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La crisi edilizia vista dall'Eurozona

La crisi del settore edile non è un problema solo italiano. In tutta Europa i dati relativi all'edilizia sono in calo. Ecco gli ultimi.

 

 

La crisi edilizia vista dall'Eurozona

Ancora notizie dalla crisi, ancora numeri che disegnano uno scenario difficile per l'economia europea e, in particolar modo, per il settore dell'industria edile. Bruxelles indica un nuovo calo della produzione edilizia nei paesi che adottano l'euro come moneta ufficiale (eurozona). Non è un elemento di novità, dato che si tratta del quarto calo consecutivo: febbraio registra una diminuzione dello 0.8% rispetto a gennaio che registrava una perdita del 2.1 %.

Percentuali negative che si affiancano a una buona notizia: secondo l'Eurostat, l'Ufficio Statistico dell'Unione Europea, nel febbraio 2013 la produzione è aumentata dello 0.8 punti percentuali rispetto all'anno precedente.

Nell'Unione Europea, invece, i dati continuano a dare segnali scoraggianti con una diminuzione dello 0.4% che si affianca al - 1.7% di gennaio. Il confronto con febbraio 2012 indica una diminuzione dello 1.1%. La situazione italiana non è, dunque, la sola a registrare una diminuzione nel settore.

Quali sono i paesi che risentono maggiormente dei problemi nel campo della produzione edilizia? Le situazioni più difficili si registrano in Polonia, in Portogallo e persino in Germania che vede un calo del 2.7 punti percentuali.

In tutto il mondo la crisi edilizia si fa sempre più pesante. Agire, ora, significherebbe cercare di alzare i livelli produttivi già per il prossimo anno, che prevede ancora percentuali negative.
 

Redazione Edilizia.com
17 Aprile 2013

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