Stralcio dell'art 29 del DL 185/08

12|12 00:00 2008
Il sistema delle costruzioni dice no all'eliminazione degli incentivi sul risparmio energetico...

<div align="justify"><p>La decisione del governo di inserire nel dl anticrisi l&rsquo;articolo 29 comporta di fatto l&rsquo;eliminazione dal nostro ordinamento degli incentivi per promuovere gli interventi mirati al risparmio energetico. Si tratta di una scelta incomprensibile rispetto sia all&rsquo;urgenza di sostenere l&rsquo;economia reale del Paese nonch&eacute; rispetto agli stessi obiettivi di contenimento dei consumi di energia fissati dal protocollo di Kyoto.</p><p>ANCE, ANIE, ANIMA, ASSISTAL, FEDERBETON, FEDERCHIMICA, FEDERLEGNO-ARREDO, FINCO e OICE esprimono congiuntamente forte contrariet&agrave; del sistema delle costruzioni al sostanziale depotenziamento dell&rsquo;incentivo del 55% per il risparmio energetico deciso dal governo.</p><p>E&rsquo; necessario che il governo riveda questa scelta stralciando l&rsquo;articolo 29 dal testo del provvedimento. Se ci&ograve; non avverr&agrave; ne deriveranno pesantissime conseguenze per l&rsquo;economia complessiva del Paese. La norma infatti colpir&agrave; duramente non solo l&rsquo;ampio tessuto imprenditoriale che opera in questo comparto, con gravi conseguenze anche a livello occupazionale, ma anche le tantissime famiglie che hanno in programma di realizzare, o hanno gi&agrave; realizzato, interventi di riqualificazione energetica della loro abitazione contando sui benefici previsti.</p><p>N&eacute; possono bastare le ultime, seppur positive, dichiarazioni del ministro Tremonti, che ha annunciato l&rsquo;intenzione di eliminare la retroattivit&agrave; al 2008 delle nuove norme, dal momento che si tratta di un atto dovuto nei confronti dei contribuenti, che non possono vedersi cambiare le regole in corsa.</p><p>La sostanza del provvedimento, semplicemente rimandata di un anno, non cambia. E questo significa che il governo sta decidendo di fatto di annullare un incentivo che in due anni di operativit&agrave; ha permesso pi&ugrave; di 200.000 interventi (138.000 nel solo 2008 per una spesa di circa 1.950 milioni di euro) e che invece, gi&agrave; a partire dal 2009, per effetto dei limiti di spesa imposti dall&rsquo;articolo 29, non darebbe vita a pi&ugrave; di 35.000 interventi.<br />Un provvedimento anticrisi che voglia concretamente arginare gli effetti della grave situazione economica, dovrebbe al contrario promuovere investimenti proprio nel settore &ndash; quello appunto delle costruzioni - che rappresenta da sempre un forte traino per il motore economico del Paese e il 20% del PIL nazionale. Una politica peraltro pubblicamente condivisa e pi&ugrave; volte annunciata dallo stesso Presidente del Consiglio.</p></div>