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Reggio Emilia, le grandi aziende e il concordato preventivo

La richiesta di un concordato preventivo da parte delle grandi aziende era stata messa sotto esame pochi giorni fa. La chiusura di aziende simili mina ancora di più il poco equilibrio rimasto nel settore edile.

Provincia reggio emilia

 

È recente la notizia della richiesta di concordato preventivo di quattro grandi aziende di Reggio Emilia, tutte operanti nel settore edile. Orion, Coopsette costruzioni, Unieco e Cmr avevano chiesto il concordato preventivo a causa della grave condizione in cui si erano trovate.

La Provincia ha lanciato così un fondo sostenuto dagli enti locali per fermare i concordati e i fallimenti e bloccare la perdita di lavoro di centinaia di operai. La proposta è stata fatta, ora deve essere accolta.

La sola Unieco conta 1500 dipendenti e nel 2011 aveva circa 650 milioni di debito. Le altre imprese hanno cantieri ancora aperti, ma totalmente bloccati sia per i debiti che per la mancanza di altri fondi.

Sonia Masini, Presidente della Provincia di Reggio Emilia, commenta così la vicenda: “C'è urgenza di trovare un accordo a livello locale, verranno prese delle decisioni per creare dei fondi che aiutino le imprese. Penso ad un fondo provinciale finanziato temporaneamente dagli enti locali e spero anche con l'aiuto della Regione, che aiuti le imprese a fermare i concordati e le ripercussioni negative che questo strumento, che per alcune aziende può essere utile, ha su altre aziende e nelle filiere produttive".

Un’ultima speranza, prima della chiusura definitiva.

Redazione Edilizia.com
29 Marzo 2013

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