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Speculazione edilizia e alluvioni, un capitolo mai chiuso

L'ultima tragica alluvione della Sardegna ci riporta su temi da sempre discussi, ma mai risolti. Ecco perché la speculazione edilizia causa la more dei cittadini.


Gli ultimi anni, sempre più spesso, l'Italia è protagonista di catastrofi direttamente collegate al cambiamento climatico globale. Non è però il clima (diciamolo) il primo colpevole dei disastri e delle perdite di vite umane che subiamo in queste occasioni. È l'uomo il primo colpevole. Ecco perché.

Il ciclone Cleopatra, che ha interessato parte della Sardegna, ha provocato danni milionari, distruzione e morti. Per l'esattezza 17 morti. La natura si è scatenata, causando danni lì dove poteva. Era forse l'uomo che non avrebbe dovuto e potuto essere in quegli stessi territori, perché le norme edilizie esistono e sono fatte per essere rispettate. Abitazioni sotto il livello di sicurezza di fiumi e mari, palazzi costruiti direttamente sulle coste, ponti nuovissimi che crollano perché costruiti utilizzando materiali scadenti e di terza mano.

Dove è la colpa della natura, in tutto questo?

I dati ci dicono che a Olbia, tra il 1997 e il 2007, sono spuntati dal nulla 23 quartieri e 17 piani di risanamento (Fonte: Lettera43.it). La cementificazione selvaggia ha fatto sparire porzioni di terreni e coste utili, che avrebbero sicuramente evitateo stragi simili. Varianti e modifiche sono state fatte in tutta fretta per coprire quello che oggi chiameremmo abusivismo edilizio o speculazione. Di nuovo: dove è la colpa della natura, in tutto questo?

È inaccettabile perdere vite umane per colpa di responsabili (ancora da accertare) che dovrebbero muoversi secondo la legge, mentre ciò che viene fatto ha sempre un risvolto politico ed economico che passa sopra all'importanza del cittadino e della sua incolumità. Le morti della Srdegna e tutte le altre che si sono susseguite negli anni devono ricordarci sempre che non è l'uomo a comandare sulla natura, ma il contrario. L'edilizia deve essere fatta con criterio

Redazione Edilizia.com
22 Novembre 2013

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