18° Rapporto CRESME

10|11 15:44 2010
Mercato delle Costruzioni: Nel 2010 calo del 5,9%. La crisi continua, se decolla il Piano Casa2 e si arresta lo “slittamento” degli investimenti pubblici un nuovo ciclo partirà nel 2011, altrimenti bisognerà attendere il 2012. Il 2009 è stato per il mercato delle costruzioni l'...

<p style="text-align: justify; "> Il 2009 &egrave; stato per il mercato delle costruzioni l&rsquo;anno peggiore dal secondo&nbsp;dopoguerra. E l&rsquo;anno in corso chiuder&agrave; con un altro sensibile calo che determiner&agrave; per il quadriennio 2007 &ndash;&nbsp;2010 una perdita complessiva intorno al 20%. E&rsquo; quanto emerge dal <strong>18&deg; RAPPORTO CONGIUNTURALE E&nbsp;PREVISIONALE DEL MERCATO DELLE COSTRUZIONI del CRESME</strong> presentato oggi a Verona, presso il&nbsp;Centro Congressi di Verona Fiere nell&rsquo;ambito del <em><strong>Construction Day.<br /> </strong></em></p> <center> <p> <img alt="" src="https://www.edilizia.com/img/1607/0/logo_constructionday_small.jpg" style="width: 490px; height: 233px; " /></p> <center> <p style="text-align: justify; "> &ldquo;<em>Se esaminiamo le fasi critiche principali per le costruzioni dal secondo dopoguerra &ndash; </em>ha rilevato il direttore&nbsp;del CRESME <strong>Lorenzo Bellicini</strong> nella sua presentazione<em> - : il triennio 1975-1977; i bienni 1982-1983 e 19931994;&nbsp;il quadriennio 2007-2010 risulta immediatamente evidente la gravit&agrave; dell&rsquo;attuale congiuntura. Nel&nbsp;primo periodo la contrazione del mercato fu dell&rsquo;11,7%, nel secondo periodo del 7,5%, nel terzo del 9,1%,&nbsp;oggi siamo di fronte ad una crisi innanzitutto pi&ugrave; lunga e soprattutto dagli effetti ben pi&ugrave; rilevanti con una&nbsp;erosione di circa un quinto del mercato</em>.&rdquo;</p> <p style="text-align: justify; "> Due sono i dati pi&ugrave; rilevanti in termini di analisi delle stime sull&rsquo;andamento e sulle prospettive del settore. Il&nbsp;peggioramento della stima relativa al 2010 rispetto a quanto previsto alla fine del 2009, passata da un meno&nbsp;2,8% a meno 5,9%, la contrazione della crescita preventivata nel 2011 da un 1,6% a un +0,9%.<br /> <br /> <em>&ldquo;Nella nostra previsione &ndash; </em>ha sottolineato <strong>Bellicini</strong><em> - peggiorano i dati delle nuove costruzioni residenziali e, non&nbsp;residenziali, mentre migliora e torna positiva la stima degli investimenti in riqualificazione residenziale, ma in&nbsp;misura assai pi&ugrave; contenuta rispetto alla perdita del nuovo. Il risultato &egrave; che nel 2010 ilo mercato delle&nbsp;costruzioni complessivamente registrer&agrave; un ulteriore calo intorno al 6%. Mentre nel 2011, auspicando che il&nbsp;Piano Casa 2 e l&rsquo;ampliamento del patrimonio esistente inizino a produrre i primi effetti sul mercato residenziale&nbsp;ripartir&agrave; un nuovo ciclo edilizio con una crescita comunque inferiore all&rsquo;1%. In caso contrario anche il 2011 avr&agrave;&nbsp;un andamento in perdita e l&rsquo;avvio del nuovo ciclo verr&agrave; rimandato al 2012. Ci&ograve; anche come conseguenza del&nbsp;trend ancora negativo del mercato pubblico dovuto allo &ldquo;slittamento&rdquo; dei programmi delle grandi opere e alla&nbsp;contrazione della spesa degli enti locali, che nel 2010 tocca anche le Aziende Speciali. Pi&ugrave; dinamica del&nbsp;previsto dovrebbe invece essere nel 2011 la domanda di riqualificazione residenziale che dovrebbe&nbsp;caratterizzare il prossimo ciclo edilizio.