Dissesto idrogeologico: a rischio le ville di Stabiae

07|12 07:30 2010
Situazione di grave rischio per le ville romane di Stabiae in conseguenza del grave dissesto idrogeologico che interessa l'area a monte del pianoro di Varano. Lo ha affermato Vincenzo Morra , Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università degli studi di Napoli Federico II e consig...

<p style="text-align: justify;"> <img alt="" src="https://www.edilizia.com/img/2102/0/vincenzo-morra.jpg" style="width: 290px; height: 217px; float: left; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" /><em>&quot;Situazione di grave rischio per le<strong> ville romane di Stabiae</strong> in conseguenza del <strong>grave dissesto idrogeologico</strong> che interessa l&rsquo;area a monte del <strong>pianoro di Varano</strong>&rdquo;</em>.<br /> <br /> Lo ha affermato<strong> Vincenzo Morra</strong> , Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra dell&rsquo;Universit&agrave; degli studi di Napoli &ldquo; FedericoII&rdquo; e consigliere dell&rsquo;Ordine dei Geologi della Campania .</p> <p style="text-align: justify;"> &ldquo;<em>Questo stato di rischio &egrave; ben noto da molto tempo</em> &ndash; ha proseguito <strong>Morra</strong> -<em> tant&egrave; che nell&rsquo;area, in pi&ugrave; momenti, sono stati condotti sulla collina di Varano, in virt&ugrave; sia delle pre-esistenze archeologiche che dell&rsquo;intensa urbanizzazione, numerosi studi, i pi&ugrave; importanti dei quali possono ritenersi quelli condotti dall&rsquo;INFRASUD a met&agrave; degli anni &rsquo;80 e quelli svolti a cura del Consorzio CIVITA (Progetto VIP &ndash; rientrante nel Programma Operativo Nazionale 2000-2006 &ldquo;Ricerca, Sviluppo tecnologico, Alta Formazione&rdquo;).<br /> <br /> Tuttavia pur esistendo altri dati (es.: indagini a corredo del P.R.G.), il quadro conoscitivo non pu&ograve; ritenersi sufficiente con riferimento all&rsquo;ambito morfologico &ldquo;unitario&rdquo; rappresentato dalla collina di Varano, i cui problemi di sicurezza idraulica e geologica derivano anche dalle condizioni di stabilit&agrave; dei retrostanti rilievi. Su questa base nell&rsquo;anno 2007 il CRdC INNOVA ed il Dipartimento di Scienze della Terra dell&rsquo;Universit&agrave; Federico II di concerto con la Soprintendenza Archeologica di Pompei (SAP) e la Fondazione Restoring Ancient Stabiae (RAS) hanno proposto alla Regione Campania la realizzazione di un programma di studio finalizzato alla definizione dei criteri d&rsquo;intervento per la mitigazione delle specifiche tipologie di rischio idraulico e geologico. Ci&ograve; al fine di garantire non solo la fruibilit&agrave; del patrimonio archeologico gi&agrave; portato alla luce, ma anche e soprattutto a garantire la prosecuzione, in condizioni di sicurezza, delle future attivit&agrave; di scavo ed esplorazione</em>&rdquo;.</p> <table align="center" border="0" cellpadding="1" cellspacing="3" style="width: 50px;"> <tbody> <tr> <td> <img alt="" src="https://www.edilizia.com/img/2103/0/VillaSanMarco-1.jpg" style="width: 300px; height: 225px;" /></td> <td> <img alt="" src="https://www.edilizia.com/img/2104/0/Villa-Arianna-1.jpg" style="width: 338px; height: 225px;" /></td> </tr> </tbody> </table> <p style="text-align: justify;"> <em>&ldquo;I gruppi di ricerca proponenti erano, infatti, fermamente convinti che si dovesse ritenere assolutamente prioritario, nel medio periodo, un piano di interventi per la messa in sicurezza dell&rsquo;intera collina &ndash; </em>ha affermato anche <strong>Maurizio de&rsquo; Gennaro</strong> del Dipartimento di Scienze della Terra <em>- per scongiurare il rischio di impegnare ingenti risorse finanziarie per attivit&agrave; che sarebbero risultate pesantemente condizionate dagli effetti dei vari fenomeni di instabilit&agrave; noti per l&rsquo;area&rdquo;. Dunque &ldquo;il progetto &ndash; </em>ha dichiarato de&rsquo; Gennaro<em> - voleva affrontare vari temi che spaziavano dalla geologia di superficie alla geofisica per l&rsquo;investigazione del sottosuolo, passando attraverso la ricostruzione dei paleoambienti con un approccio multidisciplinare, alla geologia da sondaggio e da scavo non dimenticando aspetti squisitamente applicativi (geologia applicata, geotecnica, idraulica) ma che meritavano una grande attenzione per la situazione estremamente compromessa dell&rsquo;area in cui insiste il Parco.<br /> In particolare gli studi di geologia applicata avrebbero permesso una attenta ricognizione delle attuali condizioni di criticit&agrave; geoambientale, legate ai fenomeni franosi e da alluvionamento; inoltre avrebbero consentito una verifica delle effettive condizioni di pericolosit&agrave; e rischio idraulico e geologico, in vista dell&rsquo;individuazione delle linee-guida di intervento per la mitigazione delle specifiche tipologie di rischio presenti nell&rsquo;area in cui insiste il Parco Archeologic</em>o&rdquo;.<br /> <br /> <em>&ldquo;Anche in questo caso si pu&ograve; affermare &ndash;</em> ha concluso <strong>Vincenzo Morra</strong><em> - che la parola d&rsquo;ordine che segna il cammino &egrave; la prevenzione, ma che sempre pi&ugrave; spesso viene dimenticata&rdquo;.<br /> </em></p> <p> <em><br /> </em></p>