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Campania: via libera alle modifiche del Piano Casa

Il Consiglio regionale della Campania, con 26 voti favorevoli e 16 contrari, ha dato il via libera al disegno di legge che modifica il Piano Casa e la legge regionale 16/2004. Marcello Taglialatela, assessore regionale all'Urbanistica, ha affermato che la legge approvata, mantenendo fede al rispet...

Il Consiglio regionale della Campania, con 26 voti favorevoli e 16 contrari, ha dato il  via libera al disegno di legge che modifica il Piano Casa e la legge regionale 16/2004.

Marcello Taglialatela
, assessore regionale all'Urbanistica, ha affermato che la legge approvata, mantenendo fede al rispetto del territorio e al suo spirito sociale, semplifica le procedure per l'attivazione degli interventi e stimola l'edilizia e l'economia, con particolare attenzione verso l'edilizia residenziale pubblica.


Finalità del Piano Casa

  • contrastare la crisi e tutelare i livelli occupazionali;
  • utilizzando criteri di sostenibilità, migliorare la qualità urbana ed edilizia;
  • favorire e promuovere l'utilizzo di energie rinnovabili;
  • prevenire rischi sismici e idrogeologici;
  • incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e privata, attraverso la riqualificazione di aree urbane degradate.

Edifici esclusi dal Piano Casa

In Campania gli interventi edilizi, successivamente all'abrogazione dell'articolo 6 che limitava tali interventi alla prima casa, sono realizzabili su tutti gli immobili esclusi gli edifici per cui

  • non sia stata rilasciata concessione in sanatoria,
  • sottoposti a vincolo o tutela,
  • definiti di valore storico, culturale ed architettonico,
  • collocati in aree inedificabili, in territori di riserve naturali, in aree dichiarate a pericolosità o rischio idraulico elevato. 
  • collocati all'interno della zona rossa e nelle zone agricole o nelle Aree di sviluppo industriale e nei Piani di insediamenti produttivi

Ampliamento straordinario

Per uso abitativo, è consentito l’ampliamento fino al 20% della volumetria esistente per edifici residenziali uni-bifamiliari, composti da non più di tre piani fuori terra, oltre al piano sottotetto e che non abbiano volumetria superiore ai millecinquecento metri cubi. E' consentito, in alternativa, la modifica da volumetria non residenziale a volumetria residenziale per una quantità massima del 20%.

Interventi straordinari di demolizione e ricostruzione

Entro il limite del 36%, per interventi di demolizione e ricostruzione svolti all’interno dell'area in cui è situato l’edificio di proprietà del soggetto richiedente, è consentito l’aumento della volumetria esistente. Tale aumento non può essere realizzato su edifici residenziali privi di accatastamento o per i quali, al momento della richiesta d’ampliamento, non sia in corso la procedura di accatastamento. 
E' prevista, inoltre, la possibilità di interventi di demolizione e ricostruzione in zona agricola per edifici destinati parzialmente ad uso abitativo situati in area agricola o in zona classificata per i quali è consentito, per la parte non abitativa, il mutamento per le esigenze del nucleo familiare del proprietario del fondo agricolo o per attività di sviluppo dell’azienda agricola.

Riqualificazione di aree urbane degradate

Attraverso la promozione dello sviluppo sostenibile, la riduzione del disagio abitativo e la valorizzazione del tessuto urbano, con la conseguente riqualificazione del patrimonio edilizio e urbanistico esistente, è possibile porre rimedio alle problematiche abitative.
Attraverso l’incremento volumetrico del 50%, sono consentiti interventi di sostituzione e adeguamento ai criteri costruttivi di sostenibilità. Sono ammessi interventi di sostituzione edilizia (con diverse destinazioni come: edilizia abitativa, uffici in misura non superiore al 10%, esercizi di vicinato, botteghe artigiane) a parità di volumetria che prevedano la realizzazione di un quota non inferiore al 30% per le destinazioni di edilizia sociale.
La riqualificazione delle aree urbane degradate può avvenire anche attraverso la conversione di aree industriali dismesse in edilizia abitativa con il vincolo di destinazione del 30% all’edilizia sociale.
Gli interventi di sostituzione possono riguardare anche residenze turistico-alberghiere a condizione che la quota destinata ad edilizia residenziale sociale sia superiore al 35% del volume esistente.

Edilizia Residenziale Pubblica

  • E' consentito l’aumento della volumetria esistente per interventi sugli edifici residenziali pubblici  vincolando la Regione all’inserimento di fondi per l’edilizia economica e popolare, indicando opportuni stanziamenti per le categorie e delle fasce di reddito dei nuclei familiari in emergenza;
  • Le amministrazioni comunali, qualora non siano disponibili aree destinate a edilizia residenziale sociale possono individuare aree da destinare a giovani coppie e nuclei familiari con disagio abitativo.

Delocalizzazione

I proprietari degli edifici che dimostrano condizione di pericolosità o rischio molto elevata possono richiedere di realizzare una volumetria aggiuntiva, oltre quella consentita, in aree fuori dalla zona di rischio. Il richiedente provvede alla demolizione dell’intero edificio, al ripristino ambientale della stessa area e al trasferimento prima della conclusione dei lavori di costruzione del nuovo immobile.

Semplificazioni in materia di governo del territorio

La legge di modifica del Piano Casa introduce misure di semplificazione e riduzione dei termini dei procedimenti amministrativi di competenza dei Comuni nell'attuazione degli interventi previsti dal Piano Casa.

Redazione Edilizia.com
22 Dicembre 2010

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