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Tasi: sale l'aliquota limite scelta dai comuni

Una brutta novità per gli italiani: l'aliquota massima della TASI, scelta dai singoli comuni, è aumentata. Ecco tutti i dettagli.

 

tasi aliquota comunale

Il Governo ha deciso di applicare i paletti dell'aliquota Tasi, permettendo ai comuni di scegliere un valore da 0,1 a 0,8 per mille. Il ricavato dovrà, poi, essere usato per attuare le detrazioni previste in casi particolari. I comuni saranno, quindi, i soli responsabili dei vari aumenti e tutto per tutelare le fasce più deboli, a detta del Governo. Ma come funziona?

Aumentando le aliquote, la Tasi sulla prima casa raggiungerà il 3,3 per mille (prima era 2,5 per mille). Sulle seconde case salirà fino all'11,4 per mille. Questi sono i valori nel caso in cui i comuni scegliessero un'aliquota massima. Ogni sindaco potrà scegliere di alzare o meno la prima o la seconda casa, o entrambe. Avranno massima libertà di scelta, ma questo non è bastato ad alleviare le polemiche. 

Quello che i comuni lamentano è una responsabilità scaricata sulle loro spalle, solo perché il Governo non ha il coraggio di prendere decisioni proprie. La rabbia dei cittadini, dicono alcuni sindaci, potrebbe essere riversata sulle singole amministrazioni, che in realtà sono costrette a decidere. La tassazione sugli immobili, in questo modo, si avvicina sempre di più al sistema federale, di cui si sente parlare da qualche anno. La situazione fiscale varierà non solo da Regione a Regione, ma anche da comune a comune.

Restano attivi gli sgravi per le famiglie (specialmente i ceti deboli) e rimane attiva anche la Mini IMU. 


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