<br /> <br /> </em>Per il direttore del CRESME<em> &ldquo;il 2010 sar&agrave; l&rsquo;anno della &ldquo;resa dei conti&rdquo;: in termini occupazionali, in termini di&nbsp;capacit&agrave; competitiva delle imprese, in termini di selezione. L&rsquo;analisi sui bilanci di oltre 1000 imprese della&nbsp;filiera delle costruzioni ha messo in evidenza come, rispetto al gi&agrave; difficile 2008, si sia registrato un drastico&nbsp;peggioramento delle performance di bilancio e dei fatturati. Tanto da mettere una seria ipoteca sulla tenuta&nbsp;di una parte del settore. I dati del 2009 mostrano una crisi che interessa tutte le classi dimensionali: certo&nbsp;quelle minori, sembrano soffrire di pi&ugrave; (-20% le pi&ugrave; piccole; - 16% le medie; -13,4% le grandi): ma tra le&nbsp;grandi quella tra 250 e 500 milioni di euro vedono il fatturato ridursi del 18,8%, quelle oltre i 500 milioni del&nbsp;10,5%. Nel 2009 la crisi sembra agire in forma pi&ugrave; complessa, oltre che pi&ugrave; ampia.Se esaminiamo lo&nbsp;scenario dal punto di vista dell&rsquo;utile netto e della variazione di fatturato 2009/2008, il 28,3% del nostro&nbsp;campione ha un bilancio in perdita e una riduzione del fatturato &ndash; era il 16,1% per i bilanci del 2008. Inoltre il&nbsp;51,8% delle imprese del campione, pur mantenendo bilanci in nero, vede ridursi il fatturato rispetto al 2008.&nbsp;Nel 2008 era solo il 35,6% del campione. In sostanza l&rsquo;80% del campione perde fatturato (era il 48,4% nel&nbsp;2008); il 2,9% cresce ma non ha utili; e solo il 17,3% cresce ed &egrave; in utile. Era il 51,6% nel 2008. Insomma&nbsp;una situazione decisamente drammatica. Anche quest&rsquo;anno, come gi&agrave; l&rsquo;anno scorso l&rsquo;invenduto, l&rsquo;insoluto, la&nbsp;liquidit&agrave;, la capacit&agrave; di gestire il credito a monte e a valle, la capacit&agrave; patrimoniale dell&rsquo;impresa, il livello di&nbsp;efficienza, la capacit&agrave; strategico operativa di stare sui mercati emergenti, rappresentano tutti elementi&nbsp;chiave, che insieme alla domanda, fisseranno i contenuti della competizione e della selezione che avverr&agrave;&nbsp;nel 2010, ma soprattutto nel 2011.&rdquo;</em><br /> <br /> <strong>L&rsquo;avvio del nuovo ciclo edilizio appare legato a tre fattori principali.</strong><br /> <br /> <strong>Il primo riguarda la capacit&agrave; del PianoCasa2 di incidere come volano sul mercato delle nuove&nbsp;costruzioni residenziali</strong>, anche in sinergia con i piani di Housing sociale. L&rsquo;analisi della stima degli&nbsp;investimenti in costruzioni senza piano casa mostra come la dinamica delle costruzioni nel 2011 risulterebbe&nbsp;negativa, e il comparto residenziale subirebbe una ulteriore flessione negativa del 9% nel 2011 e del 1% nel&nbsp;2012 per assestarsi, senza crescere, solo nel 2013.<br /> <br /> <strong>Il secondo attiene alla conferma degli impegni in termini di finanziamenti da parte dello Stato a&nbsp;sostegno dei programmi delle opere pubbliche.</strong> La scarsit&agrave; di risorse, dopo aver colpito le piccole opere&nbsp;e gli enti locali, registra infatti una fase di &ldquo;slittamento&rdquo; anche per le grandi opere sopra i 100 milioni di euro.<br /> Le attese per il 2011 dovrebbero essere produttive, ma visto quanto accaduto nel 2010, &egrave; bene avere&nbsp;prudenza. Le risposte pi&ugrave; positive per le opere pubbliche, pur in un quadro difficile, vengono dal partenariato&nbsp;pubblico e privato (in crescita del 13% in termini di investimenti), dal facility management, e dall&rsquo;energy&nbsp;technology. Mentre si conferma, in questa situazione, la debole del comparto delle piccole opere pubbliche&nbsp;di sola esecuzione.