniche di ecosostenibilit&agrave;.</p><p align="center"><img height="480" border="1" width="640" src="https://www.edilizia.com/edil_imgs/grandi/cubotto.jpg" alt="cubotto.jpg" /></p><p>La partnership tra la Facolt&agrave; di architettura e il consorzio esi, inoltre ha dato vita a diverse iniziative:</p><ul><li>il convegno <em><strong>Tecniche per una casa sostenibile costruita &ldquo;a secco&rdquo;</strong></em>, che ha dato il via alla collaborazione tra Consorzio ed Universit&agrave;</li></ul><ul><li>un corso dal titolo &ldquo;<em><strong>Architettura e Sostenibilit&agrave;. Corso di aggiornamento edizione 2008</strong></em>&rdquo; realizzato in collaborazione con l&rsquo;ordine degli architetti e l&rsquo;ordine degli ingegneri di Parma</li></ul><p>Uno degli aspetti fondamentali della ricerca riguarda i materiali. Proprio sulle specifiche tecniche dei materiali sono intervenuti <strong>Vincenzo de Astis</strong>, di BPB Italia e <strong>Piero Svegliado</strong>, direttore Generale di Celenit S.p.a. <br /><br />La presentazione &egrave; proseguita poi con la visita guidata all&rsquo;edificio sperimentale realizzato a pochi passi dalle aule di inegneria nel Campus Universitario di Parma.<br />Tutti i presenti hanno potuto toccare con mano il prototipo e ricevere molte informazioni tecniche di grande interesse non solo per chi studia la casa del futuro ma anche per chi gi&agrave; adesso vuole costruire o farsi progettare la &ldquo;casa ecologica&rdquo;: Tutti hanno ammesso che la percezione che hanno avuto &egrave; quella di una casa tradizionale in muratura, l&rsquo;edificio infatti &egrave; intonacato internamente e rivestito esternamente come una casa in muratura. Per molti questo &egrave; stata una sorpresa in quanto i pi&ugrave; pensavano di trovarsi al cospetto di una casa sostanzialmente di legno con &ldquo;classiche&rdquo; pareti in cartongesso. <br />Niente di tutto questo, una casa come siamo abituati a vedere, progettata e non prefabbricata, con la sostanziale differenza che i materiali usati consentono risparmi considerevoli e un comfort assai maggiore dovuto al minor tempo di funzionamento degli impianti di climatizzazione. Nessuna rinuncia quindi alle qualit&agrave; delle tecniche tradizionali, ma un grande passo avanti nel risparmio energetico e nella sostenibilit&agrave; ambientale.<br /><strong><br />Tecnologia stratificata a secco </strong></p><p><img hspace="8" height="225" border="1" align="right" width="250" vspace="8" src="https://www.edilizia.com/edil_imgs/grandi/tecnologia_stratificata_secco.jpg" alt="tecnologia_stratificata_secco.jpg" /></p><p>Il paradigma della <strong>costruzione stratificata a secco</strong> prevede tre stadi funzionali:</p><ul><li><strong>involucro esterno </strong></li><li><strong>struttura </strong></li><li><strong>involucro interno </strong></li></ul><p>e una forte integrazione con l&rsquo;impiantistica dell&rsquo;edificio.</p><p>Se si analizzano le normative europee relative al <strong>risparmio energetico</strong> e si valutano le efficienze energetiche degli edifici realizzati con tecniche laterocementizie a umido, si desume facilmente la necessit&agrave; di nuove soluzioni, in linea con esempi europei e americani, il cui fine sia quello di realizzare edifici <strong>realmente sostenibili e poco energivori</strong>.<br />Questa necessit&agrave;, viene poi amplificata dall&rsquo;introduzione nel nostro paese di nuove normative <strong>antisismiche</strong>, di <strong>contenimento energetico</strong> e di <strong>abbattimento sonoro</strong>, che inevitabilmente aumentano considerevolmente, in particolar modo in un sistema tradizionale, l&rsquo;uso dei materiali.</p><p>La costruzione stratificata a secco, denominata anche S/R (<strong>Struttura-Rivestimento</strong>), minimizza l&rsquo;uso dei materiali, consente una <strong>progettazione mirata </strong>ai reali requisiti di qualit&agrave; ed alte prestazioni di risparmio energetico, fa uso di prodotti di derivazione industriale di alta qualit&agrave; e certificati, e consente una grande libert&agrave; di espressione architettonica ed estetica, libera da vincoli di sistemi prefabbricati.<br />Il sistema S/R &egrave; quello che meglio di tutti attualmente risponde, per <strong>qualit&agrave; ed economicit&agrave;</strong>, ai concetti di casa passiva, della biologia dell&rsquo;abitare e della casa intelligente, concetti sempre pi&ugrave; importanti nella progettazione di nuova concezione.</p><p>Lo sviluppo dell&rsquo;industrializzazione della produzione di elementi costruttivi e di dispositivi di supporto e di connessione per l&rsquo;edilizia, predispongono il settore delle costruzioni verso una sua modernizzazione, che deve prevedere una <strong>razionalizzazione delle fasi di produzione </strong>mediante sistemi sempre pi&ugrave; meccanici.<br />La tettonica dei sistemi Struttura/Rivestimento segue, infatti, un processo meccanico: gli elementi costruttivi esistono gi&agrave;, sono stati prodotti per la quasi totalit&agrave; industrialmente e, in cantiere, essi devono essere connessi gli uni agli altri seguendo un <strong>Progetto Integrato</strong>.<br />Una adeguata Progettazione Integrata e la possibilit&agrave; di reperire sul mercato, sia elementi industrializzati per la costruzione di strutture in acciaio o legno, che nuovi materiali per la realizzazione di rivestimenti con stratificazioni prestazionali, creano le condizioni per realizzare concretamente e a <strong>costi controllati</strong> edifici con sistemi S/R.</p></div>