Peter Eisenman a Pescara con Italcementi

21|06 00:00 2006
Dai New York Five alla Città della Cultura di Santiago de Compostela: 50 anni di ricerca nell'architettura d'avanguardia...

<p><p align="center"><strong>Dodicesimo appuntamento dell'iniziativa “Incontri Millennium” <br />Peter Eisenman a Pescara con Italcementi <br />Dai New York Five alla Città della Cultura di Santiago de Compostela: 50 anni di ricerca nell'architettura d'avanguardia</strong></p> <p> </p></p><div align="justify"><strong><font color="#800000">Mercoledì 21 giugno alle ore 18.00</font></strong>, nell'Aula Rossa della Facoltà di Architettura dell'Univesità degli Studi G. d'Annunzio di Chieti-Pescara (Viale Pindaro 42, Pescara), <strong>Peter Eisenman</strong>, uno dei personaggi più innovativi e più complessi dell'architettura moderna, terrà una lecture per gli studenti ed il pubblico organizzata dalla Facoltà di Architettura dell'Università di Pescara e da Incontri Millennium Italcementi.</div><div align="justify"> </div><p><p align="justify"><strong><font color="#000080">All'incontro, introdotto da Livio Sacchi, interverranno il Preside della Facoltà di Architettura di Pescara, Alberto Clementi e Alberto Ronzi, di Italcementi.</font></strong></p></p><div align="justify"> </div><p><p align="justify">“<strong>The New Subjectivity</strong>” permetterà di illustrare i principali progetti che vedono attualmente impegnato lo Studio Eisenman Architects: uno stadio polifunzionale da 68.000 posti per la squadra di football degli Arizona Cardinals a Phoenix e un complesso culturale di 70.000 mq per la Città della Cultura della Galicia a Santiago de Compostela.</p></p><div align="justify"> </div><p><p align="justify">Definito da molti un sottile intellettuale, Eisenman è difficilmente catalogabile in uno stile predefinito. Dopo il periodo della formazione, a cavallo tra gli anni '50 e '60, raggiunge la fama e si consacra con i New York Five, ovvero con il più audace e dirompente gruppo di architetti dei primi anni '70. <strong><font color="#333399">Del gruppo facevano parte John Hejduk, Michael Graves, Charles Gwathmey, Richard Meier e lo stesso Eisenman, riconosciuto dalla critica appunto come il teorico del movimento.</font></strong></p></p><div align="justify"> </div><p><p align="justify">Nel corso degli anni l'architettura di Eisenman ha rappresentato sempre un punto di non ritorno: ogni sua realizzazione ha infatti segnato un punto di partenza verso nuovi orizzonti costruttivi. Su tutti da ricordare il Monumento alle Vittime dell'Olocausto, costruito nella città di Berlino, monumento “silenzioso” che non stimola solo la memoria del passato ma anche la meditazione del presente.</p></p><div align="justify"> </div><p><p align="justify">L'iniziativa, promossa da Incontri Millennium Italcementi giunge al suo dodicesimo appuntamento. Dopo una riflessione dedicata alla lezione di Alvar Aalto, Incontri Millennium ha via via percorso i mondi progettuali e la poetica di Richard Meier, Eric Miralles, Dominique Perrault, Steven Holl, Raimund Abraham, Nicholas Grimshaw, Mario Botta, Juan Navarro Baldeweg, Kjetil Trædal Thorsen e Frank O. Gehry.</p></p><div align="justify"> </div><p><p align="justify"><strong><em>Segreteria Incontri Millennium</em></strong> <br />Foro Buonaparte 54, Milano <br />Serafino Ruperto – 02.72001513 – 347.2605137 <br />serafino.ruperto@seci1981.it</p></p><p> </p>