</p> <p style="text-align: justify; "> <strong>Il terzo fattore &egrave; rappresentato dal ritmo con cui crescer&agrave; il mercato della riqualificazione del&nbsp;patrimonio esistente.</strong> E&rsquo; da tempo ormai il principale mercato delle costruzioni. Lo scenario elaborato dal&nbsp;CRESME prevede per la riqualificazione un ruolo di traino nel prossimo ciclo edilizio, come avvenuto negli&nbsp;anni &rsquo;80 e soprat&nbsp;dell&rsquo;aspetto tecnologico rispetto a quello estetico. E in questo scenario l&rsquo;Energy Technology giocher&agrave; una&nbsp;partita rilevante.&nbsp;<br /> <br /> <strong><em>Verso la ripresa del mercato immobiliare?<br /> </em></strong><br /> Su fronte del <strong>mercato immobiliare </strong>residenziale si segnala la previsione positiva per il 2010, con una&nbsp;crescita delle compravendite del 2,4%, e una ulteriore riduzione dei prezzi che porta il valore medio delle&nbsp;abitazioni in Italia ridotto del 17,2% e del 18,7% nelle citt&agrave; capoluogo. Sugli esiti del 2011 pesa la&nbsp;valutazione sulla componente &lsquo;scudo fiscale&rsquo; sulla dinamica 2010.<br /> <em>&ldquo;Se il collasso del mercato &egrave; stato per ora evitato nonostante l&rsquo;arresto della caduta delle transazioni (siamo&nbsp;in ogni caso tornati a livelli 1998-1999) e con il rallentamento nella flessione dei valori &ndash;</em> ha richiamato&nbsp;l&rsquo;attenzione Bellicini -<em> ci saranno probabilmente prezzi fermi in termini nominali per alcuni anni.&rdquo;&nbsp;<br /> </em><br /> L&rsquo;analisi del <strong>CRESME</strong> evidenzia come le quotazioni immobiliari proseguano nel 2010 nella discesa tracciata&nbsp;nei due anni precedenti, sebbene si riduca l&rsquo;intensit&agrave; del calo ed appaiano alcuni segni positivi nelle aree di&nbsp;pregio delle citt&agrave; in cui si sta concentrando l&rsquo;investimento immobiliare. Dopo la forte discesa dei prezzi nel&nbsp;corso del 2009 (-10,0% nelle grandi citt&agrave; e &ndash;9,8% nella media nazionale) anche in funzione del limitato&nbsp;contributo dato dall&rsquo;inflazione (soltanto lo 0,7% di variazione dei prezzi al consumo), il 2010 si dovrebbe&nbsp;chiudere con un rallentamento del ritmo di deflazione delle quotazioni residenziali con un calo dell&rsquo;1,6% nelle&nbsp;grandi citt&agrave; e del 4,0% nella media nazionale. Con un tasso di inflazione tendenziale attualmente all&rsquo;1,5% si&nbsp;osserva che nelle grandi citt&agrave; il calo in valori reali &egrave; stato solo dello 0,1% contro il 2,5% della media nazionale.&nbsp;<br /> <br /> <strong>Per le opere pubbliche &egrave; probabile che tutto venga rimandato al 2012&nbsp;</strong><br /> <br /> Lo scenario relativo alle opere pubbliche vede una contrazione degli investimenti del 5,5% nel 2009 in valori&nbsp;costanti (-5,8% era stato previsto a novembre 2009), del 4,8% nell&rsquo;anno in corso, e del 2% nel 2011. La&nbsp;ripresa &egrave; prevista nel biennio 2012-2013, ma sar&agrave; modesta, +1% nel 2012 e +2% nel 2013. Quasi tutte&nbsp;opere la cui partenza lo scorso anno era programmata per il 2010, ma che il persistere del particolare&nbsp;momento di debolezza della finanza pubblica fa oggi prevedere tra la seconda met&agrave; del 2011 e il 2012.