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Sciopero degli architetti contro il POS obbligatorio

Federarchitetti annuncia lo sciopero dopo l'obbligo del POS negli studi professionali. Ecco le motivazioni.

 


Eravamo rimasti all'obbligo del POS negli studi professionali, a partire dal 2014. La notizia non era stata presa molto bene dalle varie associazioni di categoria, soprattutto perché si parlava di un grande regalo alla banca e una spesa in più per professionisti e aziende. Un obbligo da cancellare, insomma.

Oggi la notizia dello sciopero indetto da Federarchitetti, che vuole sottolinerare l'inutilità di una norma simile, propri ora che la crisi è così viva. 

Il Sindacato punta il dito contro il governo, colpevole di continuare a spremere di tasse cittadini e imprese, senza fare nulla per fermare la crisi che avanza e dando un ulteriore regalo alle banche. Sì, le banche, al centro di questa manovra perché beneficiarie di almeno 2 miliardi di euro, grazie all'obbligo del POS negli studi professionali.

Federarchitetti avvisa: o si cambia la normativa o l'attività professionale verrà sospesa. Come hanno spiegato più volte, in questo momento non è questa la soluzione. Regalare soldi alle banche, togliendoli dalle tasche di professionisti, imprese e cittadini sarebbe un suicidio economico e sociale.

È infatti questa la strada prevista: introdurre il POS porterebbe un costo mensile non indifferente, che i professionisti dovrebbero poi recuperare aumentando le tariffe per imprese e cittadini. Un circolo senza fine.

Ingegneri e Consulenti del Lavoro appoggiano la Federarchitetti, pronti a scendere in piazza per far valere i loro dirittti e difendere il settore. 

 

Redazione Edilizia.com
3 Dicembre 2013

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