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Microzonazione e miglioramento degli edifici: 195,6 milioni contro il rischio sismico

195,6 milioni di euro. Ecco la cifra stanziata nel 2012 dall Ordinanza 52/2013 della Protezione Civile per la prevenzione del rischio sismico in Italia.

 

Questa tranche fa parte dei 965 milioni di euro divisi in 7 anni del “Piano nazionale per la prevenzione del rischio sismico” istituito dopo il terremoto in Abruzzo del 2009.

Si tratta di un passo utile per l’adattamento degli edifici esistenti alle nuove normative antisismiche, ma non solo: l’ordinanza regola anche lo sviluppo di quelle azioni poco (o mai) sviluppate in passato da specifici provvedimenti.

195,6 milioni di euro, quindi, che saranno suddivisi tra le regioni italiane in base al rischio sismico. E che serviranno a finanziare gli studi di microzonazione sismica, il miglioramento (eventualmente l’abbattimento e la ricostruzione) di edifici privati e opere pubbliche con finalità di protezione civile e altri interventi urgenti.

In questo modo è possibile dare un contributo alla riduzione del rischio sismico in Italia. Ed è giusto ricordare che gli studi di microzonazione sismica devono essere accompagnati dall’analisi della Condizione Limite per l’Emergenza-CLE dell’insediamento urbano: un processo utile per ottimizzare le attività di emergenza nel post-terremoto.

Redazione Edilizia.com
7 Marzo 2013

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