<br /> In base alle stime CRESME di breve e medio periodo, la ripresa del settore viene posticipata, di circa un&nbsp;anno, dalla seconda met&agrave; del 2010 alla seconda met&agrave; del 2011. A partire da tale data dovrebbero farsi&nbsp;sentire gli effetti dell&rsquo;avvio dei nuovi cantieri per la realizzazione delle grandi infrastrutture di trasporto&nbsp;programmate per l&rsquo;expo di Milano 2015, dai cantieri per le nuove tratte ferroviarie ad alta velocit&agrave; tra Milano&nbsp;e Brescia, Milano e Genova nonch&eacute; il tunnel del Brennero, dall&rsquo;avvio di nuove tratte autostradali da&nbsp;realizzare in project financing e dal proseguimento di importanti cantieri in corso, mentre appare ancora&nbsp;incerto l&rsquo;avvio del Ponte sullo Stretto. Allo stato attuale delle informazioni tra il 2011 e il 2015 si attende,&nbsp;quindi, una nuova stagione, moderatamente positiva, per il settore delle opere pubbliche, trainata&nbsp;innanzitutto dalle opere del genio civile. Nel 2011 il trend sar&agrave; ancora negativo (-2% in valori costanti che in&nbsp;valori correnti corrisponde ad un pareggio), ma nel quadriennio 2012-2015 il bilancio sar&agrave; di crescita: +1,7%&nbsp;il&nbsp;tasso medio annuo in valori costanti. Su questo scenario per&ograve; pesano tre aspetti fortemente critici: il nodo<br /> ripresa economica/debito pubblico; gli esiti della crisi politica, la farraginosit&agrave; della macchina burocratico-organizzativa.<br /> <br /> Il quadro tracciato presuppone infatti che vengano mantenuti i programmi, soprattutto per quanto riguarda le&nbsp;opere di maggiori dimensioni inserite nel Programma delle Infrastrutture Strategiche e non vengano avviate&nbsp;operazioni di &ldquo;rallentamento&rdquo; degli interventi e di &ldquo;slittamento&rdquo; delle partite economico-finanziarie dal bilancio&nbsp;di un anno all&rsquo;altro. Come &egrave; successo chiaramente nel 2009 e nel 2010. Infatti confrontando i risultati&nbsp;dell&rsquo;analisi svolta a Novembre 2010 con quella svolta a Ottobre 2009 &egrave; subito evidente il disatteso avvio di&nbsp;un numero significativo di cantieri programmati per il 2010 e l&rsquo;avanzamento lento di quelli in corso. Questo&nbsp;risultato pone delle ombre, anche nel segmento delle grandi opere, sulla ripresa del settore prevista e&nbsp;auspicabile nel breve e medio termine.<br /> <br /> <em><strong>Resta nel tunnel della crisi il non residenziale</strong></em><br /> <br /> Continua invece con dinamiche negative l&rsquo;andamento delle compravendite non residenziali. Un trend&nbsp;negativo che continua dal 2006 in misura pesante, per tutte le tipologie non residenziali. La proiezione del&nbsp;2010 sulla base dei dati del primo semestre mostra un stabilizzazione della caduta del comparto industriale&nbsp;&ndash; dopo il crollo del 20% del 2009- una flessione del 3% del commerciale e una ulteriore significativa&nbsp;flessione del comparto degli uffici. Si conferma la difficolt&agrave; del comparto non residenziale nell&rsquo;attuale&nbsp;scenario di mercato. E poco di meglio &egrave; da attendersi per il 2011, stante l&rsquo;attuale quadro economico.<br /> <br /> <em><strong>Le buone notizie vengono dal recupero e dalla manutenzione straordinaria</strong></em><br /> <br /> Con il 2010 l&rsquo;attivit&agrave; di manutenzione del patrimonio esistente si rivela ancora una volta, come gi&agrave; con la crisi&nbsp;del 1993-94 la vera ancora di salvataggio del mercato delle costruzioni. Certo per ora attraverso le sue&nbsp;caratteristiche di intervento minuto sul territorio: sono la ristrutturazione degli appartamenti e dei condomini i&nbsp;principali sostenitori di questa fase di mercato. Anche perch&eacute; una parte della domanda invece di cambiare&nbsp;casa ristruttura quella che ha. Gli investimenti crescono intorno al 2,5/2,4% all&rsquo;anno. E nel ciclo espansivo si&nbsp;stabilizzeranno intorno al 2%. Una crescita importante, ma contenuta, che produce effetti sul mercato delle&nbsp;costruzioni.</p> </center> </center>


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