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Lavoro in nero: numeri preoccupanti dalla Regione Lazio

Una percentuale che non lascia spazio a dubbi. La Regione Lazio si trova a combattere il lavoro in nero con cifre mai viste prima.

 

 

Lavoro in nero: numeri preoccupanti dalla Regione Lazio
L'83,2% delle aziende edili laziali lavorano in nero, mentre il 54,1% dei lavoratori laziali non risultano nelle casse edili regionali. Percentuali enormi che dimostrano quanto il lavoro nero sia diffuso in tutta la Penisola e che arrivano direttamente da una ricerca di Feneal Uil Lazio.

Lavoro nero, quindi niente contratti, nessuna sicurezza per i lavoratori e tasse non in regola. Numeri che crescono, quelli legati alle irregolarità, andando di pari passo con l'aggravarsi della crisi. Dal 2008 il Lazio ha perso oltre 3 mila aziende e più di 40 mila lavoratori.

La cassa integrazione, cresciuta fino al 562%, non è riuscita a coprire le mancanze del settore. Il 2013, poi, si preannuncia già un anno ancora peggiore, con il settore completamente allo sbando.

Il lavoro in nero, però, è l'unica soluzione? Per parlarne insieme ad aziende e imprenditori, Feneal Uil ha deciso di organizzare un convegno sul tema, perché è importante parlarne e trovare insieme la via d'uscita.

Sindacati e lavoratori insieme possono trovare una soluzione che passi per vie legali e non debba per forza ricorrere al lavoro in nero. La crisi, forte soprattutto nel settore edile, non deve diventare una scusa per eludere le tasse e lo stesso Stato.

Le difficoltà si possono superare solo con l'aiuto dell'intero settore. Vale la pena ricordare una frase ricorrente e veritiera: se si pagano le tasse, le tasse ripagano noi. I servizi e le agevolazioni aumentano se ogni operazione contrattuale e lavorativa viene fatta seguendo le regole. Concordi?

Redazione Edilizia.com
6 Giugno 2013

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