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Nuovo codice appalti, OICE: "Rischio concorrenza per gli incarichi di progettazione, bene il divieto al prezzo più basso, le norme sul BIM e i criteri reputazionali"

E' questo il commento dell'OICE, l'Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria, sul testo uscito dal Consiglio dei Ministri del nuovo codice appalti che a breve sarà trasmesso al Parlamento, al Consiglio di Stato e alla Conferenza unificata.

Per il Presidente dell'Associazione, Gabriele Scicolone, "il lavoro fatto in queste ultime settimane ha certamente molto migliorato la situazione. Si è trattato di un compito titanico svolto in poco tempo, quindi alla fine le soluzioni individuate anche in base al contributo degli stakeholders consultati vanno decisamente apprezzate. In questo senso il contributo di OICE è stato recepito positivamente perché troviamo nel testo alcune delle norme che ritenevamo importanti per il settore, tra le quali quelle sui soggetti affidatari della progettazione che prevedono le disposizioni sulle società di ingegneria, il principio di affidamento congiunto della progettazione definitiva ed esecutiva allo stesso soggetto o anche l'obbligo di indicare nominativamente i progettisti firmatari degli elaborati, e lo spazio attualmente garantito ai progettisti in fase di verifica dei progetti."

Altri elementi positivi sono: "la soluzione individuata per implementare il BIM, non più elemento obbligatorio ma premiale da attuare con gradualità, così come appare molto efficace il ruolo assegnato ad ANAC per la soft law ma anche per la qualificazione delle stazioni appaltanti che andranno comunque ridotte. E’ sicuramente apprezzabile la disciplina sui commissari di gara e sull'introduzione di criteri reputazionali premiali che devono aggiungersi alla usuale qualificazione in gara per i progettisti. Confidiamo poi che lo spostamento al MIT dell'Avcpass renda finalmente effettivo lo snellimento della fase di verifica dei requisiti, strettamente legato all'impiego del documento di gara unico europeo, con un effetto di omogeneità procedurale che verrà senz'altro reso ancora più efficace quando ci saranno i bandi-tipo e i contratti-tipo di competenza dell'ANAC. Positivo è anche il cambiamento di strategia sul ruolo delle Amministrazioni, concentrate sulla fase di project management affidata al RUP, con premialità legate a questa attività ed al risultato in termini di costi e tempi dell’opera."

Ci sono, come è ovvio in un lavoro di questa portata, ancora alcuni aspetti a nostro avviso da migliorare afferma Giorgio Lupoi, Vice Presidente con delega per gli sviluppi legislativi: "ad esempio, l'innalzamento a 150.000 euro della soglia per le trattative private nei servizi, peraltro con invito a tre soggetti e non a cinque: in tal modo l'85% degli affidamenti di progettazione sarà sottratto ad una vera concorrenza. Inoltre non ritroviamo nel testo importanti norme che oggi rappresentano elementi centrali per il ruolo che il progettista deve svolgere: in primis non si ribadisce che nei contratti in cui c'è un contenuto progettuale devono essere richiesti idonei requisiti per la fase progettuale; non è recuperato il divieto di subordinare i corrispettivi all'avvenuto finanziamento dell'opera, non risulta del tutto evidente la drastica limitazione dell'appalto integrato; appare eccessivo obbligare sempre le Amministrazioni a svolgere concorsi di progettazione per opere di natura tecnologica. Siamo certi e confidenti rispetto alla possibilità che il lavoro delle commissioni parlamentari migliori un testo ancora in progress."
 


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