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Risoluzione dei contratti con le PA: scende la soglia degli importi netti

Chiedere la risoluzione di un contratto d'appalto sarà meno difficoltoso grazie alle nuove percentuali. Ecco tutti i dettagli.

 

 

Risoluzione dei contratti con le PA: scende la soglia degli importi netti


Agire ai sensi dell'articolo 1460 del codice civile, come esecutore dei lavori, sarà da oggi più semplice: fino al 31 dicembre 2015 c'è infatti la possibilità di interrompere un contratto con una PA già nel momento in cui le rate di acconto per i lavori siano assenti alla soglia del 15 e non più 25%.

Le nuove disposizioni arrivano dal decreto legge che sblocca i pagamenti delle PA e che è stato appena approvato dal nuovo governo. Con questa nuova legge un'impresa che si trova alla direzione dei lavori non dovrà più attendere di raggiungere una soglia di titoli non pagati pari al 25%, ma basterà arrivare al 15% per chiedere la risoluzione del contratto.

In questo caso si può fare riferimento all'articolo 1460 del codice civile. Questa iniziativa aggiunge un vantaggio a quelle imprese che sono ancora sotto contratto con una PA ma non hanno avuto disponibilità di pagamento da parte dell'Amministrazione.

Il nuovo decreto è stato approvato proprio in questi ultimi giorni e prevede lo sblocco di circa 40 miliardi di euro suddivisi in più anni. Il limite per inviare i debiti da riscuotere e le relative fatture, però, è scaduto ad aprile e i primi fondi stanziati andranno a coprire i comuni e le associazioni che hanno già fatto richiesta nel mese scorso.

Non è ancora chiaro se ci sarà una nuova scadenza per la richiesta dei fondi, restiamo in attesa di ulteriori novità e di poter avere il testo completo del nuovo decreto legge.



 

Redazione Edilizia.com
15 Maggio 2013

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