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Proposte politiche per l'edilizia: facciamo il punto

Sono da poco terminate le elezioni ed è già tempo di pensare alle riforme che potranno risollevare l'economia italiana. Facciamo il punto sulle promesse politiche dei mesi scorsi.

 

 

Le elezioni sono terminate. Nonostante il risultato sorprendente, non c’è tempo per fare analisi e congetture, è ora di agire. Nei mesi scorsi i politici si erano impegnati pubblicamente con interventi rivolti al settore edile in grado di risollevarne le sorti.

Ecco, punto per punto, le promesse politiche dei vari leader:

Mario Monti, che salirà in Parlamento e in Senato, aveva proposto l’abolizione dell’IMU sulle case costruite e mai vendute dalle imprese edili. Ha inoltre proposto lo sblocco di 30 miliardi di euro per incentivi edili e detrazioni fiscali al 50% per tutto il 2015. Proposte che, unite alle altre, potrebbe portare risultati positivi.

Silvio Berlusconi, pochi giorni prima delle elezioni, ha assicurato il rimborso dell’IMU sulla prima casa e il rimborso di 19 miliardi di euro per i debiti contratti dalle PA verso le imprese.

Bersani, che esce vincente con una maggioranza minima alla Camera, era intenzionato a portare 7,5 miliardi di investimenti per scuole, ospedali e riqualificazioni cittadine. Era inoltre deciso a sbloccare il Patto di Stabilità, con la conseguente liberazione di fondi utili per il settore edile.

Il Movimento 5 Stelle, infine, aveva proposto l’adozione di un sistema di microcredito per le aziende in difficoltà, sullo stesso modello siciliano.

Queste tutte le promesse fatte.

Saranno solo vane proposte? È tempo di mettere in opera ciò che è stato detto: le imprese non possono aspettare ulteriormente.

Redazione Edilizia.com
27 Febbraio 2013

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